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Moto3, le verità del GP di Doha: Pedro Acosta, è nata una stella

Pedro Acosta vince il Gran Premio di Doha sul circuito di Losail partendo dalla pit-lane. Per il 16enne spagnolo del team KTM Ajo è la prima vittoria in Moto3 dopo il secondo posto di settimana scorsa. Il #37 impressiona per velocità, talento e mentalità, balzando meritatamente in testa al mondiale. Probabilmente, a Losail è nata…

6 Aprile 2021
3 min read

Pedro Acosta vince il Gran Premio di Doha sul circuito di Losail partendo dalla pit-lane. Per il 16enne spagnolo del team KTM Ajo è la prima vittoria in Moto3 dopo il secondo posto di settimana scorsa. Il #37 impressiona per velocità, talento e mentalità, balzando meritatamente in testa al mondiale. Probabilmente, a Losail è nata una stella.

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È nata una stella

Settimana scorsa vi avevamo avvertiti sul potenziale dei rookies arrivati in Moto3 dal CEV e dalla Rookies Cup. Detto fatto, il secondo appuntamento stagionale ci regala probabilmente l’esplosione di uno dei talenti più cristallini che il motomondiale abbia visto nell’ultima decade di gare, Pedro Acosta. Il 16enne del team KTM Ajo si era già messo in luce settimana scorsa tagliando il traguardo in seconda posizione – dietro al compagno di squadra Jaume Masia – alla sua prima apparizione nel mondiale. Questa domenica il #37 decide di stupire il paddock ed il mondo intero guadagnandosi la prima vittoria di carriera in Moto3 alla sua seconda gara partendo dalla pit-lane. Sì, partendo dalla pit-lane. Velocità, costanza, talento e tanta testa sono gli attributi che contraddistinguono il classe 2004 originario di Murcia – vincitore della Rookies Cup 2020 e terzo nel mondiale junior CEV Moto3 – che giro dopo giro riduce senza strafare il gap di circa 10 secondi creatosi con il gruppone, sorpassa tutti senza troppi problemi e rischi, si mette al comando a due giri dalla fine e si invola da solo verso la bandiera a scacchi. Non si può che mettere in luce la maturità motociclistica mostrata da Acosta in confronto alla maggior parte dei piloti della Moto3, spesso troppo irruenti ed inclini ad errori francamente evitabili. Unica critica al weekend leggendario di Pedro Acosta è proprio la partenza della pit-lane, comminatagli per “irresponsible riding” durante le FP2 di venerdì dopo aver cercato un traino per provare il time-attack. Parlandoci seriamente, un pilota che vince partendo dalla pit-line ha davvero bisogno di un altro pilota per provare a fare il tempo? Ma va bene così, vuol dire che il #37 è ancora umano. Ha solo 16anni dopotutto ed il tempo è dalla sua parte. Certo è che con questa vittoria il buon Pedro Acosta entra di diritto nella corsa al mondiale Moto3 assieme a Darryn Binder – 3° e probabilmente intenzionato a non sprecare nessuna occasione per fare punti – e Jaume Masia – uscito demolito dal confronto con il compagno di squadra. Il rookie si trova infatti in testa al mondiale con 45 punti (su 50 fino ad ora messi in palio) a +9 dal pilota sudafricano di Petronas. Sebbene la vittoria – per quanto eclatante – non sia sinonimo assoluto di futuro vittorioso, Pedro Acosta non poteva trovare modo migliore per iniziare la sua avventura nel mondo dei grandi. Tanto che si vocifera che KTM lo abbia messo sotto contratto fino al 2024 con opzione MotoGP.

https://twitter.com/MotoGP/status/1379343663369699328?s=20

Perdere la testa

John McPhee, Jeremy Alcoba si rendono protagonisti un momento di pessimo spettacolo e sinceramente evitabile. A quattro giri dalla conclusione il 19enne spagnolo del team Indonesian Racing Gresini Moto3 perde il controllo della sua Honda coinvolgendo l’incolpevole 26enne del team Petronas Sprinta Racing. Succede così che il #17 – al suo secondo zero consecutivo per demeriti altrui – perde la testa e dopo essere carambolato nella ghiaia si fionda a cercare il #52: quello che ne esce è un testa contro testa – condito da alcuni spintoni – di pessimo gusto che la regia Dorna decide di non inquadrare. Un atteggiamento del genere non è sicuramente accettabile dal pilota più esperto della categoria, per quanto la frustrazione per un’ulteriore caduta sia legittima e condivisibile. Non a caso, le scuse di McPhee non sono tardate ad arrivare tramite comunicato ufficiale anche se prima di fare certe cose bisognerebbe pensarci due volte.

https://twitter.com/johnmcp17/status/1379109243836624902?s=20

La testa è stata persa anche da Jaume Masia che – vedendosi sorpassare dal compagno di squadra Acosta partito dalla pit-lane – perde la testa nel corso dell’ultimo giro e sportella il povero Gabriel Rodrigo (Indonesian Racing Gresini Moto3 / Honda) fuori pista, costringendo entrambi a rinunciare alla possibilità di salire sul podio.

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Redazione

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