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Bagnaia: “Nelle FP2 era tutto perfetto, nella Sprint è andato tutto male. Non avevo spinta in uscita”

Sabato amaro per Pecco Bagnaia ad Austin: nella Sprint del GP delle Americhe il #1 chiude 8°, lamentando poco feeling con la GP24

14 Aprile 2024
3 min read
bagnaia

Seppure accreditato di uno dei migliori passi gara dell’intero lotto, Pecco Bagnaia non è riuscito ad andare oltre un 8° posto al termine della Sprint Race del GP delle Americhe 2024 della MotoGP. Il due volte campione del mondo, scattato dalla 4ª casella dello schieramento ma incappato in un inciampo proprio al via della gara corta, non è poi riuscito a risalire la china a causa di un feeling “pessimo” con il posteriore della propria Ducati.

bagnaia
@ Ducati Media House

Quello vissuto da Pecco Bagnaia in quel del Circuit of The Americas è stato un sabato dai due volti. Se al mattino il #1 era infatti parso uno dei piloti più in forma in terra texana grazie all’ottimo passo gara mostrato nelle FP2, nel corso del pomeriggio l’alfiere della Ducati è sembrato invece piuttosto in difficoltà in sella alla sua GP24. Rimasto leggermente impantanato al via a causa di uno scatto non felicissimo che gli è costato svariate posizioni, per tutta la durata della Sprint Race Bagnaia non è riuscito a trovare il bandolo di una matassa parsa molto più ingarbugliata rispetto a quanto visto in mattinata. Preda di un ritmo tutt’altro che esaltante, il torinese ha faticato non poco nel corso dei 10 giri della gara del sabato, venendo così costretto ad accontentarsi di una 8ª posizione che gli ha sì consentito di racimolare 2 punticini iridati ma che, d’altro canto, lo ha messo di fronte a un gap di 9”349 dalla vetta della classifica occupata da Maverick Vinales.

Presentatosi davanti ai microfoni e alle telecamere di Sky Sport MotoGP con un sorriso un po’ amaro, Bagnaia ha raccontato di come il feeling con la sua Ducati sia improvvisamente peggiorato nel corso del pomeriggio texano lasciando però intendere che, in vista della gara lunga, lui e la GP24 hanno ancora qualche carta da giocare. “Purtroppo tutto quello che mi sarei immaginato non c’è stato – ha esordito il torinese – “Fino al mattino era tutto perfetto, avevo addirittura fatto il mio miglior tempo all’ultimo giro delle FP2 con una gomma che aveva alla spalle più giri di quelli che avremmo dovuto fare durante la Sprint. In gara invece giravo costantemente 1”, 1”2 più lento: non c’era modo di spingere, ho avuto tante vibrazioni, è stato davvero strano. Come se non bastasse mi ha anche spinnato in partenza: è andato tutto male”.

Il “saltello” di cui si è resa protagonista la GP24 #1 ha effettivamente complicato il sabato di Pecco Bagnaia, ma non è stato l’avvio di gara claudicante l’unico problema patito dal torinese. “Nello stesso momento in cui sono partito ho percepito che si stava alzando davanti mentre dietro cominciava invece a scivolare – ha spiegato il portacolori Ducati – “Ho dovuto riprendere la frizione in mano e poi l’ho dovuta rilasciare, perdendo così tre-quattro posizioni. Poi in Curva 2 credo che Jack (Miller, ndr) abbia avuto un problema, così ho dovuto frenare moltissimo e altri tre piloti mi hanno superato. A quel punto è diventato tutto molto complicato, perché già non riuscivo a fare quello che avrei voluto per via del grip al posteriore”. 

È stata proprio la scarsa aderenza al retrotreno la vera spina nel fianco di Bagnaia. Il due volte campione del mondo della MotoGP ha infatti lamentato per tutta la gara grosse difficoltà in fase di accelerazione, che gli hanno reso pressoché impossibile tentare una rimonta. “Mi mancava spinta in uscita dalle curve” – ha spiegato il #1 – “Appena toccavo il gas iniziava a scivolare: gli altri acceleravano mentre io rimanevo fermo, di conseguenza arrivavo sempre in ritardo. Frenavo più forte dei piloti che avevo intorno, ma ritrovandoti così distante da loro alla fine dei rettilinei fai sempre fatica”. “Secondo me no, non credo che ci sia bisogno di analizzare il modo in cui trattiamo la gomma dal box fino alla griglia” – ha poi risposto Bagnaia a Mauro Sanchini, che domandava se in qualche modo l’introduzione della gomma nel giro di schieramento potesse giocare un ruolo importante nell’”accensione” del pneumatico – “Semplicemente in gara il feeling è stato talmente pessimo che nel GP, senza toccare nulla e limitandoci a cambiare gomma, andrà tutto bene. Non modificheremo niente perché il feeling era talmente brutto, talmente pessimo, che non può dipendere da un qualcosa a livello di setting”. 

Galeotta fu solo la gomma posteriore, dunque? Non ci resta che attendere il GP delle Americhe, in programma questa sera alle 21:00, per scoprirlo. 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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