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MotoGP: sono Martin e la pioggia a spiccare nel Day-2 a Sepang

Nella seconda giornata a Sepang, segnata dalla pioggia, il più veloce è stato lo spagnolo di Pramac. Che poi è caduto e si è fatto male

11 Febbraio 2023
4 min read

Nella seconda giornata a Sepang, segnata dalla pioggia, tra i piloti della MotoGP il più veloce è stato lo spagnolo di Pramac. Anche se ha girato poco in seguito ad una caduta.

Non è stata in discesa la seconda giornata di test a Sepang per i piloti della MotoGP. La pioggia ha condizionato i lavori dettando il ritmo ad una giornata importante soprattutto a livello mentale per i piloti che, messe in ordine le novità ieri, oggi avrebbero dovuto iniziare ad affrontare i long run. La pioggia della notte ha fatto trovare la pista bagnata al via e solo quattro piloti -Oliveira, Crutchlow, Bezzecchi e Miller – hanno sfruttato le prime due ore. Poi il sole ha fatto il suo lavoro finché la pioggia non è tornata a tratti dando il via ad un valzer tra asciutto e bagnato che ha convinto alcuni a fare pochissimi giri.

In una condizione di aderenza cosi incostante non sono mancate le cadute, come quella di Martin a quattro ore dal termine, appena firmato il proprio miglior tempo – un 1’58”736 – che lo ha messo davanti a tutti fino al termine della sessione. E la sessione dello spagnolo del team Pramac si è di fatto conclusa lì per via di un’abrasione alla mano che lo ha fatto scendere a più miti consigli. Un solo run pomeridiano per Jorge, giusto per arrivare al conteggio di 17 giri, e poi moto ferma nei box. Cadute anche per Aleix Espargaro, Bezzecchi e il veterano Crutchlow.

Se da un lato molti hanno preferito prendersela comoda, lasciando perdere i rischi, sommando una trentina di giri, altri invece hanno girato con costanza. Tra questi Miguel Oliveira, che sfrutta ogni instante dentro e fuori dalla pista per rafforzare il legame con la nuova mot e il nuovo team. Il portoghese ha messo assieme 52 giri in sella all’Aprilia, versione 2022, del team RNF salendo fino al secondo posto, un decimo appena più lento di Martin. Una cinquantina di giri anche per Luca Marini, settimo alla fine e alle spalle dell’altro, nuovo, alfiere RNF, Raul Fernandez e pure lui passato dalla tosta RC16 alla melliflua RS-GP. Entrambi i piloti di Razali hanno a disposizione tutto il materiale del 2022, per provare a cucirsi al meglio la moto addosso, per esempio Oliveira ha provato anche l’alettone sul codino, e dovrebbero avere materiale nuovo nel corso della stagione.

Vuoi per l’asfalto viscido e verde, vuoi perché il feeling con la KTM inizia a rifiorire, oggi si è visto anche Pol Espargaro, terzo alla fine e sempre sorridente dopo aver lasciato Honda per sposare il progetto GasGas di Mattighofen. Anche lo spagnolo sta lavorando sullo sviluppo della RC16, impiegato su telaio e aerodinamica: proprio sulla sua moto sono comparse due ‘chiocciole soffianti’, remake di quelle Ducati ma applicate sulle pance a scalino riprese da Aprilia.

Scalino comparso anche sulla M1 di Quartararo, alla fine quarto e davanti a Bagnaia. Sebbene non si sia girato molto oggi, le squadre un modo per portare avanti le prove sui nuovi componenti lo han trovato. E magari il viscidume di oggi ha permesso a Ducati di focalizzarsi sul problema evidenziato ieri da Bagnaia, che infatti è stato tra i più attivi con la pioggia.

Nei box Honda può sorridere Rins, ottavo, mentre Marquez, che ieri ha preferito parlare più della sua salute che di quella della moto, è nuovamente 12°. Non è un momento facile per il colosso di Tokio che forse avrà bisogno di tempo per vedere i primi frutti del lavoro di Ken Kawauchi. Un po’ come Ducati, che visse un 2014 di profonda transizione con Dall’Igna che poté solamente correggere alcune tendenze di una GP14 nata sotto la gestione Gobmeier. Da notare comunque che ora Marquez viaggia con una moto dal set up decisamente differente rispetto ai compagni di marca: le sue RC 213 V appaiono decisamente più corte e alte. Proprio com’erano tutte le Honda fino al 2020.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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