Prime parole di Lorenzo da alfiere HRC: “Sulla Honda mi sento a mio agio, il team impressiona per reattività”
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Prime parole di Lorenzo da alfiere HRC: “Sulla Honda mi sento a mio agio, il team impressiona per reattività”

Arrivato il 2019, Jorge Lorenzo può finalmente vestire dei colori HRC e Team Honda Repsol. In una variegata intervista rilasciata direttamente da HRC, il maiorchino ha raccontato anche le impressioni avute in sella alla RC213-V, spiegando le differenze con la Ducati Desmosedici.  Lorenzo si è detto orgoglioso di far parte della squadra più vincente negli ultimi 25 anni…

2 Gennaio 2019
2 min read

Arrivato il 2019, Jorge Lorenzo può finalmente vestire dei colori HRC e Team Honda Repsol. In una variegata intervista rilasciata direttamente da HRC, il maiorchino ha raccontato anche le impressioni avute in sella alla RC213-V, spiegando le differenze con la Ducati Desmosedici. 
Lorenzo si è detto orgoglioso di far parte della squadra più vincente negli ultimi 25 anni del Motomondiale.

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Sorridente, sereno e rilassato. La prima volta di Lorenzo vestito da alfiere HRC lo ha portato ad un paragone calcistico: “non c’è team al mondo più vincente di questo. Hanno il maggior numero di vittorie e titoli iridati, sono il Real Madrid o il Barça del motociclismo.” Jorge si è detto orgoglioso di appartenere a questa famiglia, quanto voglioso di rendere HRC ancor più forte e vincente.

Honda HRC e Repsol nel 2019 festeggiano la 25/a stagione assieme, gareggiando con una coppia da sogno: Lorenzo e Marquez hanno vinto otto degli ultimi nove campionati classe MotoGP. A ad impedire il cappotto è stato Casey Stoner, campione nel 2011 proprio su Honda. “Quando la Repsol ha iniziato a sponsorizzare il team Honda, nel 1995, è stato proprio quando ho iniziato a guardare le gare motociclistiche in tv. Ricordo le lotte tra Harada e il mio idolo Max Biaggi in 250, ma anche quelle fra Criville e Doohan in 500, l’esordio di Rossi in 500 e il titolo di Nicky Hayden.”

I primi mesi in Ducati sono stati tutt’altro che facili, il feeling con la Desmosedici non è stato immediato. Con la RC213-V “le sensazioni sono state buone sin da subito” ha detto Jorge. Ma cosa cambia tra la Desmosedici di Borgo Panigale e la RC213-V di Tokio? Sono due moto molto diverse, anche se entrambe puntano tutto su frenata e accelerazione. La Ducati “è molto grande e alta, forse un po’ troppo grossa per me -ha ammesso Jorge- mentre la Honda mi calza meglio, come dimensioni: è una moto compatta, più corta e bassa. Riesco a raccogliermi meglio, mi sento maggiormente a mio agio quando entro in curva: più sei vicino all’asfalto, più senti fiducia.”

Più che la moto, a stupire Lorenzo sono state le persone che compongono il Team Honda Repsol. Fra i test diValencia e Jerez, Jorge ha già chiesto delle modifiche alla moto ed è stato accontentato praticamente al volo. La reattività del Team mi ha impressionato, la capacità di reagire fornendo quello che uno chiede mi ha colpito. Era stato abbastanza chiaro, la Honda ha preso nota delle mie indicazioni, in pochi giorni avevano preparato tutto e avevamo un serbatoio quasi al 100% di mio gradimento”.

Riguardo al rapporto con Marquez, Lorenzo era già stato chiaro, entrambi avranno qualcosa da imparare l’uno dall’altro. Noi piloti abbiamo punti di forza e debolezze -ha rilanciato- anche Marc. Io cercherò di imparare dai suoi punti di forza e credo che lui cercherà di imparare dai miei. Ci spingeremo a vicenda, io voglio battere lui e lui vuole battere me. Può essere un rischio per Honda? Secondo Jorge, questa rivalità interna “aiuterà a fornire nuovi progressi tecnici per la moto.”

 


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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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