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MotoGP, ecco le pagelle del Gran Premio d’Argentina!

Una Gran Premio pazzo sin dalle qualifiche. Vince con merito Cal Crutchlow, ma la sua prestazione è purtroppo offuscata dal Caso Marquez. È arrivato il momento di dare i voti. Cal Crutchlow, voto: 9,5. Sempre nelle prime posizione nelle libere, si perde in qualifica dovendosi accontentare del 10° posto in griglia di partenza. Al via…

9 Aprile 2018
5 min read

Una Gran Premio pazzo sin dalle qualifiche. Vince con merito Cal Crutchlow, ma la sua prestazione è purtroppo offuscata dal Caso Marquez. È arrivato il momento di dare i voti.

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Cal Crutchlow, voto: 9,5.
Sempre nelle prime posizione nelle libere, si perde in qualifica dovendosi accontentare del 10° posto in griglia di partenza. Al via recupera subito 5 posizioni e se ne va con Zarco, Rins e Miller. Si gode le scaramucce dei giovani rampanti standosene buono in coda al gruppetto di testa, da pilota navigato gestisce il mezzo meccanico al meglio. Affonda quando serve e senza prendersi rischi inutili regalando ad Honda la 750/a vittoria nel Motomondiale, tornandosene a casa da leader della classifica. Difficilmente Cal manterrà la prima posizione a lungo, ed allora godiamocela finché dura. Callissimo.

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Johann Zarco, voto: 8,5.
Nelle libere asciutte il francese non sembra a proprio agio
, al contrario con l’asfalto argentino bagnato si porta nelle prime posizioni. In gara, mentre gli ufficiali faticano a capire il qual è il limite dell’asfalto maculato, Zarco spinge forte sin da subito spinto dalla voglia di vincere la prima gara in MotoGP. Tiene botta fino alla fine ma gli manca il guizzo per stare in testa. Nel contatto con Pedrosa non c’era alcuna malizia. Sarebbe stato sbagliato penalizzarlo, così com’è stato sbagliato penalizzarlo lo scorso anno ad Austin o come fu sbagliato penalizzare Simoncelli a Le Mans nel 2011. 

Alex Rins, voto: 8.
Il week end per Rins è partito male, prendendo paga da Iannone in ogni condizione. Poi le condizioni miste trovate in Q2 e nei primissimi giri lo trasformano, tirando fuori il meglio di lui. Non perde posizioni al via e punta ad ottenere il massimo risultato in gara. Quando prende la testa della corsa, fuma più la sua posteriore Medium che una Ferrari SF71-H in fase di avviamento: ne paga le conseguenze negli ultimi giri, con la gomma surriscaldata. Alex porta a casa comunque un bel podio, che dà tanta speranza ai ragazzi di Suzuki. Winston Blue

Jack Miller, voto: 8. 
Se Jack fa la Pole e tiene la testa della corsa per metà gara, non può che essere una gara pazza. Parte male e metà del vantaggio ‘donatogli’ dalla direzione gara va a farsi benedire, ma prova comunque a scappare senza riuscirci. Nel finale crolla commettendo troppi errori in frenata, così deve accontentarsi della medaglia di legno. Dispiace che la scelta di rimanere in griglia su gomme slick non abbia pagato. Era un’azzardo che solo Jack poteva permettersi, come in qualifica infilando quattro giri lanciati su gomme slick, rischiando l’osso del collo ad ogni curva degli ultimi due settori, ancora bagnati. Miller resta un pazzo a cui non si può non voler bene, alla luce dei rischi presi un podio se lo sarebbe meritato. Jack&Cola

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Maverick Vinales, voto: 7.
Un netto passo avanti rispetto al GP del Qatar, anche se soffre più del previsto in condizioni miste. Al via è nono e parte male scivolando in 12/a posizione. Poi recupera piano piano e riesce anche a tenere il passo dei primi con pista libera. Rispetto alla scorsa gara trova subito il piglio giusto nonostante la partenza sbagliata, ed il quinto posto finale non è il miglior risultato a cui poteva ambire. In decollo.

Andrea Dovizioso, voto: 6,5.
Al contrario di Vinales, il sesto posto finale va oltre ogni aspettativa: oro colato. Il Dovi lotta per tutto il week end con una GP18 che non vuole proprio saperne di stare in pista, e non riesce a venirne fuori. Curioso come Andrea, Petrucci e Lorenzo abbiano avuto gli stessi problemi riscontrati lo scorso anno con la GP17, mentre dopo un’anno la moto ‘vecchia’ aggiornata a fine stagione 2017 si sia rivelata molto efficace, con Rabat e Miller.

Hafizh Syahrin, voto: 7.
Non deve certamente passare sotto silenzio la prova del Rookie malese: alla seconda gara in MotoGP chiude in Top10 con una M1 2016, vecchia di due anni per telaio e motore. Forse ci si aspettava di più da lui sul bagnato, la sua specialità, invece dà il meglio quando la pista va asciugandosi. Rispetto agli altri Rookie, che dispongono di RC213-V 2017, ha saltato i test di Valencia e Sepang, ma sembra aver già colmato il gap. Fisherman.

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Valentino Rossi, voto: 6,5.
Fra qualifiche e gara ne ha meno di Vinales
, non trova il guizzo per liberarsi del più lento Dovizioso ed una volta che il compagno di squadra lo passa non riesce a tenere il suo passo. Nonostante una buona partenza, non ha la fiducia necessaria a spingere forte nei primi giri. Il settimo posto sarebbe stato un risultato giusto, ma è finita così.

Marc Marquez, voto: 2.
Era il più veloce, avrebbe dato un secondo a tutti in ogni condizione. Ma in certi casi l’ambizione supera il talento, come disse un saggio pescatore qualche anno fa per molto meno. Dopo che gli si è spenta la moto in griglia Marc non ha capito più nulla ed ha dimenticato il regolamento, agendo come un bambino al secondo anno di minimoto. Sfruttare sistematicamente gli avversari come sponde appena li raggiungi, per staccare 30 metri dopo senza finire lunghi, non è Motorsport. I contatti con A. Espargarò e Rossi sono stati i più vistosi, ma tanti altri piloti sono stati usati come terzo punto d’appoggio per chiudere la curva. Inoltre alzare sistematicamente la mano ad ogni contatto premeditato, un po’ come la difesa del Milan di Sacchi per indurre l’arbitro a fischiare fuorigioco, non rende quel contatto un normale contatto di gara. Marc è stato il pilota più veloce negli ultimi 5 anni, il pilota più forte negli ultimi due: sa di essere oggi il migliore, ma non gli basta. L’ingresso duro ci sta se ti giochi punti importanti nell’ultimo giro dopo una gara di bagarre, è chiaro, ma farlo metodicamente a arrivi sull’aversario no. 30″ di penalità alla luce di tutte le collisioni non sono né pochi né troppi, fosse successo in Formula 1 sarebbe scattata la bandiera nera. Sbaglia tutto quello che può sbagliare. Indifendibile.

Jorge Lorenzo, voto: 3.
La domenica comincia subito male: Dovizioso mescola più velocemente e con maggior precisione il caffé minandolo psicologicamente. Col morale ormai più bucato di un groviera, passa tutta la corsa canticchiandosi in solitaria Desmocito fuori dalla zona punti. Nel finale Marquez viene involontariamente in suo soccorso, donandogli due posizioni ed un punto iridato. Meglio riderci sopra.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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