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Completate le prime Ducati MotoE, Domenicali festeggia ma senza convinzione

A quattro mesi dal debutto mondiale, per il GP di Francia, a Borgo Panigale è in corso la produzione delle Ducati elettriche che saranno protagoniste del monomarca iridato. Prime lezioni anche per i tecnici dei team che dovranno gestirle già a inizio marzo per i test collettivi a Jerez. Domanicali festeggia, ma mette i puntini…

16 Gennaio 2023
3 min read

A quattro mesi dal debutto mondiale, per il GP di Francia, a Borgo Panigale è in corso la produzione delle Ducati elettriche che saranno protagoniste del monomarca iridato. Prime lezioni anche per i tecnici dei team che dovranno gestirle già a inizio marzo per i test collettivi a Jerez. Domanicali festeggia, ma mette i puntini sulle i: non ci sono le tecnologie per delle valide moto elettriche da strada, molto meglio gli eFuel per abbattere le emissioni di CO2.

Mancano quattro mesi al primo week end di gara stagionale per la MotoE, che da quest’anno si è guadagnata la titolazione iridata al pari di Moto3, Moto2 e MotoGP. Per la serie elettrica, che resta monomarca, la grande novità è l’addio a Energica con contestuale benvenuto a Ducati, che nelle scorse settimane ha avviato la produzione di 23 moto. Oltre alle 18 per i piloti, ne verranno prodotte altre 5 per l’organizzazione. Inoltre sono iniziati in questi giorni i corsi per i tecnici dei team privati che dovranno gestirle.  


L’elettrica da corsa di Borgo Panigale non ha ancora un nome “commerciale”, ci si riferisce a lei ancora con la codifica interna “V21L“, ma si sa già molto sul su conto. 110 i kW promessi da Ducati, per un peso complessivo di 225 kg: 10 kW in meno rispetto alla Ego Corsa, ma anche 22 kg limati. Inferire anche il dato relativo alla coppia: 140 Nm per la “V21L” contro i 200 Nm della Ego da corsa. Proprio come coi motori delle Desmsedici, Ducati punta ad ottenere potenza spingendosi in alto col regime di rotazione e infatti il motore, che pesa 21 kg, è capace di girare fino a 18.000 giri/min quando invece l’Energica si fermava a 11.000.

Il pacco batteria “portante” della V21L

Altro sul motore della Ducati MotoE non è stato comunicato mentre si sa quasi tutto sulla batteria, da 1.152 celle, agli ioni di litio. Questa lavora a 800 V e ha una capacità di 18 kWh pesando 110 kg. Il dettagli interessante è che l’involucro, realizzato in fibra di carbonio, svolge anche la funzione di parte stressata della ciclistica propri come i motori endotermici sulle Panigale stradali. Proprio dalle sportive stradali è stato ripreso il telaio monoscocca Front Frame in alluminio, che qui collega pacco batteria e cannotto di sterzo.

Ducati punta a ultimare le 23 moto entro metà febbraio in vista del primo test con piloti e team che disputeranno il Mondiale 2023 previsto per i giorni 6, 7 e 8 marzo a Jerez. Seguiranno altre tre giornate di prova il 3, 4 e 5 aprile sul circuito di Montmelò a Barcellona, per arrivare poi al debutto stagionale di Le Mans, per il GP di Francia.

La MotoE è per Ducati una possibilità di sviluppo importante, anche se una versione stradale di questo prototipo sembra più impossibile di quanto ipotizzavano alcuni. A quanto pare, al momento nemmeno i vertici di Borgo Panigale credono alla propulsione elettrica come soluzione principale per la mobilità del futuro. Ad ammetterlo, tra le righe, lo stesso Claudio Domenicali: “Con questo progetto la nostra azienda sta studiando a fondo le tecnologie del futuro del mondo delle due ruote. È un ambito di sperimentazione importante, in cui stiamo investendo per costruire know-how, per farci trovare pronti se e quando la tecnologia delle batterie dovesse consentire la realizzazione di una moto elettrica stradale.” Il CEO di Ducati ha voluto precisare che il progetto MotoE viaggia in parallelo ad altri, volti sempre alla riduzione delle emissioni di CO2. Sì Domenicali festeggia, si tratta di un momento storico per la sua azienda, ma non nasconde la propria visione del futuro, con ancora molte moto endotermiche grazie “alla ricerca sui carburanti sintetici (eFuel) che permettono di azzerare le emissioni totali di CO2 dei motori a combustione interna.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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