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MotoGP, ecco le pagelle del Gran Premio di Valencia

La stagione 2017 va definitivamente in archivio dopo il Gran Premio de la Comunidad Valenciana, la gara di Cheste ha forse racchiuso nei suoi sei turni una stagione. Ma i voti ed i giudizi finali li li proveremo a dare più avanti, per ora concentriamoci su quanto visto al Ricardo Tormo. DANI PEDROSA, voto: 9,5. I…

13 Novembre 2017
5 min read

La stagione 2017 va definitivamente in archivio dopo il Gran Premio de la Comunidad Valenciana, la gara di Cheste ha forse racchiuso nei suoi sei turni una stagione. Ma i voti ed i giudizi finali li li proveremo a dare più avanti, per ora concentriamoci su quanto visto al Ricardo Tormo.

DANI PEDROSA, voto: 9,5. I distacchi sono ridottissimi, e lui passa un intero week end a lottare per rimanere nella Top5. In qualifica gli altri ne hanno di più, si guadagna comunque la seconda fila. Al via parte con uno slancio dei suoi, riuscendo a far sembrare guaste le frizioni di tutti. Nonostante un via del genere non attacca Marquez, anzi lo scorta nei primi difficili giri, dove basta poco per rovinare una stagione, difendendolo da rischi possibili. Zarco all’inizio ne ha di più, soprattutto ha più fame e gomme più soffici, così Dani decide di fare la sua gara, con il suo ritmo. Non perde troppo, trovandosi con una mezza marcia in più contro Zarco negli ultimi giri. Alla fine porta a casa la seconda vittoria stagionale, sempre in casa, arrivando a 54 in totale. Ha il potere di vincere quando nessuno se l’aspetta.

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JOHANN ZARCO, voto: 10. Sempre secondo, per tutto il fine settimana. Secondo nella combinata, secondo miglior passo, secondo in qualifica. In gasa si prende dei rischi, sia prima scegliendo le gomme più soffici, sia durante, piegando a dismisura e non temendo le improvvise imbarcate. Riesce ad incutere timore a Marc Marquez, che lo lascia sfilare senza dubbio alcuno. Poi però la loro indole ha la meglio, iniziano le sportellate ed addirittura induce all’errore Marc, che va lungo tentando di tenerselo dietro. Si conferma il migliore a gestire il degrado gomme, con una M1 2016 di cui gli ex titolari lamentavano proprio un’eccessiva usura, il che gli consente di poter scegliere senza troppi rischi uno step di mescola più morbido rispetto agli altri. Sogna la vittoria per coronare al meglio il titolo di Rookie of the Year, ma la manca per un soffio, per meno di 4 decimi.

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MARC MARQUEZ, voto: 9. Velocissimo ed imprendibile sin dalle FP1, oltre mezzo secondi più veloce di tutti sul passo, in qualifica gli basta un giro per appropriarsi della Pole Position, cadendo durante il secondo run. In gara si nasconde, ma proprio non gli va di guidare tranquillo. Per l’errore commesso quand’era in testa, ed un altro mezzo lungo nei giri finali, meriterebbe almeno due voti in meno. Però quel salvataggio, a questo punto della stagione e fatto in quella maniera, merita bonus su bonus. Dicono sia la fortuna, ma se uno lo fa almeno 2 volte l’anno da quand’è in Moto2 forse forse è una capacità personale. Dicono sia merito dell’elettronica, ma non esiste alcun ausilio alla ruota anteriore, nemmeno il miglior ABS Cornering permetterebbe un salvataggio del genere a qualunque pilota professionista. E chi in moto ci va davvero, questo lo sa. Merito del Traction Control, al posteriore? Oltre certi angoli di piega non funziona, chiedere ad Andrea Dovizioso a riuguardo, più precisamente riguardo a Barcellona 2015. Che poi l’elettroncia è uguale per tutti, sia nel software che nell’hardware. Marc è un talento, godiamocelo. Se tutti hanno la stessa elettronica, e altri due piloti hanno addirittura la sua stessa moto, un motivo per cui succedono solo a lui, queste cose, ci sarà. 6 Magico.

ALEX RINS, voto: 8,5. Miglior risultato stagionale per il classe ’95 di Barcellona. Un quarto posto favorito dalle cadute delle Desmosedici ma che però conferma la crescita della Suzuki, dimostrata a partire da Motegi, e sua. Dà filo da torcere ad Valentino Rossi, che nonostante una moto-laboratorio è pur sempre uno dei Big. Questa volta riesce pure a battere il compagno Iannone in una gara priva di condizioni particolari. Bravo sin dalle libere, in gara tira fuori attributi e determinazione.

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VALENTINO ROSSI, voto: 6,5 Dopo le qualifiche decide di provare il colpo del matto. O la va o la spacca. Yamaha aveva in previsione di fare delle comparazioni tra il telaio 2016 e quello 2017/c, l’attuale, nei test post-gara. Valentino convince i vertici a fargli usare lo stesso telaio di Zarco già in gara. Solo il telaio, motore, forcellone e tutto il resto della componentistica restano di quest’anno. Il risultato è che Valentino ha girato 20″ più lento rispetto allo scorso anno, quando arrivò quarto, nonostante le condizioni dell’asfalto fossero le stesse. Oltre 6 decimi a giro di differenza rispetto allo scorso anno, pagando 13”5 a Zarco, con la M1 completa del 2016. Ad Iwata lavoreranno sodo sin da domani, questo è certo.

ANDREA IANNONE, voto: 7,5. Conclude molto bene una stagione che sembrava aver preso la strada verso il dirupo. Velocissimo nelle libere ed in qualifica, in gara si rivela meno efficace di Rins, ma gli chiude comunque ad un secondo. I buoni risultati di queste ultime quattro gare saranno lo stimolo giusto in vista di quest’inverno.

MAVERICK VINALES, voto: 4,5. Sparisce subito dai radar, mancando la Top10 nelle libere e venendo subito eliminato durante la Q1. Disperato, decide di provare anche lui sin dalla gara il telaio 2016 su moto 2017, sull’onda del “tanto, peggio di così…” L’attenuante di aver usato in gara una moto che non provava dai test post-Barcellona gli evita un’insufficienza ben più grave.

ANDREA DOVIZIOSO, voto: 6. Un fine settimana dove non riesce ad essere davvero efficace. Lotta e si sbatte ma non riesce a migliorare il ritmo. Vede Marquez cadere senza soccombere, capisce di aver tenuto testa ad un Mar(que)ziano fino alla fine, e forse perde di lucidità. Il ritorno ai box, calmo quasi fosse una parata, è la resa di chi ha lottato fino all’ultimo mettendoci tutto. Ma poche lacrime, solo certezze: l’anno prossimo sarà ancora della partita. “Nella mia testa sono stati abbattuti dei muri che nessuno riuscirà mai più a tirare su.”

JORGE LORENZO, voto: 6,5Sempre migliore di Dovizioso. Gli sta davanti nelle libere, sfiora la prima fila in qualifica ed in gara gli fa da punto di riferimento. Dai box gli suggeriscono di fare il meglio per la squadra, la famosa Mappa 8. Jorge spinge ancora di più ma Dovizioso non riesce a tenerlo, e lui stesso comunque non riesce a rientrare definitivamente sui primi. Non fa in tempo a recepire cosa sia successo a Marquez che si stende. Non sapremo mai se avrebbe o no aperto la porta. Ritenerlo colpevole è un capro espiatorio inutile. Molto probabilmente se avesse lasciato passare Dovizioso avrebbero perso molto terreno, e tutti gli avrebbero dato la colpa di non averlo aiutato facendogli da traino. Questo perché siamo italiani, e Lorenzo è sempre il colpevole.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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