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Vinales chiama, Yamaha non risponde: “Non avere risposte è frustrante”

Dopo il disastroso GP di Germania, chiuso in ultima posizione, Vinales si è lasciato andare spiegando le proprie difficoltà non solo tecniche ma pure umane con la casa di Iwata. “Yamaha dice di raccogliere dati e lavorare, ma non sono qui per fare 23° o per fare il collaudatore. Arriva un momento in cui, come…

22 Giugno 2021
3 min read

Dopo il disastroso GP di Germania, chiuso in ultima posizione, Vinales si è lasciato andare spiegando le proprie difficoltà non solo tecniche ma pure umane con la casa di Iwata. “Yamaha dice di raccogliere dati e lavorare, ma non sono qui per fare 23° o per fare il collaudatore. Arriva un momento in cui, come pilota, dici ‘tutto ciò è irrispettoso’” ha detto il Top Gun.

Per Maverick Vinales il Gran Premio di Germania 2021 è stato forse più difficile e disastroso della carriera, con l’ultima posizione a quasi 25″ dalla vetta. Nonostante il fine settimana fosse iniziato bene, man mano che l’asfalto del Sachsenring si è gommato il Top Gun ha perso competitività rispetto a tutti i piloti in griglia. “Ho sempre lo stesso problema, la ruota posteriore slitta molto. Lo dico da Portimao e non c’è soluzione. È vero che stiamo lavorando, ma sono passate già sei gare… Cerco di essere calmo, di lavorare tranquillo, cerco di fare di tutto, ma il risultato è lo stesso.” ha spiegato Maverick. La partenza dalla penultima fila, occupando la penultima casella dello schieramento dopo una brutta qualifica, non ha sicuramente aiutato: “se hai davanti una Ducati la frustrazione è incredibile: hanno più potenza, frenano più tardi. Sono stato 15 giri bloccato dietro a Enea e Luca.”

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I problemi lamentati da Vinales ricordano quelli che Rossi lamenta dal 2017, una moto senza grip dietro e una Casa che sembra non voler comunicare coi piloti: “Da Yamaha non ho risposte, è un continuo ‘non lo sappiamo’ o ‘dobbiamo analizzare’. Yamaha dice di raccogliere dati e lavorare, ma non sono qui per fare 23° o per fare il collaudatore. Arriva un momento che come pilota dici ‘tutto ciò è irrispettoso’.” 

Se sul piano tecnico non ci sono state novità, oltre all’avvicendamento tra Garcia e Galbusera voluto da Yamaha, il Top Gun non è rimasto passivo, lavorando su sé stesso e sul proprio stile per raddrizzare la situazione. “Io ho provato a fare traiettorie interne, esterne, ho provato a frenare e accelerare in tutti i modi” ha spiegato Maverick. “Sappiamo che sorpassare con questa moto è difficile, ma quel che più mi crea frustrazione è non avere risposte al perché non ho grip quando vado sul gas. Vedo gli altri come vanno in pista e vedo come vado io ed è incredibile la differenza. Come pilota mi sento frustrato.”

Invece Quartararo ve bene con questa M1 2021 e alcune persone, tra cui del personale Yamaha, hanno iniziato a proporre a Maverick di provare il setting del compagno francese. Una prova a cui il #12 è fermamente contrario. “Ogni pilota deve avere le sue regolazioni, i suoi riferimenti per il proprio stile di guida. Non voglio usare le impostazioni di Fabio perché non guido come lui. Non mi adatterò a qualcosa che va bene per lui ma non funziona per me.”

Curioso come le parole di Maverick continuino a ricordare quelle con cui Valentino Rossi: dopo la costante mancanza di grip e la mancanza di risposte da Iwata, pure la spinta ad usare il set up del compagno più veloce, situazione vissuta dal Dottore nel 2019 e da lui stesso rivelata a Jerez lo scorso anno. Secondo Maverick usare il set up del Diablo può essere la strada più performante nel breve periodo, ma non per un intero campionato: “Il modo più semplice è prendere l’assetto di Fabio e cercare di adattarsi, dare il 100% e vedere fino a dove posso arrivare, ma non è la soluzione che voglio. Se davvero voglio tornare a vincere, lo devo fare con la mia moto, con le mie regolazioni. Devo ‘fare’ una moto che vada bene per me.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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