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MotoGP 2017, sarà l’anno del Top Gun?

Domani alle 16 italiane avrà inizio, con le FP1 della Moto3, la stagione 2017 del Motomondiale. A stupire tutti, compreso il sottoscritto, è stato Maverick Viñales che si è portato a casa la seppur vana corona di leader dei test invernali. Marc Marquez gli è abbastanza vicino, nonostante alcuni problemi tecnici di natura elettronica. Valentino…

22 Marzo 2017
6 min read

Domani alle 16 italiane avrà inizio, con le FP1 della Moto3, la stagione 2017 del Motomondiale. A stupire tutti, compreso il sottoscritto, è stato Maverick Viñales che si è portato a casa la seppur vana corona di leader dei test invernali. Marc Marquez gli è abbastanza vicino, nonostante alcuni problemi tecnici di natura elettronica. Valentino Rossi e Jorge Lorenzo sono invece un po’ attardati. Il Dottore ha cercato il feeling con una M1 non rivoluzionata ma comunque molto evoluta rispetto agli anni passati. Jorge invece alle prese con il difficile apprendistato con una moto a cui s’ha da dare sempre del Lei.

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Sono solo test. Sono solo test. Flashback: test pre 2012. Casey Stoner, fresco bi-campione su Honda, tartassa tutti facendo credere che non ci sarà storia per l’assegnazione del titolo. La stagione però dirà tutt’altro. Lorenzo nei test sembrava in difficoltà ma al contrario, due ritiri a parte, non è mai sceso sotto il secondo posto, portandosi a casa il titolo. Secondo Flashback: Inverno 2015. Marc Marquez viene da una stagione in cui ha dominato su tutti e su tutto, domina così anche i test invernali. Ma la stagione si rivelerà molto difficile, con tante vittorie quanti ritiri (5), e titolo vinto da Lorenzo in rimonta su Rossi, in quel di Valencia.

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Maverick, il Top Gun, ha meravigliato tutti chiudendo in testa sin dai test post-gara di Valencia. Non ha colpito solo la sua rapida presa di conoscenza con la M1 o la velocità assoluta, ma anche la concretezza. Con delle ottime simulazioni di gara ed in generale un ottimo passo è sembrato davvero un veterano, che quella moto la guida da molto più tempo. L’essere riuscito a mettersi dietro anche Marc Marquez ha catalizzato su di lui l’occhio di tutti, aumentando esponenzialmente la pressione mediatica. Riuscirà a resistere a questa pressione e a mantenere la costanza per raggiungere l’iride? Sarà in grado di non commettere errori o non lasciarsi sopraffare nella bagarre durante fasi più concitate di gara? Ma lo stesso Maverick aveva detto di aver scelto Yamaha per puntare al titolo 2017…

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Dalla sua ha una moto, la M1, molto sincera, che fa dell’equilibrio la sua caratteristica fondamentale. Per questa nuova stagione ci si aspettava una rivoluzione che però non c’è stata. La M1 2017 è stata però estremamente evoluta, e con un nuovo telaio e con un motore molto più potente. Quest’ultimo ha più che dimezzato la differenza di cavalleria che c’era tra la Yamaha e Honda/Ducati. Ma non sono tutte rose e fiori: la M1 2017 tende a stressare parecchio le gomme, sia anteriore che posteriore. Ma soprattutto richiede uno sforzo fisico leggermente maggiore: ne sa qualcosa Rossi. Valentino in questi test è stato rallentato soprattutto da problemi fisici, anche se non necessariamente collegati allo stress fisico della guida, perché gli anni si sentono per tutti, anche per un campione che rincorre il decimo titolo con la voglia di un ragazzino. Ma è pur sempre il Dottore, che dal 1996 corre e convince. Ed in questi 21 anni abbiamo capito che Rossi non è un pilota da giro secco, che non si deve assolutamente valutare in base ai risultati nei test. Rossi è un animale da gara: dà il massimo quando sente il profumo dei punti, ad ogni bagarre ringiovanisce di 25 anni.

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Marc Marquez in queste ultime stagioni è cambiato molto. Non nello stile di guida ma nel modo di approcciare la corsa. Ha imparato l’importanza di sapersi accontentare, perché 15 punti sono decisamente meglio di uno zero. Interessante il fatto che, nonostante i continui sviluppi e nuovi telai portati dalla Honda, Marc continui ad utilizzare il telaio derivato da quello del 2014. Infatti la sua moto e quella di Dani Pedrosa sono profondamente diverse, accomunate solo dai colori del team. La Honda in questi anni ha lavorato sodo per rendere più “ride friendly” la RC213-V, una moto davvero estrema e bizzosa, con un motore dall’erogazione molto irruenta. Per il 2017 hanno scelto uno schema a scoppi irregolari per il loro 4 cilindri a V di 90°, che ha consentito di guadagnare un po’ in allungo ma soprattutto maggiore trattabilità e fluidità ai medi regimi. Purtroppo però i tecnici HRC hanno riscontrato diversi problemi a livello elettronico con il nuovo motore. E questi problemi hanno rallentato molto sia Marc che Dani, il secondo colpito anche da una leggera influenza. Marquez è però riuscito a guidare sopra questi problemi, riuscendo a strappare dei best time e dei passi niente male.

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I due colossi giapponesi sentono però il fiato sul collo, che viene da lontano: da Borgo Panigale. Sono passati 10 anni da quando Stoner esordì sulla Ducati meravigliando tutti, ed andò oltre portandosi a casa il titolo. In questi dieci anni le prestazioni della Desmosedici sono però cambiate molto, arrivando ad essere anche una misera comparsa. Ma l’arrivo di Gigi Dall’Igna ha dato i suoi frutti lo scorso anno, con moto magari ancora altalenanti nelle prestazioni, ma in grado di portare alla vittoria entrambi gli Andrea. Per il 2017 si è puntato sull’esaltare il suo punto forte, ovvero un motore bestiale, cercando di smussare gli spigoli. La GP17 rimane una moto difficile, che fa molta fatica a chiudere le curve in ingresso, sposandosi poco con lo stile di chi cerca la massima percorrenza.

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Lorenzo è stato molto altalenante, non demordendo però mai. Si sente sulla strada giusta per la gloria eterna, ma soprattutto vuole a tutti i costi riuscire dove il suo massimo Rivale ha fallito. Jorge è motivatissimo dunque, ed in questi test è sembrato un ragazzo volenteroso al primo giorno di Università, conscio delle proprie capacità e voglioso di superare i propri limiti e le proprie paure.

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Come dicevamo, i due Andrea sono stati divisi. Dovizioso è rimasto in Ducati, di cui è ormai una bandiera grazie all’impegno profuso per far risorgere il Desmo nei Gp. Ha chiuso sempre davanti al più quotato neo-compagno, mantenendo il basso profilo che da sempre lo contraddistingue. Poche pugnette, tanto gas. Iannone è invece passato in Suzuki, che sembrava avesse colmato i gap di potenza e trazione che la separavano dalle avversarie. Sembrava. Dopo degli ottimi primi test la situazione non è stata delle migliori, con i piloti che veleggiavano intorno alla decima posizione. A colpire in questi test, infine, sono stati anche Aleix Espargarò e – soprattutto – Álvaro Bautista, quest’ultimo non solo veloce ma anche molto costante su una “vecchia” GP16

Ma sono solo test, le gare sono un’altra cosa. E soprattutto, non possiamo sapere quanto abbiano davvero spinto i piloti. Lo stesso Rossi ha detto per sdrammatizzare: “Sappiamo benissimo cosa fare ma abbiamo voluto nasconderci.” E allora godiamoci questa nuova stagione che sta per ricominciare. Riuscirà Maverick a portarsi a casa il primo titolo? O Marc e HRC si confermeranno superando i problemi? O sarà Rossi che raggiungerà il suo 10° alloro? E se invece Lorenzo stupisse tutti? Lo scopriremo solo correndo.

Ecco tutti gli orari del GP del Qatar, che sarà possibile seguire in diretta esclusiva su SkySport MotoGP (canale 208) ed in differita di 3 ore su TV8:

Giovedì 23 marzo

  • 16.00 – 16.40 –> FP1 Moto3
  • 16.55 – 17.40 –> FP1 Moto2
  • 17.55 – 18.40 –> FP1 MotoGP
  • 18.55 – 19.35 –> FP2 Moto3
  • 19.50 – 20.35 –> FP2 Moto2

Venerdì 24 marzo 2017

  • 16.00 – 16.45 –> FP2 MotoGP
  • 17.00 – 17.40 –> FP3 Moto3
  • 17.55 – 18.40 –> FP3 Moto2
  • 18.55 – 19.40 -> FP3 MotoGP

Sabato 25 marzo 2017

  • 16.00 – 16.40 –> Qualifiche Moto3
  • 16.55 – 17.40 –> Qualifiche Moto2
  • 17.55 – 18.25 –> FP4 MotoGP
  • 18.35 – 18.50 –> Q1 MotoGP
  • 19.00 – 19.15 –> Q2 MotoGP

Domenica 26 marzo 2017

  • 14.50 –  15.10 –> Warm Up Moto3
  • 15.25 – 15.45 –> Warm Up Moto2
  • 16.00 – 16.20 –> Warm Up MotoGP
  • 17.00 –> Gara Moto3
  • 18.20 –> Gara Moto2
  • 20.00 –> Gara MotoGP

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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