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È il momento del Mugello per la MotoGP: info e orari del Gran Premio d’Italia

Il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, sarà una domenica di celebrazione per tutti ed in particolare per gli affezionati alle due ruote: arriva il Mugello. Nello splendido scorcio tra le dolci colline toscane andrà in scena il Gran Premio motociclistico d’Italia, giunto alla 71/a edizione. Ci si aspetta tanto dai piloti di casa per omaggiare…

29 Maggio 2019
5 min read

Il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, sarà una domenica di celebrazione per tutti ed in particolare per gli affezionati alle due ruote: arriva il Mugello. Nello splendido scorcio tra le dolci colline toscane andrà in scena il Gran Premio motociclistico d’Italia, giunto alla 71/a edizione. Ci si aspetta tanto dai piloti di casa per omaggiare il tricolore in questa giornata speciale, magari portandolo in vetta, nel sesto appuntamento del Motomondiale 2019. Ad infiammare le tribune saranno come di consueto Rossi e la Rossa Ducati.

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A nome degli altri piloti Yamaha, Rossi si è detto molto fiducioso circa l’efficacia velocistica della M1 sul tracciato del Mugello, di proprietà della Ferrari (che ieri ha svelato la SF90 Stradale) dal 1988. In casa Ducati, Dall’Igna sembra avere in serbo alcuni aggiornamenti specifici per le GP19 di Dovizioso e Petrucci, pensate per il velocissimo rettilineo. Non novità meccaniche, vietate dal regolamento che impone il congelamento stagionale dei motori, ma aerodinamiche proprio come lo scorso anno. Il maggior indiziato per la vittoria finale in MotoGP, nonostante un rapporto altalenante col Mugello, è sicuramente Marc Marquez. Il #93 arriva in Italia con la prima posizione in classifica generale, vantando 8 punti di vantaggio su Dovizioso, 20 su Rins e 23 su Rossi. Tra questi, Marc è l’unico ad aver chiuso una gara senza punti. Passando alle altre classi, in Moto2 sarà della partita Lorenzo Baldassarri, reduce dalla brutta caduta di le Mans. Il ‘Balda’ arriva in Toscana da capoclassifica, con 7 punti di vantaggio su Luthi. Lo svizzero sembra in leggero calo, ma grazie all’esperienza può passare senza troppe perdite momenti di forma minore.

In grande spolvero nell’ultimo periodo è sicuramente Jorge Navarro, sempre a podio negli ultimi tre GP ed autore di due Pole consecutive nelle recenti tappe in  Spagna e Francia, in sella all’italiana Speed Up. Da tenere d’occhio Alex Marquez, in cerca di conferme dopo la buona prestazione di Le Mans che l’ha portato alla prima vittoria dopo 18 mesi, e Mattia Pasini, ancora nelle file del Team Petronas come a Le Mans in sostituzione dell’infortunato Pawi. Mattia ha vinto l’edizione 2017 con una guida esaltante, mentre lo scorso anno ha commesso un errore quand’era al comando in solitaria: sarà ancora il punto di riferimento della classe intermedia nel tracciato toscano?
La Moto3 arriva in Italia con Aaron Canet in qualità di leader iridato, con quattordici lunghezze di vantaggio sul nostro Lorenzo Dalla Porta. Se Aaron per ora è il pilota più costante nella classe piccola, Lorenzo è sicuramente il pilota più in forma attualmente. Dopo un inizio disastroso, Romano Fenati potrebbe ritrovare il sorriso sentendo l’aria di casa, bramando magari una bella bisteccona al sangue quale ricompensa. Attenzione al Team Sic58 con Antonelli e Suzuki, sperando che puntino a replicare il fine settimana di Jerez piuttosto che quello di Le Mans.

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Il circuito del Mugello si distende sulle colline toscane, a 30 km da Firenze, e pare disegnato da una qualche divinità pagana dei motori. In poco più di 5 chilometri c’è tutto quello che un motociclista possa desiderare: un lunghissimo rettilineo, curve velocissime, cambi di direzione in pendenza, nessun tornantino lento e stretto e la coppia delle curve Arrabbiate, che sono considerate da quasi tutti i piloti le due curve più affascinanti al mondo per il motociclismo, esattamente come la salita dell’Eau Rougue e la repentina Raidillon lo sono per l’automobilismo. A comporre il circuito sono 15 curve, 6 a sinistra e 9 a destra. Di queste 10 si combinano realizzando dei cambi di direzione ciascuno diverso dall’altro, menzione speciale per le velocissime Biondetti. L’infinito rettilineo principale, di ben 1141 metri, inizia in leggera salita e termina in discesa, con il cambio di pendenza che le MotoGP affrontano ad oltre 300 km/h. E non è perfettamente dritto.

Il record ufficiale è di Marc Marquez, un 1’47”639 fatto registrare nel Gran Premio del 2013. Appartiene a Valentino Rossi il giro più veloce in assoluto, l’1’46”208 con cui si  preso la Pole Position lo scorso anno.  Il tracciato è contraddistinto come detto da frequenti cambi di inclinazione: se nelle curve in salita il rischio è di arrivare senza la necessaria velocità perché si è frenato troppo, in quelle in discesa c’è il pericolo opposto, ossia di finire nelle vie di fuga per aver staccato troppo tardi. Secondo i tecnici Brembo, l’Autodromo del Mugello rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. Ciò grazie al fatto che le curve sono posizionate in maniera abbastanza uniforme lungo il tracciato, permettendo ai dischi in carbonio di raffreddarsi adeguatamente. Qui i freni vengono utilizzati per 10 volte nell’arco di un giro, per un totale di circa 28 secondi. La decelerazione massima è di 1,5 g, mentre in 6 curve si superano gli 1,3 g, il valore medio si attesta a 1,15 g.  Dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti esercitano una forza complessiva di 9 quintali sulla leva del freno: il quarto risultato più basso del Mondiale.

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La staccata più dura è quella della San Donato (curva 1). Qui i piloti arrivano ad oltre 360 km/h effettivi, 356,2 km/h il record alla Speed Trap fatto registrare da Andrea Dovizioso nella passata edizione, e si attaccano ai freni scendendo fino ai 90 km/h necessari per affrontare la curva. Per frenare vengono impiegati oltre 5 secondi, percorrendo più di 280 metri con una decelerazione superiore ad 1,5 g. Solo qui si spendono 5,4 kg di carico sulla leva, con il liquido frenante che raggiunge i 9,3 bar di pressione. Pressione che raggiunge i 9,5 bar nelle staccate che portano alla Scarperia e al Correntaio. Molto difficile la frenata dell’ultima curva, la Bucine: complice la discesa i piloti percorrono più di 200 metri in frenata passando da 265 km/h a 108 km/h in 4,2 secondi.

Qualifiche e gare saranno in diretta sia su Sky Sport MotoGP che su TV8, mentre le libere saranno esclusiva della pay-tv. Ecco il programma del fine settimana:

Venerdì 31 maggio
09:00 Moto3  FP1
09:55 MotoGP  FP1
10:55 Moto2 FP1
13:15 Moto3 FP2
14:10 MotoGP FP2
15:10 Moto2 FP2

Sabato 1 giugno 

09:00 Moto3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto2 FP3
12:35 Moto3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP4
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto2 Qualifiche

Domenica 2 giugno

08:40 Warm Up, 20 minuti per classe
11:00 Moto 3 Gara
12:20 Moto 2 Gara
14:00 Moto GP  Gara

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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