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La Ducati GP17 sorprende Lorenzo: “C’è più lavoro da fare di quanto mi aspettassi!”

A sentire le sue dichiarazioni, sembra quasi che tra l’ultima sessione di test del 2016 e la prima del 2017 Jorge Lorenzo abbia dovuto cambiare nuovamente moto. Se infatti il “Porfuera” al termine del suo primo approccio con la rossa di Borgo Panigale sull’asfalto del Ricardo Tormo aveva mostrato un – seppur cauto – ottimismo…

30 Gennaio 2017
3 min read

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A sentire le sue dichiarazioni, sembra quasi che tra l’ultima sessione di test del 2016 e la prima del 2017 Jorge Lorenzo abbia dovuto cambiare nuovamente moto. Se infatti il “Porfuera” al termine del suo primo approccio con la rossa di Borgo Panigale sull’asfalto del Ricardo Tormo aveva mostrato un – seppur cauto – ottimismo circa il suo feeling con una moto dalle caratteristiche diametralmente opposte a quelle della M1, dopo la prima giornata di prove ufficiali in Malesia il #99 pare essersi reso brutalmente conto di quanto sia diverso guidare la Ducati rispetto alla Yamaha.

Prova ne è il fatto che il nuovo alfiere di Borgo Panigale non sia andato oltre il 17° crono nel corso di questo Day 1 “castrato” dalla pioggia, accusando distacchi nell’ordine di 1″5 dai tempi di Stoner e Dovizioso, mattatori di giornata con la sua stessa moto. E’ già necessario allarmarsi? Nemmeno per sogno, ovviamente. Siamo solamente al primo atto di un processo di adattamento difficile ma assolutamente non impossibile, soprattutto per un pilota con il talento di Lorenzo. Che infatti, ai microfoni di GpOne.com, sembra aver già capito come e dove intervenire per rendere più efficace il suo stile di guida in sella alla nuova Ducati.

“Ho capito che devo modificare il modo di frenare – ha dichiarato il #99 – Con la Yamaha si staccava prima per poi fare affidamento sulla velocità di percorrenza di curva, mentre la Ducati permette di frenare dopo. Due mondi praticamente agli antipodi, le cui differenze erano state forse smussate dal circuito di Valencia, sul quale il “Porfuera” notoriamente si trova molto a suo agio. “Oggi ho davvero capito quanto siano diverse Ducati e Yamaha” – continua Lorenzo – Credo che siano le MotoGP più diverse tra di loro e, per farle andare veloci, hanno bisogno di stili di guida opposti. Se provo a staccare prima per portare della velocità a centro curva, come ho fatto con la M1 per 9 anni, la moto non gira“.

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Era lecito per lui aspettarsi qualcosa di diverso alla luce di quanto visto durante i test di fine 2016? Probabilmente sì (“Ho guidato come a Valencia, ma qui ho fatto più fatica e sono stato lento), ma ai microfoni di MotorSport.com il #99 ha dichiarato di non essere deluso bensì sorpreso dalla mole di lavoro da fare, pur mostrando grande fiducia nel potenziale della GP17 appena svezzata. “Essendo così lontano” – ha concluso Lorenzo – sono certo che ci sia tanto margine per migliorare. Anche perché ci sono 4 Ducati nelle prime 3 posizioni a dimostrare il grande potenziale che questa moto ha, almeno per quanto riguarda la prestazione sul giro secco”.

La dichiarazione di resa, insomma, Jorge Lorenzo non ha la minima intenzione di firmarla. Gli restano – meteo permettendo – 8 giorni completi di test per prendere maggiore confidenza con una moto che si è rivelata più difficile da comprendere rispetto a quanto si aspettasse. Dopodiché solo la pista ed il cronometro potranno dirci se la scelta del “Porfuera” sia stata vincente o meno…

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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