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Bagnaia non perde motivazione: “Non sono un pilota da quarto posto e neanche da terzo”

Per nulla soddisfatto del proprio GP in Argentina, Bagnaia ha ammesso di aver ancora da lavorare per trovare il feeling giusto con la Desmosedici GP25 messa a punto per lui e Marquez da Ducati. Il pluricampione MotoGP non si dà minimamente per vinto, con la consapevolezza di essere un pilota da gradino più alto del…

16 Marzo 2025
3 min read

Per nulla soddisfatto del proprio GP in Argentina, Bagnaia ha ammesso di aver ancora da lavorare per trovare il feeling giusto con la Desmosedici GP25 messa a punto per lui e Marquez da Ducati. Il pluricampione MotoGP non si dà minimamente per vinto, con la consapevolezza di essere un pilota da gradino più alto del podio, e ammette di non potersi accontentare di risultati secondari in piste non congeniali.

© Ducati

Continua il momento di difficoltà per Francesco Bagnaia, che anche in Argentina resta lontano dalla lotta per la vittoria. Il #63 della Ducati in MotoGP, a differenza del precedente appuntamento in Thailandia, oggi a Termas de Rio Hondo non è nemmeno riuscito a salire sul podio. “Oggi ho semplicemente faticato ad avere un passo che mi permettesse di lottare per almeno il podio, per il terzo posto” ha detto Pecco al termine del GP, quando ha anche accennato un problema all’anteriore, rimanendo però vago e lasciando intendere che non sia stato un problema determinante.

Son partito bene ma in un paio di giri ho cominciato ad avere qualche difficoltà in particolare a far funzionare la gomma dietro. Probabilmente l’ho gestita meno bene di quanto serviva, perdendo quel decimo e mezzo che un giro dopo l’altro ha fatto i cinque secondi che ho pagato alla fine” ha continuato Bagnaia, analizzando così la propria gara ai microfoni di Sky Sport. Gara terminata in quarta posizione, alle spalle di Morbidelli, il quale torna così a podio dopo 4 anni: “Ho provato a riprendere Franco, lui ha spinto molto con la Soft posteriore ma è anche stato costante e io non ho potuto far meglio di quarto.

Nonostante tutto, Bagnaia resta lucido e conscio del proprio potenziale, ha ben chiaro il processo di cui ha bisogno non solo per tornare a lottare per la vittoria, ma per vincere proprio. “C’è da lavorare, bisogna capire un po’ di cose. Non sto riuscendo a guidare come il mio solito, mi continua a mancare il feeling dello scorso anno e dobbiamo capire e lavorare per ritrovarlo. Io al momento faccio il massimo, ogni volta che entro in pista faccio tutto quello che posso. Oggi il mio massimo era fare quarto e appena riuscirò ad avere il mio feeling solito tornerò a lottare per il primo posto, dove mi spetta essere perché non sono un pilota da quarto posto e neanche da terzo. Si deve lavorare per tornare davanti, per tornare ad avere un feeling che mi sia comodo” ha chiosato Bagnaia, cercnado motivazione extra per non darsi per vinto dopo appena due GP stagionali. “Purtroppo questa ricerca mi sta togliendo del tempo” ha comunque ammesso il 63, “questo week end abbiamo fatto un passo avanti ma evidentemente non è bastato. Vero che questa pista non mi è congeniale, ma anche se così è non devo finire quarto. C’è da fare un altro passo avanti.

Il prossimo appuntamento è tra due settimane ad Austin, dove Bagnaia è chiamato a limitare l’emorragia di punti visto che ora il #63 si trova a 31 punti da Marc Marque (oggi inarrestabile come ieri). Obiettivo decisamente difficile, visto che il Cota è una sorta di parcogiochi per il #93, risulta quindi lecito chiedere se sia o meno questo il momento più difficile dell’esperienza di Bagnaia in MotoGP “L’anno scorso è iniziata peggio la stagione. Avevamo preso una strada completamente sbagliata che abbiamo corretto a Jerez. L’anno scorso avevo vinto in Qatar, ma perché è una pista che mi viene particolarmente bene, ma poi feci zero a Portimao e quinto a Austin. Diciamo che l’anno scorso è iniziata anche peggio ma visti i 31 punti di ritardo non devo essere contento” ha spiegato Bagnaia. “Devo invertire la tendenza e cominciare a guadagnare punti, perché anche se dopo Austin le piste saranno più a mio favore, recuperare tanti punti a un pilota come Marquez che di errori non ne fa… è più difficile.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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