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MarcOtto von Bismarquez e Ghost Rider. Ecco le pagelle del GP di Germania!

Per i ragazzi della MotoGP è tempo di voti dopo il Gran Premio di Germania. E saranno le ultime pagelle prima della sosta estiva: vacanza per tutti ed ostilità che riprenderanno il 6 agosto a Brno, per il Gran Premio della Repubblica Ceca. Marc Marquez si conferma dominatore incontrastato in terra tedesca. Ma la sua…

4 Luglio 2017
6 min read

Per i ragazzi della MotoGP è tempo di voti dopo il Gran Premio di Germania. E saranno le ultime pagelle prima della sosta estiva: vacanza per tutti ed ostilità che riprenderanno il 6 agosto a Brno, per il Gran Premio della Repubblica Ceca.

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Marc Marquez si conferma dominatore incontrastato in terra tedesca. Ma la sua supremazia qui viene fatta vacillare dal padrone di casa e rookie Jonas Folger, che chiude secondo dopo una bellissima prestazione. Terzo posto per Dani Pedrosa, che vistosi staccare dai primi due decide di amministrare il cospicui vantaggio. Per il 4° posto è lotta tra le due Yamaha, a spuntarla Vinales grazie anche ad una tattica più conservatrice rispetto a Rossi. Sarebbe potuto essere della lotta anche Andrea Dovizioso, che a causa di un azzardo si ritrova con la gomma posteriore ai limiti dell’utilizzabilità, chiudendo così solamente 8°, alle spalle dell’Aprilia di Espargaro e della Clienti di Bautista. Alla luce di questi risultati si stravolge la classifica, con Marquez che passa in testa, ma il divario tra primo e quarto, ora Rossi, si assottiglia diventando di 10 punti.

Ma vediamo i voti:

 

MARC MARQUEZ, voto: 10. La storia d’amore tra lui ed il kartodromo sinistroso della Sassonia continua. Consecutivamente nove Pole Position ed otto vittorie, attraverso le classi senza discontinuità. Dopo aver trascorso delle prime libere tranquille, senza tentare il time attack conclusivo, si rivela tremendamente efficace sul bagnato nel pomeriggio, beffato sul finale da Barbera. Nel sabato invece tira fuori tutto sé stesso rivelandosi mostruoso sia sul passo che sul giro secco, indipendentemente dalle condizioni climatiche. In gara sembra poter doppiare tutti, ma un indomito Folger ha l’ardore di rubargli la scena all’inizio. Il passo di Marc è superlativo, riuscendo a girare per 28 dei 30 giri costantemente sotto il minuto e 22’’, stabilendo il nuovo record di durata della gara. Cede invece il record di velocità sul giro singolo, pecca insignificante vista la prestazione mostruosa che gli vale il titolo di ‘King of the Ring’. Adesso la classifica è capovolta, con Marc che passa davanti a tutti, ma con i primi 4 sempre racchiusi in 10 punti. Marcotto von Bismarquez.

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JONAS FOLGER, voto: 9,5. Il sacro fuoco della madrepatria. Questo il segreto dietro alla prestazione di Folger, che gli ha permesso di mostrare al mondo il suo talento. Talento troppo spesso messo in ombra dal costume di Casper, e svelatosi parzialmente nel GP di Catalogna. Inizia a mettersi in luce nella conferenza stampa, rivelando ottime doti da PR in favore dell’OcktoberFest. Nelle libere mette in mostra un’ottima progressione che gli permette di guadagnarsi la Top5 in qualifica. Ma è in gara che il suo talento esce davvero, incendiando l’aria attorno alla sua moto. Passa Lorenzo al terzo giro con un sorpasso impossibile, simile a quello di Rossi a Barcellona nel 2009. Riesce a riacciuffare il duo HRC con 4 giri tirati sul 21’’5, meglio anche di Marquez. Ed infatti è suo il giro più veloce in gara, nonché nuovo record, un 1’21’’442 fatto segnare in quei quattro passaggi. Una volta presi, prima scavalca la RC213-V #26 e poi con un sorpasso maestoso alla penultima curva, la Waterfall, prende la testa della corsa. Riesce a tenere la testa della corsa per 5 giri, quando per un lungo alla prima curva è costretto ad accordarsi nuovamente alla Honda #93. Per molte tornate riesce a tenere il passo del Cabroncito, arrivando però a fare molti lunghi alla prima curva. Il suo ritmo si fa altalenante e spesso fatica a scendere nuovamente sotto i 22’’. Una bellissima prestazione quindi per il 24enne Bavarese, sperando sia la prima di molte altre. Ghost Rider. 

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DANI PEDORSA, voto: 8. L’esatto opposto di Assen. Lì quasi mai in palla, qui sempre tra i primi noncurante delle condizioni climatiche, guadagnandosi sul bagnato la prima fila. In gara parte bene, allunga su tutti in compagnia del team mate ma una volta raggiunto da Folger perde terreno. Il buco si fa voragine e Dani finisce in quella terra di mezzo in cui non si viene più notati da nessuno, guadagnandosi così il Premio Folger per il pilota meno inquadrato del GP. Nella seconda metà della corsa decide di amministrare l’ormai cospicuo vantaggio sugli inseguitori raccogliendo un buon piazzamento a podio. Folgorato.

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 MAVERICK VINALES, voto: 7. Vive un week end a corrente alternata: secondo solo a Marquez sull’asciutto, sprofonda con il bagnato. Il suo scarso feeling col bagnato unito ad una M1 m.y.17 poco prestante in tale condizione si rivela una combo micidiale (in negativo). In gara fortunatamente trova l’asfalto asciutto e riesce ad esprimersi al meglio delle possibilità. Fatica in avvio e nelle prime battute di gara e allora opta per una tattica più conservativa che si rivelerà davvero efficace nella seconda metà: riesce a passare senza problemi i Ducatisti in crisi di gomme e lo stesso Valentino al 20° giro. Porta così a casa punti importanti che gli permettono di riportarsi davanti a Dovizioso. Primo degli altri.

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VALENTINO ROSSI, voto: 6,5. Nelle libere passa più tempo a spingere la moto che a guidarla: un solo telaio 2017 “evo” a disposizione per ciascuno dei due piloti Yamaha, ed il Dottore non ne voleva proprio sapere di lasciarlo in pista. Meno efficace di Maverick sull’asciutto, compensa sopravanzandolo in condizioni di asfalto bagnato. In gara guadagna subito posizioni al via, comandando il gruppo degli inseguitori e dando vita ad un breve duello con Dovizioso. La sua è una tattica meno conservativa, opposta a quella di Maverick, ed il risultato finale è che una volta passato dal #25 non riesce ad attaccarlo. La Yamaha con il nuovo telaio sembra aver risolto i problemi di sottosterzo su pista asciutta grazie ad una maggior rigidità nella parte anteriore. Su pista viscida pure, ma se bagnata i problemi rimango, complice un diverso posizionamento del motore rispetto allo scorso anno. Leggermente alzato e ruotato all’indietro ha comportato un innalzamento del baricentro. Problema non risolvibile semplicemente con un telaio aggiornato. Walk in progress.

 ALVARO BAUTISTA, voto: 7. Una prestazione pragmatica per il buon Alvaro, prima Ducati a tagliare il traguardo. Oltre a partire 12° decide di partire pure male, perdendo tre posizioni. Inizia così una buona rimonta che si completa a metà gara quando, dopo aver passato Lorenzo, raggiunge A. Espargaro e Vinales. I tre, unendo le forze, riescono nell’intento di passare il mastino Petrucci. A 7 giri dal termine riesce pure a passare Dovizioso, guadagnandosi il trofeo di primo ducatista. Fa fruttare al massimo la sua GP16, al contrario di Redding (voto: 3) che chiude penultimo e quasi doppiato, probabilmente in crisi mentale dopo la notizia del mancato rinnovo. Desmovincitore.

 ALEIX ESPARGARO, voto: 7. Stagione enigmatica per Aleix, che alterna ottime prestazioni (Qatar) ad errori da esordiente (Argentina). E questo GP è un esempio lampante di ciò: ha mostrato ottime performances in ogni condizione, segnando il record nel settore finale (quello delle famigerate curve 11 e 12) facendo però molti errori nel tentativo di superare chi aveva davanti, rischiando di compromettere tutto. L’Aprilia è in grande ascesa, rivelandosi addirittura più performante della Suzuki, ed Aleix sta dando il cuore per la casa di Noale, dopo i fasti della ART che lo hanno messo in luce, ma forse paga la mancanza di un compagno all’altezza. Tapas & cicchetti.

 

ANDREA DOVIZIOSO, voto: 6. Apre in bellezza con il primo posto nelle FP1, ma è solo un’illusione. Soffre in qualifica mentre in gara paga carissimo l’azzardo di montare la Soft posteriore. Così dopo aver passato buona parte di gara con la Yamaha #46 finisce col venir risucchiato da una GP16 e dalla RS-GP. Una scelta che probabilmente gli fa perdere il 4° posto e la vetta della classifica. Declassato.

DANILO PETRUCCI, voto: 5. Delude alla grandissima dopo i podi del Mugello e di Assen, e la buona prestazione di Barcellona al netto della caduta. In qualifica le sue doti da anfibio gli fanno guadagnare la seconda posizione ma al primo giro è già quinto. Riesce a riprendersi almeno la quarta posizione ai danni di Jorge Lorenzo e la tiene fino al 10° giro, poi crolla ed inizia a perdere una posizione dopo l’altra chiudendo appena 12°, braccato dalla KTM di P.Espargaro. Ma è tutta una tattica per sponsorizzare la sua prima canzone, un featuring con Luis Fonsi. Di passetto in passetto, indietro come un gamberetto.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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