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MotoGP 2021: che aria tira in casa Aprilia?

Dopo un 2020 sotto tono a causa del blocco allo sviluppo imposto da Dorna e FIM, Aprilia si affaccia al 2021 con una MotoGP profondamente evoluta, per certi versi rivoluzionata e finalmente sotto peso. Rinnovato il motore, modificato nella termica e finalmente in grado di girare a oltre 17.500 rpm senza guasti, nuovo telaio con…

21 Marzo 2021
5 min read

Dopo un 2020 sotto tono a causa del blocco allo sviluppo imposto da Dorna e FIM, Aprilia si affaccia al 2021 con una MotoGP profondamente evoluta, per certi versi rivoluzionata e finalmente sotto peso. Rinnovato il motore, modificato nella termica e finalmente in grado di girare a oltre 17.500 rpm senza guasti, nuovo telaio con finalmente forcellone in carbonio e nuova la veste aerodinamica che ingloba un importante mass damper. Aleix Espargaro è andato nettamente meglio rispetto ai test di Losail del 2020, soprattutto per costanza e consistenza.

Aprilia è stata la casa che più di tutte, assieme ad Mv in Moto2, ha pagato a caro prezzo il blocco dello sviluppo per tutto il 2020 a partire dal mese di giugno, prima ancora che il Campionato iniziasse. A Noale non sono rimasti fermi e hanno continuato a sviluppare ed evolvere la RS-GP20, pur senza portare le novità nei week end di gara, e da questi studi continui è nata la RS-GP21. Grazie ad affinamenti in ogni area, la MotoGP è per la prima volta sotto il peso minimo regolamentare FIM di 157 kg, così il team Gresini potrà lavorare con le zavorre per adattare la RS-GP21 alle varie piste.

Un traguardo importante, raggiunto nonostante l’aggravio di peso del mass damper sul codone che ha aggiunto 4 kg, per stessa ammissione di Aleix Espargaro. Per essere efficace, tale componente deve avere una massa compresa tra l’1% e il 3% rispetto al peso del mezzo e, noto questo, Aprilia si è tenuta in un valore intermedio. Per contenere il peso ha senza dubbio aiutato il nuovo forcellone, per la prima volta in carbonio come tutte le altre Case. L’utilizzo di un forcellone in carbonio aiuta anche a ridurre l’usura dello pneumatico, garantendo al contempo maggior aderenza nelle fasi di ingresso e percorrenza come anche maggior agilità nei cambi di inclinazione. Nuovo il telaio, che vanta travi simili al precedente ma dalla maggior flessibilità laterale, è stato irrigidito nella zona del cannotto di sterzo. La differenza maggiore si nota nella zona delle piastre laterali, con un arretramento dei punti di fissaggio del codone così da far gravare  maggiormente su queste e non sulle travi il peso del pilota.

La RS-GP21 vanta anche un’aerodinamica profondamente evoluta rispetto al modello precedente, dopo un lungo lavoro nella galleria del vento Toyota a Colonia che ha riguardato ogni componente della carena, dal cupolino al codone con anche un ‘waterspoon’ di maggior estensione. Due le versioni delle ali integrate nel cupolino, quella installata alla presentazione ed una dal profilo alare leggermente maggiore ed esteso verso il posteriore, provata nei test di Losail. Anche lo scarico laterale, legato alla bancata anteriore del V4 di 90° veneto, è stato oggetto di questi studi. Unica Casa a poter godere ancora appieno delle concessioni, Aprilia ha evoluto profondamente il motore lavorando sulla testata, per trovare potenza ed affidabilità grazie a Luca Marmorini che ha anche reso più efficiente la camera di scoppio. Affinato anche nella parte bassa, ora il motore è anche più leggero di qualche chilo. Dopo i test di Jerez, a inizio 2020, i motoristi di Noale abbassarono il limitatore da 17.500 giri/min a 16.800 giri/min per problemi di affidabilità. Con questo handicap piloti e tecnici di Aprilia Racing e del team Gresini hanno convissuto per tutta la stagione.

Grazie alla nuova parte termica e ad aggiornamenti di dettaglio nei manovellismi dell’albero, il motore delle RS-GP21 ora può anche superare i 17.500 giri/min con un ottimo livello di affidabilità. Regime di rotazione elevato ma che non deve impressionare, se consideriamo che Ducati e Honda da alcuni anni riescono ad accarezzare i 18.500 giri/min coi pistoni che si muovono a 29,9 m/s dati i 48,5 millimetri di corsa. Questo è il segreto dei due razzi di Borgo Panigale e Tokio, che sul dritto di Losail hanno sfondato agilmente i 350 km/h grazie a potenze vicine ai 300 cv all’albero. Va ricordato come i pistoni delle ultime F1 aspirate, senza limitazioni al numero di giri, arrivassero a 27 m/s in prossimità del limitatore con corse di 39,7 mm. Proprio i 27 m/s erano, prima di queste MotoGP, un limite ritenuto invalicabile.

Tempi alla mano, la RS-GP21 è cresciuta davvero bene. Aleix Espargaro, che ha chiuso sesto in 1’53”640,è riuscito migliorare di 8 decimi sul giro secco rispetto ai test del 2020 mentre Savadori è rimasto a due secondi dal team mate. Un guadagno anche maggiore è arrivato nel passo gara. Nel secondo giorno Aleix ha eseguito e completato un long run di venti giri con un 1’55”4 di ritmo medio su gomme rodate in un precedente tentativo di time attack. Nelle giornate successive si è limitato a stint di massimo cinque giri, pur tenendo tempi molti interessanti tra il 54″5 ed il 55″5.

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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