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Per la MotoGP sole e sangria: info, orari e record del Gran Premio di Catalogna

La pista di Montmelò ospita il Motomondiale dal 1992, iniziando come Gran Premio d’Europa. Solo nel 1996 ha cambiato denominazione, diventando Gran Premio di Catalogna. In quel lontano ’92 a vincere furono Ezio Gianola in 125, Luca Cadalora in 250 e Wayne Rainey in 500. Inaugurato nel 1991 in vista dei Giochi Olimpici dell’anno successivo, per le moto ha subito quattro modifiche. Prima modifica…

14 Giugno 2018
4 min read

La pista di Montmelò ospita il Motomondiale dal 1992, iniziando come Gran Premio d’Europa. Solo nel 1996 ha cambiato denominazione, diventando Gran Premio di Catalogna. In quel lontano ’92 a vincere furono Ezio Gianola in 125, Luca Cadalora in 250 e Wayne Rainey in 500. Inaugurato nel 1991 in vista dei Giochi Olimpici dell’anno successivo, per le moto ha subito quattro modifiche. Prima modifica fu la realizzazione di un tratto rettilineo invece della variante Nissan, posta tra le attuali curve 9 e 10 nel 1995, in seguito ai fatti di Imola ’94.

La seconda modifica è stata applicata nel 2016 in seguito alla sfortunata morte di Salom, dove per ragioni di sicurezza si decise di utilizzare l’altro lay out omologato, quello della F1. Curva 10 a gomito e una chicane, denominata RAAC, invece della veloce ed in discesa penultima curva. Lo scorso anno altra modifica alla chicane RAAC, per allontanare l’uscita della chicane dall’aultima curva, ma tale modifica venne utilizzata solamente nel corso delle libere, tornando così al lay out della F1 usato per le gare del 2016. Da quest’anno si torna al disegno più tradizionale, sparisce la chicane RAAC e torna il curvone in discesa Europcar. Ciò è stato possibile ampliando la via di fuga, allontanando anche le tribune. Resta invece a gomito la curva 10 mentre la pista è stata riasfaltata.

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Il tracciato risulta così lungo 4,627 km, con 6 curve a sinistra e 8 a destra. Similmente al Mugello ha un rettilineo lungo (1047 metri) che viene introdotto da una curva molto veloce e termina con una curva per buoni staccatori, ma un po’ più scorrevole rispetto alla San Donato. Velocità massime quindi molto elevate, superiori anche alle F1 (340 km/h per le MotoGP contro i 325 per le F1) nonostante queste ultime possano frenare molto dopo. Questo a causa del carico aerodinamico necessario nel resto della pista, che infatti è caratterizzata da staccate molto decise e ravvicinate. Ciò unito a una temperatura dell’asfalto particolarmente elevata comporta problemi di raffreddamento dei freni. Secondo Brembo il Circuit de Catalunya rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, alla pari del Red Bull Ring, del Twin Ring di Motegi e del Sepang International Circuit.

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Nessun record per il momento con questa inedita configurazione, ma si può iniziare a farsi un’dea col tempo fatto segnare a fine maggio da Vinales. Il Top Gun chiuse in testa i test girando in 1’38”9. Inoltre la gara sarà più corta quest’anno, 24 giri contro i 25 dello scorso anno.

Sono 10 le volte il cui i piloti frenano, impiegando circa 30 secondi a giro, quasi il doppio rispetto alle F1 che impiega 18 secondi. La decelerazione media si attesta a circa 1,08 g: nonostante in ben 2 curve si superino i 200 km/h di decelerazione ( la 1 e la 10), in ben quattro non si arriva ad 1 g di decelerazione. Le F1 hanno invece una decelerazione media qui di 4,2 g. La staccata più impegnativa è ovviamente quella della curva 1, dove le moto arrivano ad oltre 340 km/h ed impiegano 285 metri e 5,1 secondi per scendere a 100 km/h, con una decelerazione di 1,5 g.

I piloti esercitano uno sforzo sulla leva di quasi 7 kg mentre la pressione del liquido frenante supera gli 11,6 bar. Le F1 invece arrivano a circa 325 km/h ed entrano in curva ai 150, dopo una frenata di appena 50 metri. L’altra frenata impegnativa è quella della 10, dove i piloti subiscono ancora 1,5 g di decelerazione passando da 270 a 65 km/h in 220 metri, frenando per 5 secondi. Un’altra curva impegnativa è la numero 7: le MotoGP scendono da 230 km/h a 104 km/h in appena 154 metri e 3,4 secondi. La brutalità della decelerazione è testimoniata dagli 1,4 g sperimentati dai piloti.

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Nonostante il numero di di curve a destra ed a sinistra sia simile, le prime sono molto più critiche per gli pneumatici. Le destrose 3 e 4 all’inizio e le conclusive 11, 12-Europcar e 13-Catalunya stressano molto lo pneumatico posteriore. Per far fronte a questo, Michelin ha deciso di preparare pneumatici asimmetrici al posteriore, con la mescola delle spalle diversificata e più dura sul lato destro. Soluzioni simmetriche invece all’anteriore.

Qualifiche e gare saranno in diretta sia su TV8 che su Sky Sport MotoGP, mentre solo il canale satellitare offrirà la copertura dell’intero evento. Ecco gli orari:

Venerdì 15 giugno
09:00 Moto 3  FP1
09:55 MotoGP  FP1
10:55 Moto 2 FP1
13:10 Moto 3 FP2
14:05 MotoGP FP2
15:05 Moto 2 FP2

Sabato 16 giugno 

09:00 Moto 3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto 2 FP3
12:35 Moto 3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP4
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto 2 Qualifiche

Domenica 17 giugno

08:40 Warm Up Moto 3, Moto 2 e Moto GP
11:00 Moto 3 Gara
12:20 Moto 2 Gara
14:00 MotoGP  Gara

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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