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MotoGP, l’IMU unica già usata a Valencia: sarà rivoluzione nel 2019?

Dal prossimo anno arriva l’IMU unificata, completamente uguale per tutti, e già a Valencia i piloti delle sei case impegnate in MotoGP sono scesi in pista con la nuova componente installata. Quando arrivò la centralina unica -era il 2016, a braccetto con le Michelin- si lasciò completa libertà circa la piattaforma inerziale (IMU). Libero software in libero hardware, col…

22 Novembre 2018
3 min read

Dal prossimo anno arriva l’IMU unificata, completamente uguale per tutti, e già a Valencia i piloti delle sei case impegnate in MotoGP sono scesi in pista con la nuova componente installata. Quando arrivò la centralina unica -era il 2016, a braccetto con le Michelin- si lasciò completa libertà circa la piattaforma inerziale (IMU). Libero software in libero hardware, col senno di poi è stato un mezzo autogol da parte di Dorna e Federazione.

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L’IMU di cui stiamo parlando non è una tassa, ovviamente: è l’ l’Inertial Measurement Unit, meglio conosciuta in Italia come piattaforma inerziale. La prima moto stradale ad utilizzarla è stata l’Aprilia RSV4, nel 2011, e ne sentiremo sempre più parlare nella produzione stradale. I passi da gigante fatti ne hanno permesso un notevole abbassamento del costo, al punto che Honda la utilizza anche nella gamma 125, per incrementare l’efficacia dell’ABS. 

Si tratta di una piccola scatolina magica che permette alla centralina di conoscere tutte le informazioni sui movimenti della moto. Al suo interno vi sono dei sensori  (giroscopi di precisione multi-asse, accelerometri, magnetometri, sensori di pressione e chi più ne ha più ne metta) che rilevano le accelerazioni lungo i tre assi principali (quindi le tre accelerazioni X Y e Z) ed i tre angoli di rotazione attorno agli assi principali. In soldoni piega, impennata ed imbardata. Con i sensori tradizionali (numero di giri motore, velocità della singola ruota, posizione acceleratore, posizione sospensioni ecc.) la centralina sa quanto va la moto, con l’IMU sa anche come va e verso che direzione.

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In MotoGP chiaramente non esiste un motore uguale agli altri, anche chi utilizza architetture uguali vanta soluzioni tecniche che differenziano le necessità. Per questo il software della Marelli garantiva e garantisce discreti spazi di manovra per adattarsi ad ogni propulsore. Inoltre il regolamento concedeva ai costruttori ampia libertà per quanto concerne la piattaforma inerziale. Yamaha più di ogni altra Casa ha ‘preso sotto gamba’ l’avvento dell’ECU unica -complici le difficoltà trovate nel congiungere la filosofia della propria M1 con quella delle Michelin- a differenza di Honda e Ducati. Va ben tenuto a mente come a Tokio ed a Borgo Panigale vennero assunti addirittura tecnici ex Marelli, che conoscevano bene il progetto della centralina unica.

Con una piattaforma inerziale all’avanguardia, i dati inviati alla centralina sono più accurati. Con dati più accurati, la centralina lavora meglio e più velocemente. Inoltre, con una piattaforma inerziale dal software libero, si possono generare dei dati opportunamente modificati da inviare all’ECU, andando a perfezionare il controllo di trazione standard ed unico. Honda e Ducati hanno realizzato piattaforme inerziali ad hoc, grazie a personale quell’ECU l’ha pensata e realizzata. Così Honda e, soprattutto, Ducati hanno saputo prendere un discreto margine pure su un settore, quello dell’elettronica, nel quale avrebbe dovuto prevalere un pareggio tra i vari modelli

I controlli  di trazione ed impennata, nati per evitare rovinose cadute, sono poi diventati strumenti fondamentali per abbassare i tempi sul giro. Nell’ultimo lustro questi due controlli, uniti alla gestione del freno motore, sono diventati un complesso essenziale per gestire l’usura delle gomme. Ecco quindi il motivo della scelta presa da Dorna e Federazione, imporre una piattaforma inerziale unica affinché vi sia davvero un’elettronica unificata. Così da dare spettacolo lasciando comunque al talento dei piloti il merito dei risultati. Ve lo ricordate il 2016? Nove vincitori differenti e titolo a Marquez con tre gare d’anticipo.

Inoltre, dal prossimo anno Corrado Cecchinelli, Direttore della tecnologia MotoGP, potrà scaricare e visionare i dati dall’ECU delle moto in qualunque momento del weekend di gara. In questo modo potrà verificare che i dati siano conformi al prodotto originale, scongiurando modifiche da parte delle case costruttrici.

Questa è una novità più importante di quanto possa sembrare, che gioverà molto a KTM ed Aprilia. Che il 2019 possa essere l’anno delle cinque case vincitrici di un GP?

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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