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FP2 MotoGP: Viñales, Marquez e Abraham ballano il tango in Argentina!

Ancora Viñales davanti a tutti, mentre Marquez recupera alla grande rispetto alla FP1. Stupisce Abraham, che con la GP15 chiude terzo. Malissimo Rossi, Dovizioso e Lorenzo. Questo secondo turno è iniziato con un bel sole ma forte vento, per domani il rischio pioggia è concreto. Ne è conseguito un time attack davvero ecclatante a fine sessione. I piloti…

7 Aprile 2017
3 min read

Ancora Viñales davanti a tutti, mentre Marquez recupera alla grande rispetto alla FP1. Stupisce Abraham, che con la GP15 chiude terzo. Malissimo Rossi, Dovizioso e Lorenzo.

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Questo secondo turno è iniziato con un bel sole ma forte vento, per domani il rischio pioggia è concreto. Ne è conseguito un time attack davvero ecclatante a fine sessione. I piloti sono scesi subito in pista con le Hard, come richiesto da Michelin. A prevalere subito è stato Marquez che in 10 minuti prima si è portato in testa e poi ha ribadito il concetto. Il primo tempo interessante infatti è suo, un 1’40”670 con gommatura Medium all’anteriore e Hard al posteriore. Vicinissimo quindi sin da subito al limite segnato da Viñales nelle FP1. Maverick che al contrario ha impostando un ottimo long run con Hard sia all’anteriore che al posteriore. Ha realizzato 6 passaggi sul 41”1 per poi chiudere a 220 soli millesimi dal momentaneo primato di Marquez, nonostante le gomme meno performanti. Il Top Gun è riuscito ad impressionare soprattutto alla fine di questo primo long run, realizzando ottimi tempi nonostante le coperture più dure decisamente usurate.

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A 20 minuti dalla fine sono cominciati a fioccare i ‘caschi rossi’. Il primo a scalare la classifica è stato Bautista, risuperato poco dopo da Marquez. Nonostante ciò, a 10 minuti dalla fine Rossi veleggiava ancora fuori dalla Top10 rischiando di dover passare per la Q1 dato il rischio pioggia che incombe domani anche sulle FP3. Rossi ha quindi provato la soluzione topica, montando una Hard all’anteriore ed una Soft al posteriore a 8 minuti dalla fine ma è costretto ad abortire il giro, commettendo un leggero errore prima e rallentato da Rins poi. Ma è Karel Abraham a stupire tutti, stampando un incredibile 1’39”880! E’ lui il primo ad abbattere il muro dell’1’40” in questo week end. Ma è solo il preludio. Prima Marquez e poi Viñales strappano il giro più veloce, con Maverick che stampa un 1’39”477 da stropicciarsi gli occhi. Tutto ciò mentre la sagra degli errori affligge i giri conclusivi di Valentino Rossi, che chiude 16°. Male anche le Ducati ufficiali, con Dovizioso e Lorenzo rispettivamente 14° e 18°.

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Ma veniamo ai risultati. Prima fila momentanea composta da Viñales, Marquez (1’39”778) e Abraham. Seconda fila provvisoria guarnita di sole Ducati clienti con Bautista (+0,445), Petrucci (+0,483) e Baz, primo tra coloro che non sono scesi sotto il muro del’1’40’‘ (1’40”120). Quindi ben 4 Ducati nei primi 6 posti. Troviamo quindi Crutchlow, Folger ed Aleix Espargaro, che riesce a portare la sua Aprilia RS-GP in Top10. Top10 chiusa da Andrea Iannone (1’40”250) che apre la momentanea 4/a fila, seguito da Redding e Zarco. 13/a posizione per Dani Pedrosa, autore di una caduta senza conseguenze per lui a metà turno. Lo segue Andrea Dovizioso, mentre chiude la 5a fila Hector Barbera, ultimo a stare a meno di 1 secondo da Viñales.

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Dobbiamo scendere in sesta fila per trovare Rossi e Lorenzo, divisi da Jack Miller. Grandi difficoltà per Jorge, mentre Valentino delude molto visti gli errori di guida commessi negli ultimi 10 minuti. Questi tempi sembrano una condanna alla Q1, dato le previsioni meteo piovose per le FP3. A giocarsi in Q1 i due posti di accesso alle Q2 saranno quindi 4 pezzi da novanta come Lorenzo, Rossi, Dovizioso e Pedrosa. Due di loro partiranno dal fondo.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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