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MotoGP: Petrucci da Record a Jerez! Nelle FP3 Rossi e Viñales bocciati

Danilo Petrucci ha siglato il nuovo record assuluto di Jerez, precedendo Marc Marquez di 61 millesimi. Male le Yamaha ufficiali, con Viñales e Rossi costretti all’esame di riparazione della Q1. La gommatura lasciata ieri, unita agli appena 21ºC sull’asfalto, ha fatto letteralmente volare tutti i piloti. Il migliore di tutti è stato Danilo Petrucci, leader…

4 Maggio 2019
2 min read

Danilo Petrucci ha siglato il nuovo record assuluto di Jerez, precedendo Marc Marquez di 61 millesimi. Male le Yamaha ufficiali, con Viñales e Rossi costretti all’esame di riparazione della Q1.

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La gommatura lasciata ieri, unita agli appena 21ºC sull’asfalto, ha fatto letteralmente volare tutti i piloti. Il migliore di tutti è stato Danilo Petrucci, leader in 1’36″9, otto decimi sotto il precedente giro veloce assoluto fatto registrare nelle qualifiche dello scorso anno da Crutchlow. In generale ben 15 piloti hanno girato più veloci rispetto al primato precedente. La zampata finale questa volta non è riuscita a Marc Marquez, che deve accontentarsi della seconda posizione a 61 millesimi da Petrucci.

Prima fila virtuale per Fabio Quartararo (+0″250) che non patisce sofferenze sulla propria M1 di Iwata. Lo stesso non si può dire per Rossi e Viñales, entrambi fuori dalla Top10 e costretti allo sforzo extra della Q1. Rossi ha chiuso 11º, a mezzo secondo dalla vetta e quattro centesimi da Lorenzo, decimo, mentre Viñales è addirittura 15º. Nono e direttamente in Q2 Franco Morbidelli con l’altra M1 griffata Petronas.

Quarto tempo per Andrea Dovizioso, che si tiene dietro il duo Suzuki guidato da Mir: Joan ha siglato lo stesso tempo di Desmodovi al millesimo. Sesto quindi Rins, seguito in rapida successione da Nakagami, Crutchlow e, come detto sopra, Morbidelli con Lorenzo a completare la Top10. Tra il quarto ed il decimo scorre solamente un decimo.

Rossi e Viñales in Q1 si troveranno a duellare con Miller, 12º, i due fratelli Espargaró e Bagnaia.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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