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Marquez bacchetta Lorenzo: “Se vuole una moto migliore deve stare davanti”

Al termine delle qualifiche di ieri, Jorge Lorenzo per la prima volta si è lamentato della RC213-V e dei suoi sviluppi, a suo dire indirizzati solamente verso la guida di Marquez. Lorenzo ha chiesto pubblicamente una moto più versatile, meno stancante e che si adatti a più stili. Il maiorchino si ritiene indispensabile per raggiungere questo…

2 Giugno 2019
4 min read

Al termine delle qualifiche di ieri, Jorge Lorenzo per la prima volta si è lamentato della RC213-V e dei suoi sviluppi, a suo dire indirizzati solamente verso la guida di Marquez. Lorenzo ha chiesto pubblicamente una moto più versatile, meno stancante e che si adatti a più stili. Il maiorchino si ritiene indispensabile per raggiungere questo obiettivo, portando come prove il miglioramento della Desmosedici: “il mio serbatoio ora lo usano tutti” ha detto con una nota di orgoglio. Oggi al termine del GP c’è stata la risposta diretta di Marc Marquez, a cui ha fatto eco Puig.

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Dopo delle pessime qualifiche che lo hanno relegato in 17/a posizione sulla griglia di partenza, ieri Lorenzo si è lasciato andare con delle dichiarazioni un po’ particolari circa le criticità della RC213-V e della HRC stessa. Jorge ha puntato innanzitutto sulla comodità in sella, come fatto in Ducati. “La moto è molto difficile ed affaticante. Credo di poter aiutare Honda a fare una moto ideale per tutti i piloti della marcaha detto senza giri di parole il maiorchino– sicuramente una moto più comoda per me, ma che dovrebbe aiutare anche gli altri piloti Honda. Bisogna lavorare per trovare soluzioni e pezzi che mi comportino un minore stress fisico e fare in modo che la moto sia comoda per tutti i piloti Honda. Io penso a me e non mi interessa quello che pensano gli altri portacolori Honda, ma io ho dimostrato di poter fare una moto adatta a tutti.” Il riferimento al recente passato in Ducati è chiaro, ma Lorenzo ha voluto evidenziare le proprie potenzialità da ‘progettista’: “i piloti Ducati di quest’anno per esempio usano il serbatoio che ho ideato io lo scorso anno, e anzi lo hanno estremizzato ancora. Ma non è l’unica parte su cui lavorare.”

“Non basteranno chilometri per cambiare la situazione” ha continuato Lorenzo, andando a spiegare nel dettaglio alcuni problemi e possibili soluzioni sia tecniche che di guida. So di cosa ho bisogno per andare veloce ma quest’anno siamo più limitati che mai, Sono arrivato su una moto completamente fatta e decisa. Ora sto usando il serbatoio standard come Marc, ho provato dei semimanubri differenti per caricare meglio l’anteriore ma non ha funzionato. Non mi resta che aspettare i test del Montmeló per avere qualcosa di nuovo, che sicuramente non potrò usare fino ad Assen. Si tratta di una carenatura diversa, che mi dia miglior supporto per le ginocchia in frenata: ora non ne ho abbastanza. Inoltre sto cambiando il mio modo di frenare, per trovare maggiore velocità in entrata di curva. ora freno più forte nella prima fase della staccata, per poi diminuire progressivamente la pressione sulla leva: non mi è naturale -ha concluso- ma è la strada giusta.”

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Arriviamo quindi ad oggi, con Marquez non in grado di scappare ed alla fine piegato dal gorilla di Terni. La prima vittoria in carriera nel Motomondiale per Danilo Petrucci, ultimo vero specialista delle grosse cilindrate, ed uno dei tanti podi per Marquez, che però si gongola con un secondo posto che sente come una vittoria. Danilo ha meritato la vittoria -ha ammesso candidamente- è stato più veloce. Il mio obiettivo era concludere davanti a a Dovizioso, Rins e Valentino e lo abbiamo centrato in pieno. Sono molto felice di questi venti punti in Italia”. Sicuramente l’obiettivo massimo della Honda era battere la Ducati in casa, al Mugello dove Pirro trita pneumatici quasi ogni settimana per perfezionare la Desmosedici da GP e la Panigale V4R. Così non è stato, ma la classifica parla chiaro: messo in archivio anche il Mugello, Marquez gode di 12 punti di vantaggio su Dovizioso. Questi 20 punti valgono come una vittoria. Sapevo che con la media con cui ho fatto giro veloceha confidato Marc non avrei finito la gara quindi ho optato per la dura ed è andata bene.”

“Anch’io vorrei una moto migliore, se (Lorenzo ndr) si lamenta di questa moto non ha idea di cosa fossero le moto del 2015 e del 2016: quelle sì che erano moto difficili.”
Marc Marquez

Poi, incalzato dai giornalisti circa le dichiarazioni rilasciate ieri da Lorenzo, Marquez si è lasciato andare senza filtri, ammettendo le criticità della Honda ma rifilando una stoccata al compagno di squadra. Anch’io vorrei una moto migliore, se si lamenta di questa moto non ha idea di cosa fossero le moto del 2015 e del 2016: quelle sì che erano moto difficili. Se vuole miglioramenti deve prima stare davanti perché è dietro a me e Crutchlow, e oggi anche a Nakagami. Honda ha le idee chiare e segue sempre l’evoluzione del pilota più veloce”.

Le dichiarazioni rilasciate ieri da Lorenzo hanno indispettito non poco il quartier generale di Tokio, da sempre poco incline alle esternazioni infelici dei piloti nei confronti della moto. Lo stesso Puig, ora Team manager, ha confermato le dichiarazioni di Marquez. Martedì a Tokio è previsto un incontro tra Lorenzo ed i vertici della HRC: per guidare lo sviluppo ergonomico della HRC o per rescindere il contratto come rilanciato da qualcuno nel paddock del Mugello?

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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