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La MotoGP fa tappa a Sepang: info, orari e record del Gran Premio della Malesia

Quarto ed ultimo appuntamento della trasferta orientale, il Gran Premio Motociclistico della Malesia sarà il penultimo prima del gran finale di Valencia. Bagnaia può laurearsi Campione del Mondo classe Moto2 con una gara di anticipo: con 36 punti di vantaggio su Oliveira, a Pecco basta un terzo posto anche in caso di vittoria del portoghese. In Moto3…

1 Novembre 2018
5 min read

Quarto ed ultimo appuntamento della trasferta orientale, il Gran Premio Motociclistico della Malesia sarà il penultimo prima del gran finale di Valencia. Bagnaia può laurearsi Campione del Mondo classe Moto2 con una gara di anticipo: con 36 punti di vantaggio su Oliveira, a Pecco basta un terzo posto anche in caso di vittoria del portoghese. In Moto3 Jorge Martin vanta 12 punti su Bezzecchi, sfortunatissimo in Australia. Per le duemmezzo è un finale ancora tutto ancora da scrivere.
Potremo goderci una tappa sicuramente ricca di spettacolo, magari facendo colazione visto l’orario.

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Per la MotoGP resta da assegnare il titolo costruttori, anche se ormai è cosa fatta. Ad Honda basta un quinto posto con qualsiasi pilota, indipendentemente dal risultato delle Ducati. In pista ci sarà anche Jorge Lorenzo, anche se dovrà passare attraverso il controllo medico in circuito. Jorge ha dichiarato che dovrà “aspettare di salire in moto per capire come risponderà il polso e se avrò ancora molto dolore quando guido. Non sono stato in grado di allenarmi per diversi giorni e il circuito di Sepang è molto impegnativo, quindi questo non è sicuramente lo scenario migliore per tornare in pista.” Alvaro Bautista lascia così la GP18 al legittimo proprietario, nonostante la bella prestazione nella gara di domenica scorsa.

In Malesia si corre dal 1991, ma il Sepang International Circuit ospita il Gran Premio solamente dal 1999. Situato vicino a Kuala Lumpur, è stato disegnato da Hermann Tilke e vanta ormai un certo rado di storicità nel Motomondiale. Tra le piste realizzate dall’architetto tedesco, questa è una delle prime e la più apprezzata dalle due ruote. Nel 2016 vi fu un’importante riasfaltatura con modifica all’ultima curvanon nel disegno ma nel banking: il manto è stato inclinato verso la via di fuga, così da renderla più lenta e tecnica.

Sono 5’543 metri caratterizzati da 15 curve, solo 5 a sinistra e ben 10 a destra. Con quattro curve lente seguite da importanti rettilinei e una decina di curve abbastanza rapide, alcune da percorrere in piena accelerazione, il circuito di Sepang favorisce i sorpassi e le elevate velocità. I due rettilinei da 900 metri in successione, entrambi che iniziano e terminano da lenti rampini da prima marcia, favoriscono la potenza bruta dei motori e la stabilità in frenata. Si tratta di uno dei tracciati più lunghi del MotoGP, ed il periodo dell’anno non è dei migliori: caldo intenso ed alti indici di umidità.

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Ma quanto si impega a farci un giro? Se siete Jorge Lorenzo ed avete a disposizione una Desmosedici GP18 non più di 1’58”830. Si tratta di un primato ufficioso, perché siglato nel corso degli scorsi test invernali. Il giro più veloce in qualifica è di Dani Pedrosa in 1’59”053, tempo che risale al 2015 con gomme Bridgestone. Lo scorso anno la Pole fu sembra di Dani, due decimi più lento. Risale al 2015 anche il giro record, un 2’00”606 stampato proprio da Lorenzo al secondo giro del GP. Più recenti i record in gara per le altre classi, entrambi dello scorso anno: 2’12”775 quello della Moto3 ed appartenente ad Adam Norrodin, 2’06”953 il primato per la Moto2 realizzato da Miguel Oliveira.

Le MotoGP qui fanno ricorso all’impianto frenante 11 volte a giro, per un totale di 35 secondi, con una decelerazione media di 1,07 g per la presenza di sei frenate leggere, dove si frena quando già si sta inserendo la moto. Ad ogni giro i piloti della Top class esercitano quasi 50 kg di carico sulla leva del freno anteriore, per un totale di oltre 950kg nel corso della gara. Delle 11 frenate del circuito solo 2 sono considerate altamente impegnative per i freni ma nel’insieme, complici le complesse condizioni climatiche, la pista malese risulta la più difficile per chi produce impianti frenanti.

La curva più impegnativa è la Pangkor Laut (curva 1): le MotoGP vi arrivano a oltre 325 km/h e dopo 5 secondi di frenata entrano in curva a meno di 75 km/h, percorrendo 260 metri. Ai piloti è richiesto uno sforzo fisico non indifferente: 1,5 g di decelerazione e 6,8 kg di carico sulla leva del freno mentre il liquido freno raggiunge gli 11,7 bar di pressione. Difficile anche la frenata per la curva 15, l’ultima, a cui si arriva dopo il Penang Straight: le MotoGP passano da 310 a 70 km/h in 5,5 secondi, con un carico sulla leva del freno di 6,1 kg. Lo spazio di frenata è invece di 270 metri mentre la decelerazione tocca nuovamente 1,5 g. 

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Altre tre curve si attestano sui 190 metri di spazio di frenata: la curva 4 con 194 metri, la curva 9 con 191 metri e la curva 14 con 189 metri. In quest’ultima le moto arrivano a “solo” 182 km/h per un delta di velocità inferiore ai 100 km/h.
Curioso come le moto con freni Brembo abbiano vinto tutte e 25 le edizioni del GP di Malesia della classe regina finora disputate, incluse quelle ospitate a Shal Alam e Johor.

Il Round malese è spesso imprevedibile e di difficile interpretazione. Da temperature estremamente elevate si passa spesso a piogge torrenziali e repentine, che slavano la pista dalla strato di gomma. Il tutto con un tasso di umidità costantemente elevato. Si tratta quindi di un tracciato molto duro, con i team che potrebbero trovarsi il giorno della corsa con un asfalto completamente senza gommatura ed a 50°C. Per raggiungere l’obiettivo della massima resa, sia in termine di prestazione che di durata, Michelin ha portato qui degli pneumatici con mescole più dure del solito. Suddivise nelle tre classiche mescole Soft, Medium e Hard, le gomme hanno specifica asimmetrica al posteriore, con il lato sinistro più soffice. Stesso discorso per le Rain, disponibili però nelle mescole Soft e Medium.

Saranno 20 i giri per la MotoGP (110,9 km), due in meno per la Moto2. 17 giri per un totale di 94,2 km attendono la Moto3. La programmazione riproporrà quanto visto una settimana fa in Australia o ad inizio anno in Argentina, con libere e qualifiche di Moto2 e MotoGP invertite.
Gli orari sono più umani per noi, con la copertura dell’evento integrale ed esclusiva su Sky Sport MotoGP. Qualifiche e gare saranno riproposte in chiaro su TV8 con una differita che rispecchierà l’orario europeo degli eventi: 

venerdì 2 novembre
Ore 2.00: FP1 Moto3
Ore 2.55:FP1 Moto2
Ore 3.55: FP1 MotoGP
Ore 6.10: FP2 Moto3
Ore 7.05: FP2 Moto2
Ore 8.05: FP2 MotoGP

sabato 3 novembre
Ore 2.00: FP3 Moto3
Ore 2.55: FP3 Moto2
Ore 3.55: FP3 MotoGP
Ore 5.35: Qualifiche Moto3
Ore 6.30: Qualifiche Moto2
Ore 7.30: FP4 MotoGP
Ore 8.10: Qualifiche MotoGP

14.00: sintesi delle qualifiche su TV8

domenica 4 novembre
Ore 1.40: Warm Up Moto3, Moto2 e MotoGP
Ore 5.00: Gara Moto3 (differita su TV8 alle 11.00)
Ore 6.20: Gara Moto2 (differita su TV8 alle 12.15)
Ore 8.00: Gara MotoGP (differita su TV8 alle 14.00)

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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