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La MotoGP fa tappa al Sachsenring: info, orari e record del Gran Premio di Germania

Un tracciato per kart, mini moto e pit bike con due sole curve a destra nella parte iniziale, poi un’infinita successione di curve a sinistradi vario raggio, inframmezzate da un piegone veloce ed in discesa a destra. Eccovi servito il Sachsenring. Il circuito che conosciamo noi nasce sulle ceneri uno storico tracciato cittadino/stradale lungo oltre…

12 Luglio 2018
4 min read

Un tracciato per kart, mini moto e pit bike con due sole curve a destra nella parte iniziale, poi un’infinita successione di curve a sinistradi vario raggio, inframmezzate da un piegone veloce ed in discesa a destra. Eccovi servito il Sachsenring. Il circuito che conosciamo noi nasce sulle ceneri uno storico tracciato cittadino/stradale lungo oltre 8,5 km, inaugurato nel 1927. A seguito di alcuni gravi incidenti, nel 1990 non ottenne più l’omologazione. Quindi le autorità locali decisero di realizzare un centro di guida sicura, completato nel 1995, che abbinato a due strade della confinante area industriale consentiva di realizzare un soddisfacente circuito semipermanente, con conseguente riottenimento dell’omologazione per gare di prestigio. Il tracciato ospita il Gran Premio Motociclistico di Germania ininterrottamente dal 1998.
Da allora sono state effettuate continue migliorie negli impianti, tra esse il radicale cambiamento nel disegno del tracciato effettuato nel 2001, che ha rivoluzionato il tratto che va dalla curva 10 al traguardo.

Lungo poco meno di 3,7 km -3’671 metri ad essere pignoli- con un rettilineo principale di 700 m, le MotoGP dovranno percorrerlo ben 30 volte in gara, per un totale di 110,1 km. La caratteristica distintiva è la suddivisione delle curve: 10 a sinistra, solamente 3 a destra. E di queste la 11 arriva dopo ben sette curve a sinistra dove la spalla sinistra dello pneumatico si surriscalda. Proprio quello è un punto chiave, perché la 11 è una veloce piega in discesa, con le gomme non più a temperatura ottimale sul lato destro. Grattacapi non da poco a Michelin. Per ovviare a queste due problematiche Michelin ha optato innanzitutto per delle gomme asimmetriche, sia all’anteriore che al posteriore, con il lato destro molto più soffice e quello sinistro rinforzato.

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Qui Marquez domina ininterrottamente dal 2010 con 8 vittorie consecutive ed altrettante pole position, il tutto condito da 4 giri veloci in gara ed ovviamente il record assoluto del tracciato. Qui Marquez si guadagnò la Pole Position del 2015 in 1’20”336 alla media di 164,6 km/h. Il record in gara appartiene a Jonas Folger, che lo scorso anno scese fino a 1’21”442. Fu un week end strepitoso per il beniamino di casa, che raccolse il secondo gradino del podio. Poi il baratro, a causa della malattia.
Per le Moto2 la gara si svolgerà su 28 giri, per un totale di 102,8 km. Il record in gara lo ha fatto registrare Miguel Oliveira lo scorso anno in 1’24”483, il record assoluto risale alle qualifiche del 2015, quando Johann Zarco riuscì a girare in 1’24”044.
Gara di 27 giri per la Moto3, con i record velocistici molto ‘vecchi’. Il record in gara venne registrato nel 2014 da Brad Binder in 1’26”877, il record assoluto rislae al 2015 quando Danny Kant si issò in pole position con un tempo di 1’26”274.

“Il segreto? Le curve a sinistra sono la mia spacialità.”
Marc Marquez

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I punti caldi per i sorpassi sono le curve 1 e 12-Sachsenkurve. Complesso portare l’attacco alle curve 3 e 13, quest’ultima completamente in salita, dove il rischio di venir ripassati incrociando le traiettorie è elevato. Per i più artistici ci sono le curve 7 ed 8, dove Folger infilò millimetricamente e con gran classe Jorge Lorenzo lo scorso anno.

Il Sachsenring non mette in difficoltà solo il fornitore di pneumatici ma anche il fornitore dei freni. Per Brembo il problema maggiore al Sachsenring è quello del surriscaldamento! La conformazione della pista influenza molto questo fattore: è la più corta in calendario ma con ben 13 curve, di conseguenza non c’è tempo per raffreddare gli impianti frenanti adeguatamente nonostante i piloti agiscano sulla leva del freno solamente 7 volte. Mediamente i centauri della Top Class agiscono per 19 a giro sulla leva del freno, valore più basso dello Mondiale ed in 4 frenate raggiungono almeno 1,4 g di decelerazione. Le altre 3 frenate da 0,6 e 0,7 g però abbassano notevolmente la media sul giro, portandola a 1,10 g.

Solo una curva è considerata altamente impegnativa per i freni, la prima. Le MotoGP ci arrivano a oltre 285 km/h ed entrano in curva ad almeno 70 km/h, dopo quasi 250 metri di frenata esercitando una pressione di 6 kg sulla leva. I piloti si attaccano ai freni per 5 secondi e subiscono una decelerazione di 1,5 g. La pressione del liquido frenante Brembo HTC 64T arriva a 10,6 bar, oltre 5 volte la pressione ideale di spillatura della birra.

Questo evento sarà trasmesso integralmente ed in esclusiva su Sky Sport MotoGP, mentre verranno trasmesse qualifiche e gare  in chiaro con una differita di 7 ore su TV8.

Venerdì 13 luglio
09:00 Moto 3  FP1
09:55 MotoGP  FP1
10:55 Moto 2 FP1
13:10 Moto 3 FP2
14:05 MotoGP FP2
15:05 Moto 2 FP2

Sabato 14 luglio

09:00 Moto 3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto 2 FP3
12:35 Moto 3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP4
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto 2 Qualifiche

Domenica 15 luglio

08:40 Warm Up Moto 3, Moto 2 e Moto GP
11:00 Moto 3 Gara
12:20 Moto 2 Gara
14:00 MotoGP  Gara

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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