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MotoGP, presentato il team Mission Winnow Ducati 2020

Lo storico Palazzo Re Enzo, in Piazza Maggiore nel centro di Bologna, ha ospitato la presentazione ufficiale del team ufficiale della Ducati per la stagione 2020, che mantiene la denominazione ufficiale di Team Mission Winnow Ducati. Varia leggermente la livrea, col rosso ancor più vivo e marcato messo in risalto da finiture nere e cromature…

23 Gennaio 2020
3 min read

Lo storico Palazzo Re Enzo, in Piazza Maggiore nel centro di Bologna, ha ospitato la presentazione ufficiale del team ufficiale della Ducati per la stagione 2020, che mantiene la denominazione ufficiale di Team Mission Winnow Ducati. Varia leggermente la livrea, col rosso ancor più vivo e marcato messo in risalto da finiture nere e cromature che riportano agli anni delle moto di ferro, mentre le novità tecnice si vedranno in Malesia tra 15 giorni.
All’evento era presente tutto il team, mentre a prendere la parola per primo, introducendo l’evento, è stato Claudio Domenicali.

“Le Corse sono e resteranno una parte fondamentale della nostra azienda, anche in un momento storico particolarmente complesso in cui la tecnologia sta cambiando in modo radicale il mondo che ci circonda.” Ha dichiarato in apertura Claudio Domenicali, Amministratore Delegato della Ducati. “Per avere successo in questa situazione è indispensabile continuare a investire in ricerca e sviluppo e le Corse sono una parte molto importante del nostro impegno in tal senso. La nostra Panigale V4, profondamente rinnovata per il 2020, non avrebbe potuto nascere senza il contributo di tutti gli insegnamenti che abbiamo appreso grazie alle competizioni. Le corse per Ducati sono un incubatore tecnologico avanzato, una vetrina per l’ingegno e la tecnologia italiana, e un incredibile elemento di passione per tutti i Ducatisti.

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Ma com’è la Desmosedici GP20? Nonostante la nuova livrea, quelle presentate oggi sono delle semplici GP19. Le vere novità le potremo vedere solamente a Sepang, per i test in programma da 7 al 9 febbraio, ma Gigi Dall’Igna, dopo che per il terzo anno consecutivo Dovizioso ha chiuso secondo in Campionato, ha spiegato in che direzione è stato indirizzato lo sviluppo della Desmosedici. “Abbiamo lavorato sodo durante l’inverno, per poter offrire ad Andrea e Danilo una Desmosedici GP20 che gli permetta di essere protagonisti in ogni gara e in qualsiasi condizioneha dichiarato il DG di Ducati Corse. “Non possiamo ritenerci completamente soddisfatti delle stagioni passate, perché il nostro obiettivo finale deve essere sempre solo uno: puntare al titolo mondiale. Il 2020 sarà un anno intenso e impegnativo, anche perché il calendario prevede venti gare e i nostri avversari saranno sicuramente molto competitivi, e quindi dovremo impegnarci tutti ancora di più.” 

Dalla determinazione di Dall’Igna ha tratto ispirazione Andrea Dovizioso, che ha promesso di dare ancora tutto. Secondo il pilota di Forlì, “ogni anno ha la sua storia ed è difficile prevedere come andrà la stagione 2020. Ciò che è chiaro è il nostro obiettivo: lottare per il titolo anche quest’anno. Sia io che Ducati stiamo lavorando sodo per tornare in pista ancora più forti.” Al di là del ‘solito Marquez’, per Andrea nel 2020 ci saranno molti più piloti con mezzi competitivi, facendo un tacito riferimento a Yamaha e Suzuki, ma si è detto fiducioso“di poter continuare il nostro trend positivo”.

Presente anche Danilo Petrucci, felice per un 2019 molto positivo per lui. “È stato il mio miglior anno in MotoGP in termini di risultati, ma soprattutto ho ottenuto la mia prima vittoria al Mugello in una gara fantastica davanti al pubblico di casa e ai tifosi Ducati. È un risultato che mi ha dato molta fiducia e che mi spinge a voler migliorare anche quest’anno. Ogni stagione mi ha sempre visto crescere e migliorare, e -ha concluso il pilota di Terni- nel 2020 voglio riconfermarmi con un altro passo avanti rispetto ai risultati ottenuti lo scorso anno”.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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