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Quartararo e M. Marquez amareggiati al termine dei test a Valencia

Al termine dei test di Valencia Quartararo e Marquez si sono abbandonati allo sconforto dopo aver provato le novità delle rispettive Case

9 Novembre 2022
3 min read

Non inizia bene il 2023 per Yamaha e Honda. Nella giornata di ieri al termine dei test di Valencia Quartararo e Marquez si sono abbandonati allo sconforto dopo aver provato le novità sviluppate dalle rispettive Case per provare a battere Bagnaia e Ducati nella prossima stagione.

Il Diablo felice e contento al termine dei test di Misano dello scorso settembre è solo un ricordo. All’epoca era rimasto quasi estasiato dal primo sviluppo motoristico per il 2023, c’era più potenza dove come serviva migliorando anche la guidabilità della M1. Quel che resta oggi è un Fabio seccato e ferito. Deluso da un inatteso passo indietro fatto da Yamaha nella giornata di test a Valencia di ieri. “C’è qualcosa che non va. Abbiamo fatto diversi test, Cal ha girato molto e c’era stato un chiaro miglioramento del motore. Poi siamo tornati a lavorarci oggi ed è sparito tutto, ci ritroviamo con un motore esattamente uguale a quello del 2022” dice Quartararo, amareggiato.

Il francese non si spiega il passo indietro della Yamaha nonostante i notevoli miglioramenti percepiti da lui stesso nei test ufficiali di Barcellona e Misano, oltre che da Crutchlow in quelli privati svolti a Motgei e Jerez. Fabio ha tante domande, ma non trova nè riceve risposte. “Il motore che ho avuto praticamente tutto il giorno era quello nuovo e non c’è stato alcun miglioramento rispetto al week end di gara. Perché non abbiamo avuto a Valencia quella velocità in più che avevamo a Misano e Barcellona, che Cal aveva a Motegi e Jerez?

A detta di Quartararo, quando il mese scorso Crutchlow ha girato a Jerez il confronto fra motore 2022 -che come ammesso recentemente da Jarvis è sostanzialmente uguale a quello delle due stagioni precedenti – e motore 2023 era quasi imbarazzante a favore del nuovo. “Non si trattava di 1 o 2 km/h. C’era una grande differenza. Oltretutto in una pista come Jerez, con un rettilineo da mezzo chilometro” spiega il #20.

A Fabio non è piaciuto nemmeno il nuovo telaio, preferendo il mantenimento dello standard per il lavoro di comparazione aerodinamica. Da Iwata sono arrivate infatti diverse varianti di carenatura, caratterizzate da numerosi appendici aerodinamiche. A spiccare le placche sul codone e un nuovo cupolino, molto più grande e dalle ali più moderne seguendo i recenti sviluppi di Aprilia e Honda. Ala fine Quartararo ha chiuso la giornata di test con nono tempo dopo 92 giri, a oltre mezzo secondo da Marini e con un margine di un decimo sul compagno Morbidelli.

La situazione non è molto diversa per Marc Marquez. L’otto volte campione del mondo vuole tornare a vincere ma si sta scontrando con una moto che forse è la peggiore dello schieramento. Sotto certi aspetti Marc è soddisfatto del lavoro svolto da ingegneri e tecnici di Tokio, ma il gap coi rivali è troppo anche per lui al termine dei test di Valencia. “Non posso dire di essere deluso, perché la Honda sta lavorando molto per i test di febbraio, ci sta provando e già qui ha portato una nuova moto. Ma abbiamo bisogno di qualcosa di più se vogliamo lottare per il campionato. Con quello che abbiamo ricevuto qui, non lotteremo per il campionato.”

Al momento Marc è deluso, ma cerca di restare ottimista riponendo piena fiducia in HRC. La RC 213V soffre di coperta corta: la sistemi in un’area e si scompensa in altre. Grazie alla nuova versione il feeling con l’anteriore è migliorato, perdendo però in stabilità. “Miglioriamo in un’area e perdiamo in un’altra, è sempre un compromesso. Siamo sempre lì con lo stesso carattere, più o meno gli stessi problemi, miglioriamo una cosa e poi ci sono sempre le stesse caratteristiche. Quindi devono capire come migliorare per febbraio.” Intanto, 13° tempo per Marc al termine dei test di Valencia, a sei decimi e mezzo da Marini e con due decimi di margine sul primi dei compagni, il nuovo arrivato Mir.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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