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Marc Marquez: “Il mio problema? Lo stesso di Quartararo nel 2022”

Marc Marquez è sereno al termine della Sprint al Mugello. Il podio è lontano, ma almeno sa perché. E per Pecco Bagnaia ha un ironico ringraziamento: “Ho fatto di tutto per lasciarli strada. Nella mia testa ho pensato ‘Grazie Pecco! Così mi dai la chance di seguirti’ quando ha iniziato a gesticolare.” Nonostante il secondo…

10 Giugno 2023
3 min read

Marc Marquez è sereno al termine della Sprint al Mugello. Il podio è lontano, ma almeno sa perché. E per Pecco Bagnaia ha un ironico ringraziamento: “Ho fatto di tutto per lasciarli strada. Nella mia testa ho pensato ‘Grazie Pecco! Così mi dai la chance di seguirti’ quando ha iniziato a gesticolare.”

Nonostante il secondo tempo in qualifica, Marc Marquez è solo settimo al termine della Sprint del GP d’Italia al Mugello. Ma il #93 era stato chiaro venerdì pomeriggio: la mia posizione reale è tra il quinto ed il decimo. Proprio sulle qualifiche ci teneva a dire la propria Marc, visto il bisticcio con Bagnaia alla San Donato: “Nelle qualifiche non cercavo Bagnaia, il mio obiettivo era Bezzecchi, ma lui è uscito dai box come un razzo e allora ho pensato di fare il mio giro da solo. In quel momento è arrivato Pecco già al suo giro lanciato, ho provato ad andare largo in curva 1, per lasciargli la traiettoria giusta perché pensavo fosse inutile e impossibile stargli dietro. Avevo le gomme fredde. Poi ho visto che ha iniziato a gesticolare e nella mia testa ho pensato ‘Grazie Pecco! Così mi dai la chance di seguirti‘ e sono riuscito a fare un gran bel giro. Poi nella Sprint siamo tornati indietro, in quella che al momento è la mia posizione“.

© MotoGP

Analizzando la propria prestazione nella Sprint al Mugello, Marquez ha ammesso che sarebbe potuta andare peggio, senza il contatto tra Binder e suo fratello Alex: “Dal contatto tra Binder e mio fratello abbiamo tratto un po’ beneficio, perché erano entrambi messi meglio di me e anziché settimo mi sarei trovato nono alla fine. Poi la situazione è stata verificata dalla Direzione ed è stata data la sanzione a Brad, in questo concordo perché almeno c’è continuità con le decisioni precedenti.” Inoltre, Marc ci ha tenuto a scagionare Miller per il contatto in curva 10, per il sorpasso molto aggressivo dell’australiano: Il contatto tra me e Jack è stato solamente un incidente di gara, perché le condizioni erano al limite ed è giusto non sanzionare situazioni del genere. C’erano tante gocce di pioggia in quel momento ed è comprensibile che sia andato lungo. Sì, da lì ho cominciato a perdere posizioni senza poter recuperare più, ma poteva andare peggio.”

Marc è stato per tutta la gara dietro a Miller, dopo quel momento di criticità, senza riuscire in alcun modo ad attaccarlo. “Rispetto a Jack perdevo sul dritto ed in accelerazione, ma nel resto della pista ero più veloce di lui e mi sentivo forte“. Il vero problema, a detta di Marc è stata l’impossibilità nel portare sorpassi: “Il mio problema per me è che…. ho il problema di Quartararo dello scorso anno. Fare il giro secco da solo mi riesce bene, ma stando nel gruppo mi sento penalizzato. Questo nonostante io sia uno dei piloti più aggressivi, spingo sempre e cerco sempre il sorpasso. Io posso anche frenare 10 metri dopo, ma se loro mi affiancano sul dritto e prendono la linea ideale, è finita. Il nostro motore non spinge abbastanza e io cerco di recuperare in curva quello che loro hanno sul dritto, ma quando le gomme calano sei più lento in curva, non sul dritto.”

Inoltre, Marquez sta continuando a lavorare sia col telaio full HRC che col telaio prodotto su commissione da Kalex. “Purtroppo la bandiera rossa nelle libere di questa mattina non mi ha fatto portare a termine il lavoro, quindi ho fatto qualifiche e Sprint con quello vecchio, perché l’unico su cui avevo finito già ieri il lavoro di messa a punto.

Non è stato un week end positivo per Honda finora. Frattura alla mano per Mir ieri, nelle P2, e sospetta frattura di tibia e perone per Rins oggi nella Sprint. A Marc è stato anche chiesto da dove come mai tutti questi incidenti. Il #93 ha dato il suo punto di vista, ampiamente condivisibile: “In questa MotoGP il problema è che siamo in attack mode già dal primo turno del venerdì, e non si può fare altrimenti. L’anno scorso potevi aspettare le terze prove per cercare il tempo. Ora mettiamo una gomma nuova per cercare il tempo nelle P1 e ne usiamo altre due nelle P2. Per il futuro bisogna mettere a punto la programmazione del week end. Non sono contro la Sprint, solo credo che il venerdì debba essere dedicato a far prove libere, non ufficiali. Quindi siamo tutti sempre al limite, e per questo ci sono anche tanti infortuni.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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