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Bagnaia: “Dopo 15 giri ero distrutto, poi sul podio mi sono divertito”

Bagnaia chiude nel miglior modo possibile il GP romagnolo, salendo sul podio anche nella gara principale nonostante le difficoltà fisiche: “Io sono uno che guida soprattutto di gambe ma ho dovuto cambiare modo di guidare così, oltre al problema alle gambe, avevo le braccia finite” “Posso dire solo grazie alla mia squadra. Abbiamo fatto qualcosa…

10 Settembre 2023
3 min read

Bagnaia chiude nel miglior modo possibile il GP romagnolo, salendo sul podio anche nella gara principale nonostante le difficoltà fisiche: “Io sono uno che guida soprattutto di gambe ma ho dovuto cambiare modo di guidare così, oltre al problema alle gambe, avevo le braccia finite”

© Daniele Marangoni

Posso dire solo grazie alla mia squadra. Abbiamo fatto qualcosa di incredibile qui a Misano per lottare in una gara del genere” dice Bagnaia al termine del GP sammarinese disputato in Romagna. Non nasconde l’orgoglio Pecco, al termine di un fine settimana a cui pareva non dovese riuscire a partecipare una sette giorni fa. Il #1 ha chiuso in terza posizione anche la gara principale, a meno di quattro secondi dal trionfante Jorge Martin. “Oggi ci ho provato, ho dato tutto me stesso. All’inizio ho provato a superare Jorge ma lui aveva un vantaggio per quanto riguarda la prestazione pura” ammette Pecco, che poi ha anche spiegato la propria strategia nei primi giri: “Cercavo di guadagnare tanto al Curvone, per poi provare l’attacco al Carro o all’ultima curva ma non sono proprio riuscito a trovare lo spazio“.

Poi, verso metà gara, Bagnaia ha dovuto un po’ mollare senza però alzare bandiera bianca: “Dopo 15 giri guidando solo di spalle e braccia ero distrutto. Io sono uno che guida soprattutto di gambe e con la parte bassa del corpo, ma nelle mie condizioni ho dovuto cambiare modo di guidare così, oltre al problema alle gambe, avevo le braccia finite perché non sono abituato a usarle così tanto. Quando Marco mi ha passato mi sono dato una regolata, ho iniziato a respirare sempre cercando di tenere Dani a distanza.”

Bagnaia è stato sei secondi più veloce in gara rispetto allo scorso anno, quando regolò per soli 34 millesimi l’attuale compagno Bastianini. Una prestazione importante, soprattutto considerando l’infortunio. “Il passo quest’anno è stato incredibile, Jorge ha fatto un lavoro fantastico per tutto il fine settimana non solo in gara. Mi ha messo in difficoltà e forse neanche se fossi stato fisicamente al 100% sarei riuscito a fare meglio di lui” dice Pecco, con serenità, riconoscendo l’onore delle armi al #89.

Immancabile l’argomento Mondiale, con un Martin così efficace il secondo titolo consecutivo non è più scontato. “Se Martin andrà troppo veloce gli chiuderemo i rubinetti per rallentarlo” dice Baganaia, scherzando di fianco allo stesso Martin. “A parte gli scherzi, credo che Jorge faccia bene a viversela senza pressione, sarà una bella lotta con lui. Io sono orgoglioso per aver limitato a 14 i punti persi. Se non avessi corso, sarebbero stati 37.”

© Daniele Marangoni

A colpire tutti, facendo capire l’impegno messo dal #1 nella gara di oggi, il fatto che apena sceso dalla propria fida Desmosedici vi si sia quasi accasciato, rimanendo solo per qualche minuto: “A fine gara ero così distrutto che negli ultimissimi giri non riuscivo più a cambiare direzione o a frenare. Sceso dalla moto mi sono dovuto prendere qualche minuto per me, per rilassarmi e anche per godermi il momento“. Poi, la festa: “Sul podio mi sono divertito a festeggiare e il pubblico è stato fantastico, come Capriati che ha messo della buona musica come lui sa fare!

Infine, sulla gara senza sorpassi, Bagnaia ha voluto dare il proprio punto di vista additando Michelin: “Oltre al ritmo infernale di Jorge, secondo me gli ultimi regolamenti sulle pressioni minime hanno diminuito la possibilità di fare sorpassi. Quando sei troppo sotto ad un pilota per quattro o cinque giri, la pressione dell’anteriore va alle stelle e anziché attaccarlo devi lasciarlo andare un po’ via per far respirare la gomma. Non potendo più partire con pressioni troppo basse questa situazione ora è ancora più presente“.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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