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Ecco la Moto2 di MV Agusta, debutterà nel 2019 con Forward

Era il 29 agosto del 1976. Nell’inferno verde del vecchio Nurburgring diluviava. In quel’anno Giacomo Agostini ed MV Agusta si ricongiunsero, era un’operazione da libro cuore con una scuderia creata all’ultimo minuto da Agostini, capace di calamitare gli sponsor Marlboro ed Api. Se in 350 tre cilindri la MV era ancora competitiva contro le fresche…

31 Luglio 2018
4 min read

Era il 29 agosto del 1976. Nell’inferno verde del vecchio Nurburgring diluviava. In quel’anno Giacomo Agostini ed MV Agusta si ricongiunsero, era un’operazione da libro cuore con una scuderia creata all’ultimo minuto da Agostini, capace di calamitare gli sponsor Marlboro ed Api. Se in 350 tre cilindri la MV era ancora competitiva contro le fresche due tempi, ciò non si poteva dire per la 500 quattro cilindri. Seppur realizzata tre anni prima, il divario di peso e potenza con le due tempi di Suzuki e Yamaha era tangibile. Così Agostini decise di munirsi pure di una Suzuki RG 500. Le condizioni avverse spinsero Agostini a gareggiare con la rotonda e dolce quattro tempi che aveva sviluppato prima di andarsene in Yamaha. Fu una gara incredibile, con Agostini che vinse per distacco. L’ultima vittoria fra 350 e 500 per lui, l’ultima vittoria in assoluto per MV Agusta nel Motomondiale.
A distanza di 42 anni, MV Agusta svela la motocicletta con cui farà ritorno nei prototipi.

Il  nome non è stato ancora definito, ma le opzioni son intuibili: continuare con la codificazione usata da Cagiva, l’ultima fula C584 500 del 1994, o farla entrare di diritto nella scuderia delle MV Agusta-Ferrari, con un evocativo e meno variabile negli anni F-M2. Il design è una estremizzazione da GP di quello della F3 675/800, balzano agli occhi il codino incavato lateralmente formando due livelli e l’enorme presa d’aria che sostituisce il faro a diamante.

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Caratteristico anche il coprente parafango anteriore, mentre la meccanica del motore non è più a vista. Una scelta abbastanza logica, visto che per regolamento di categoria la Moto2 di MV Agusta utilizzerà il tricilindrico Triumph di 765 cc. Il motore inglese garantirà più potenza rispetto agli attuali 600 quadricilindrici di Honda -127 cv, Triumph punta a 135 cv– con una miglior affidabilità. Le Moto2 del prossimo anno saranno anche più ‘elettroniche’, per colmare il gap tanto con la MotoGP quanto e soprattutto con la Moto3. Magneti Marelli ha vinto nuovamente il bando per la fornitura delle centraline, che saranno derivate da quelle attualmente in uso sulle MotoGP. Dal 2019 le Moto2 avranno quindi Ride-by-Wire e controllo del freno motore, per controllo di trazione e controllo dell’impennata bisognerà attendere il 2020.

MV Agusta si occuperà della parte tecnica, mentre Forward si occuperà della parte logistica e del rapporto con sponsor e piloti.

C’è molto astio attorno a questa operazione. Molti stanno iniziando a denigrare questa operazione, schifando il fatto che MV Agusta debba usare un motore non proprio, dimenticando che questo è il regolamento. Ma questi fatti fanno tornare alla mente l’esordio di Cagiva nel Motomondiale con la 1C2, una Yamaha TZ 500 rielaborata a Varese. Era sempre il Gran Premio di Germania, ma del 1980, ed a dare il via a ciò fu Claudio Castiglioni.

Proprio il figlio di Claudio, Giovanni, ha dato il via a questo ritorno di MV Agusta nel Motomondiale. “Sono molto orgoglioso di vedere il sogno di riportare MV Agusta nel Motomondiale diventare realtà” ha dichiarato Giovanni Castiglioni, attuale Presidente dello storico marchio dopo l’acquisizione da parte di Cagiva nel 1992. “Volevo ringraziare tutti i nostri ingegneri, tecnici e designer e i ragazzi del Forward Racing Team per avere reso tutto questo possibile in così poco tempo. Un ringraziamento speciale va a Giovanni Cuzari, per aver creduto in noi ed averci spinto a fare il massimo. Ci sarà ancora molto da fare, ma passo dopo passo porteremo la moto ad essere competitiva.
Quello del motore unico non è un problema. Molte altre Case entreranno in Moto2″

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Altrettanto soddisfatto il proprietario della squadra Giovanni Cuzari“Inseguo questo sogno sin dai tempi di Claudio (Castiglioni). Numerose volte ho insistito per tornare con MV Agusta in MotoGP, e, quando Giovanni ha preso il posto del padre, spesso l’ho spronato a credere in un progetto tanto ambizioso. Finalmente lo ha fatto, ed oggi, 42 anni dopo, faremo il primo passo con il nostro prototipo di moto2 MV Agusta. Sono emozionatissimo, ma consapevole che questo è solo un primo esordio e che il lavoro da fare è ancora importante. Ho avuto modo di conoscere da vicino il Centro Ricerche Castiglioni, il vero cuore di MV Agusta, e ora ho la certezza che non ci manca nulla: la passione e la professionalità del gruppo capitanato da Paolo Bianchi, unita al mio meraviglioso gruppo di lavoro, che ringrazio singolarmente, è sicuramente il giusto mix per poter puntare al meglio. Quello di oggi è un punto di partenza per arrivare a riportare questo marchio davvero in alto. Un grazie va, inoltre, a tutti coloro che hanno sostenuto e sostengono questo progetto, ora la parola passa al cronometro.”

Molto carico invece Brian Gillen, Direttore Tecnico di MV e responsabile di questo progetto: “È da qualche anno che stiamo valutando un ritorno al Motomondiale e con il cambio di regolamento della categoria Moto2 per il 2019, dopo 42 anni ci troviamo davanti all’opportunità di esprimere tutto il nostro “know how” tecnico, sviluppato negli utlimi 6 anni di gare nel mondiale Superbike e Supersport. Il progetto Moto2 è molto ambizioso e stiamo impegnando tutte le nostre risorse di R&D ed esperienza nelle corse per costruire una moto completamente nuova, diversa da tutte le altre ed all’altezza del marchio MV Agusta. Inizialmente per il telaio abbiamo pensato ad ogni tipologia possibile, ma abbiamo deciso di continuare con la tipologia su cui abbiamo la maggiore esperienza. Agostini la vorrebbe provare? Deve provarla! Sarebbe emozionante.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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