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Sol Levante, finalmente! Guida al Gran Premio motociclistico del Giappone 2022

Torna la leggendaria trasfertona orientale del Motomondiale, si inizia dalla cara Motegi questo fine settimana per il GP del Giappone.

21 Settembre 2022
4 min read

Torna la leggendaria trasfertona orientale del Motomondiale, si inizia dalla cara Motegi questo fine settimana per il GP del Giappone, quintultimo evento stagionale. Tornano gli orari impossibili ma va bene così, finalmente.

Complice pandemia e crisi il Motomondiale non faceva tappa in Giappone dal 2019, una mancanza terribile considerando che si tratta della terra natale del motociclismo moderno. Il peggio sembra passato ma nel frattempo il mondo pare sottosopra! Le moto giapponesi appaiono ora toste e inguidabili, o almeno interpretabili solo da pochi eletti, mentre le italiane sembrano delle moto giapponesi: veloci, affidabili, costanti e adatte ad ogni tipo di pilota. E addirittura dal 2023 le case del Sol Levante saranno in minoranza, con l’addio di Suzuki.

Con cinque gare ancora da disputare, la lotta al vertice in MotoGP vede ancora 3+1 piloti a sfidarsi. Nonostante l’orribile GP in terra aragonese, davanti a tutti è rimasto Fabio Quartararo con 211 punti. Segue Bagnaia ad appena 10 lunghezze ma in forma smagliante e quindi Aleix Espargaro a 17. Questi sono i tre favoriti al momento, poi c’è il jolly, il re matto che ha un sogno e come lui la sua squadra: Enea Bastianini. Seppur lontano 48 punti, il riminese del Gresini Racing può ancor ambire al titolo di Campione dele Mondo MotoGP con la sua GP21.

In Moto2 la scena non è meno semplice, Augusto Fernandez è leader con 214 punti, 7 di margine sul giapponese Ogura. Più staccato il terzo, Canet con 177 punti mentre ad occupare la quarta piazza c’è Vietti, a 52 punti dalla vetta ma in netta fase calante. Celestino sembra tutt’altro pilota rispetto al primo terzo di stagione, difficile capire se il vero Vietti sia questo o quello.
Guevara comanda con ampio margine in Moto3, grazie ai 229 punti raccolti vanta 33 lunghezze sul compagno Garcia e 60 su Foggia mentre il quarto, Sasaki, è fermo a 158 punti.

Il circuito di Motegi è relativamente recente ma ormai icona del Motomondiale, che ci corre da quando i motori erano solamente a 2 tempi. Infatti, costruito dalla Honda stessa nel 1997, il circuito di Motegi ospita il Motomondiale dal 1999 quando fu sede del GP del Giappone. Dopo una breve parentesi come sede del GP del Pacifico è tornato teatro del GP nazionale dal 2004, con l’abbandono di Suzuka. Si tratta di una pista Stop & Go, molto vicina a Le Mans anche dal punto di vista delle temperature e della mutevolezza del meteo, sorgendo in una località montana nel distretto di Kanto.

Il Twin Ring di Motegi è un importante complesso motoristico composto da due tracciati principali che gli danno il nome, un ovale da 2,5 km e il Road Course da 4,796 m su cui si tiene il GP del Giappone. In totale si contano 14 curve, 6 a sinistra e 8 a destra, e tra le tante curve lente si fanno notare la veloce 130R (curva 6) e le tecniche S-Curve (curve 7 ed 8). Il rettifilo più lungo del tracciato misura 762 metri ed è in discesa, ne conseguono il nome di Downhill Straight e le difficoltà nell’inserire la moto in curva 11. A Motegi è importante raddrizzare il prima possibile la moto, specialità di Dani Pedrosa. Non per niente, il samurai di Sabadel vanta 5 vittorie e 10 podi in 14 presenze a Motegi. 

Complice la lunga assenza dal calendario, i record di questa pista sono storici, fatti su gomme Bridgestone e motori Honda da 600 cc. Il record assoluto e quello ufficiale appartengono entrambi a Jorge Lorenzo e Yamaha: il primo è un 1’43”790 che valse al maiorchino la Pole Position nel 2015; il secondo risale al 2014, quando il #99 completò un giro di gara in 1’45”350 a 165 km/h di media. La Moto2 vanta il record ufficiale più recente, un 1’50”788 di Morbidelli che risale al 2016, mentre per la Moto3 il record di Alex Marquez tiene duro dal 2014: 1’57”112.

Una delle caratteristiche di questo tracciato sono le violente frenate, sia per il disegno stesso che per il manto stradale, con uno dei migliori asfalti al mondo. Inoltre 7 curve vanno affrontate dalle moto a meno di 100 km/h e sono intervallate da rettilinei di media lunghezza, rendendo difficile il raffreddamento dell’impianto frenante. Per queste ragioni a Motegi viene imposto l’uso dei dischi freno anteriori da almeno 340 mm per la MotoGP. Inoltre da questa stagione esiste anche l’opzione da 355 mm di diametro!

Secondo i tecnici Brembo il Twin Ring Motegi rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni, con 10 punti di frenata e una decelerazione media di 1,2 g. La frenata più stressante per l’impianto frenante è quella di curva 11 dove le MotoGP arrivano a 311 km/h. I piloti della top class frenano per 5,3 secondi, necessari a scendere a 81 km/h, con un carico sulla leva di 6,2 kg mentre le moto percorrono 240 metri e la pressione del liquido freno si impenna a 13,3 bar. ​ ​ ​

Il Gran Premio Motul del Giappone 2022 sarà trasmesso integralmente e in esclusiva da Sky Sport MotoGP e Now, con qualifiche e gare in differita di quattro ore su TV8. Al momento, sono già state cancellate le libere del venerdì mattina, in caso di ritardi nei trasporti per via aerea è possibile che vengano cancellate o riposizionate anche quelle pomeridiane.
Di seguito la momentanea programmazione dell’evento, secondo il fuso italiano:

Venerdì 23 settembre:
06:15-06:55 FP1 Moto3
07:10-07:50 FP1 Moto2
08:05-09:20 FP1 MotoGP

Sabato 24 settembre:
02:00-02:40 FP2 Moto3
02:55-03:35 FP2 Moto2
03:50-04:35 FP2 MotoGP
05:35-06:15 Qualifiche Moto3
06:30-07:10 Qualifiche Moto2

07:25-07:55 FP3 MotoGP
08:05-08:45 Qualifiche MotoGP

Domenica 25 settembre
03:00-03:10 Warm Up Moto3
03:20-03:30 Warm Up Moto2
03.40-04:00 Warm Up MotoGP
05:00 Gara Moto3 (20 giri)
06:20 Gara Moto2 (22 giri)
08:00 Gara MotoGP (24 giri)




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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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