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MotoGP, Jerez: Vinales è il più veloce nei test. Bene McPhee in Moto3

Maverick Vinales è stato il più veloce nella giornata di test a Jerez, mentre Aleix Espargaro e l’Aprilia confermano quanto di buono fatto vedere nei test invernali. I problemi alla spalla sono solo un ricordo per Marc Marquez, autore di importanti long run e davanti a tutti al mattino. In Moto3 il più veloce è…

15 Luglio 2020
6 min read

Maverick Vinales è stato il più veloce nella giornata di test a Jerez, mentre Aleix Espargaro e l’Aprilia confermano quanto di buono fatto vedere nei test invernali. I problemi alla spalla sono solo un ricordo per Marc Marquez, autore di importanti long run e davanti a tutti al mattino. In Moto3 il più veloce è stato il veterano McPhee.

John McPhee riuscito a mettere tutti in riga nella Classe Moto3. Il britannico del team Petronas ha sfruttato al meglio il più fresco turno mattutino, mettendo la firma su un ottimo 1’46”263 con tre decimi tra lui e tutti gli altri. Secondo tempo conseguito nel pomeriggio per Fernandez in sella alla KTM del team Ajo.  Terzo tempo e prima fila virtuale per Jaume Masia (+0”330) davanti a Tatsuki Suzuki (+0”382). Sono ben 8 le Honda nelle prime dieci posizioni, unica altra infliltrata la Husqvarna del team Max Racing di Fenati, 6° a mezzo secondo da McPhee, dietro a Salac e davanti a Niccolò Antonelli. Oltre a Fernandez, tra i piloti in Top10 sono riusciti a registrare il proprio miglior tempo nel pomeriggio solo Rodrigo e il nostro Foggia, rispettivamente ottavo a nono. Top 10 completata da Tony Arbolino, seguito dai connazionali Rossi, Migno e Vietti.

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Passando alla MotoGP, nella sessione mattutina il più veloce è stato Marc Marquez, capace di bloccare sull’1’37”941 il cronometro. Dopo una intera sessione trascorsa giocandosi la prima piazza con i fratelli Espargaro, Maverick Vinales e Jack Miller, el Cabroncito ha piazzato la zampata nei minuti finali, caratterizzati da una temperatura di oltre 44°C sull’asfalto, e come lui gran parte dei piloti inclusi Rins e Rossi, che hanno chiuso la prima fila virtuale con oltre due decimi e mezzo di ritardo dal #93. Tanto Alex quanto Valentino hanno fatto un notevole balzo in avanti al termine della sessione, infatti erano entrambi ben lontani dalla Top10 a seguito di test approfonditi sull’usura delle nuove Michelin. 


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Quarto tempo per Aleix Espargaro (+0″344), dopo un’intera sessione passata nelle posizioni che contano: la nuova Aprilia RS-GP 20 si è confermata una moto nata bene. Quinto tempo per l’atteso Fabio Qartararo con la M1 2020 ufficiale davanti a Cal Crutchlow con la seconda Honda in classifica, mentre Morbidelli (9°, +0”792) e Vinales (12°, +0”922) si sono accontentati dei rispettivi tempi, senza impegnarsi in un time attack. Nel turno mattutino si sono un po’ nascoste le due Ducati ufficali, con Dovizioso e Petrucci nelle ultime posizioni, mentre entrambe le Pramac hanno chiuso in Top10: settimo tempo per Miller e decimo per Pecco Bagnaia. Anche la KTM ha trovato posto in Top10, con l’8° tempo di Miguel Oliveira.

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Il secondo turno della MotoGP è stato complicato. Nelle prime fasi la pista era notevolmente più lenta e dopo circa venti minuti, mentre si verificava un problema elettrico alle strutture, è stata esposta la bandiera rossa. La sessione è stata bloccata per presenza di olio in pista, perso dalla RS-GP20 di Espargarò, che ha causato le cadute dello stesso Espargaro, di Alex Marquez e di Danilo Petrucci. Nessun problema per il pilota del team Gresini e per il rookie del team Repsol Honda, mentre per il ternano è stato necessario un controllo nel centro medico: sono stati rilevati una contrattura alla spalla e un lieve trauma cranico. Nulla di troppo grave, Petrucci è stato dichiarato comunque idoneo a gareggiare domenica.

Fra i problemi in pista ed il black out alla struttura, il turno è stato bloccato per tre quarti d’ora. Una volta ripresa l’attività in pista, Marc Marquez si è portato in testa iniziando un paio di long run con una Hard davanti ed una Soft al posteriore. Giro dopo giro il Campione di Cervera si è mantenuto sul passo compreso tra il 38″5 ed il 39″0, finché al 21° passaggio con quel treno di gomme Marquez ha siglato il proprio miglior tempo del pomeriggio, in 1’38”021, rafforzando momentaneamente la propria prima posizione con sette decimi di vantaggio su Aleix Espargaro. L’alfiere del team Gresini non ha perso tempo e in sella alla rimanente RS-GP 20 si è portato subito alle calcagna di Marquez, mantenendo la secondo posizione fino a 15 minuti dal termine, quando è iniziato il momento dei time attack con gomma nuova in cui si sono prodigati i soli Quartararo, Vinales, Rins, Mir, Bagnaia e Zarco.

A dare l’iniziale scossone alla classifica è stato Fabio Quartararo, primo a sfondare il muro dei 38″ anche nel turno pomeridiano, migliorando anche il riferimento mattutino di Marquez prendendosi pure la testa della classifica combinata. Il primato del francese è durato poco e alla fine si è dovuto arrendere a Maverick Vinales, che con la Yamaha ufficiale del team factory ha fermato il il cronometro sul tempo di 1’37”793, siglando il miglior tempo di giornata. Terzo sia nel turno pomeridiano che nella classifica combinata, Marc Marquez può dire di aver superato i problemi alla spalla. Completano la Top5 pomeridiana le due Suzuki, con Rins quarto anche nella combinata in virtù del tempo firmato nel turno precedente. Risulta settimo nella combinata Joan Mir, che non è riuscito a scavalcare Rossi (5°) ed Aleix Espargaro (6°). Solo 16° tempo di sessione per il Dottore mentre Aleix ha chiuso ottavo: mentre il secondo ha comunque fatto un tentativo con poca benzina al termine di un long run, il #46 ha trascorso il pomeriggio raccogliendo dati.

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Sesto tempo nella seconda sessione per Pecco Bagnaia, davanti a Johan Zarco, mentre Pol Espargaro segue il fratello col nono tempo. Chiude la Top10 Franco Morbidelli. Undicesimo Miller davanti a Dovizioso. Questa giornata è stata molto importante per il pilota di Forlì dopo l’infortunio alla spalla, nonostante un certo affaticamento si può dire abbia superato positivamente la prova fisica.

Davvero poche le novità tecniche portate dalle squadre qui a Jerez. Da segnalare ci sono un nuovo scarico superiore le la Desmosedici GP20 ed il sistema hole shot per le partenze della Honda. Inoltre la Casa dell’Ala, come Yamaha, ha svolto delle prove con un nuovo sistema di variazione dinamica dell’assetto, simile a quanto introdotto da Ducati al termine della stagione 2019. Nel caso della casa di Iwata, il sistema è collegato al dispositivo hole shot.

Nel turno mattutino della Moto2 il più veloce è stato Thomas Luthi, tornato in testa a 10 minuti dal termine siglando il definitivo 1’42”422, mentre la Kalex si è piazzata nelle prime otto posizioni. La zampata finale di Luca Marini non è bastata, il portacolori del team SKY Racing VR46 si è dovuto accontentare della seconda piazza per soli 80 millesimi. Terzo tempo per Sam Lowes (+0”175), a lungo in testa davanti ad Enea Bastianini (4°, +0”215). Il vincitore della prima gara stagionale, Nagashima, ha concluso in Top5 con un vantaggio minimo su Martin cui sono seguiti Vierge, Fernandez e Di Giannantonio, che su Speed Up è stato l’ultimo pilota sotto il mezzo secondo di distacco dalla vetta. Dietro al pilota romano si sono piazzati altri tre connazionali: Bezzecchi, a completare la Top10, Manzi con la MV Agusta e Baldassarri. 24° tempo per Bulega, davanti al Campione Moto3 in carica Dalla Porta. 

In meno di un secondo sono stati racchiusi i primi 19 piloti a conclusione della prima sessione della Moto2.
Nella seconda sessione, iniziata attorno alle 16.30, il più rapido è stato Jorge Martin in sella alla Kalex del team Red Bull KTM Ajo: il suo ottimo 1’42”346 gli ha permesso di scalare anche la classifica combinata, chiudendo davanti a tutti questa giornata di test. Dietro allo spagnolo hanno trovato posto Bezzecchi e Marini, entrambi a poco più di un decimo. I due connazionali non sono però riusciti ad abbassare il riferimento mattutino di Thomas Luthi, che così mantiene la seconda posizione nella combinata nonostante sia solo 13° nel secondo turno.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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