Marc Marquez inarrestabile in Thailandia: “Weekend perfetto. Pressione della gomma? Gestita grazie alla mia competitività”
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Marc Marquez inarrestabile in Thailandia: “Weekend perfetto. Pressione della gomma? Gestita grazie alla mia competitività”

Il GP di Thailandia è un dominio firmato Marc Marquez, che vince gestendo un imprevisto calo di pressione della gomma anteriore

2 Marzo 2025
4 min read

Il fine settimana del Gran Premio di Thailandia è stato una tre giorni di ininterrotto dominio firmato Marc Marquez: il neo pilota Ducati ufficiale ha conquistato la vittoria anche nella gara di domenica, arrivata dopo aver gestito alla perfezione l’inaspettato calo di pressione della gomma anteriore

© Ducati

La stagione MotoGP 2025 non poteva cominciare in maniera migliore per Marc Marquez: lo spagnolo è stato protagonista indiscusso del primo appuntamento del mondiale sul Chang International Circuit a Buriram, in Thailandia: sempre davanti nelle prove, pole position, vittoria della Sprint e successo bissato anche la domenica: “Sono molto contento di cominciare la nuova stagione con questa squadra siglando un weekend perfetto apostrofa l’otto volte campione del mondo: Ringrazio Ducati, perché già dal primo test mi hanno fatto sentire uno di loro. Sono felice, veloce e contento di aver fatto il fine settimana più gioioso della mia vita, sempre davanti assieme a mio fratello”.

Il successo di Marquez non è arrivato senza colpi di scena: un improvviso calo di pressione della gomma anteriore ha preoccupato non poco il #93, che con proverbiale scaltrezza ha deciso di lasciarsi volontariamente passare dal fratello Alex, secondo dopo la bandiera a scacchi, in uscita di Curva 3; Marc si è quindi accodato ed è rimasto incollato allo pneumatico posteriore della GP24 del Team Gresini per far rientrare i valori di pressione della gomma davanti, una sofferenza accettata viste le temperature thailandesi proibitive, che però ha pagato: a quattro giri dal termine, spentasi la spia di avvertimento sul dashboard, Marc ha sopravanzato il fratello all’ultima curva per poi involarsi verso la vittoria, che lo porta a raccogliere 37 punti su 37 disponibili. La decisione del pilota ufficiale Ducati è stata calcolata, ma per sua stessa ammissione ha funzionato solamente grazie alla sua superiorità nei confronti dei diretti avversari: “In partenza mi sentivo benissimo, ero pronto per tenere il mio ritmo senza rischi. Poi è comparsa la spia della pressione anteriore sul dashboard ed è rimasta accesa per tre giri: a quel punto ho deciso di lasciar sfilare Alex per mettermi in scia e riportare i valori nel range consentito nel minor tempo possibile. Ho passato tutto quel tempo attaccato a mio fratello per evitare la penalità ed è stato molto difficile: il caldo era ustionante, respirare era diventato un compito arduo; quando ho visto che l’allarme della pressione era rientrato ho infilato Alex all’ultima curva e ripreso vantaggio fino alla bandiera a scacchi. Oggi sono stato fortunato, perché ero talmente competitivo da potermi permettere di gestire anche un imprevisto del genere”.

Le cause dell’evento che ha condizionato la gara di Marquez non sono state ad ora confermate: permangono, quindi, le possibilità che il calo di pressione sia stato causato da un errore umano. L’otto volte campione del mondo afferma che le variabili possono essere molte e che verranno analizzate una ad una per comprendere ed evitare ulteriori imprevedibilità: Avevamo chiaramente previsto che la mia gara sarebbe stata percorsa in testa, anche per la Sprint il team ha preparato la gomma anteriore gonfiandola con gli stessi valori. Non dobbiamo dimenticare, però, che sono in una squadra nuova con una moto nuova, in più quando mi sento così veloce la domenica cambio un po’ lo stile di guida per evitare potenziali rischi inutili e magari forzando meno staccate ed ingressi la pressione delle gomme ha faticato a rimanere costante. Guarderemo i dati e lavoreremo per capirne le cause, così da imparare e farne tesoro per il futuro”.

Dalla salita in sella della GP24 del team Gresini sino ad oggi, il pubblico e gli addetti ai lavori hanno visto Marquez approcciarsi alla guida con uno stile più pulito, in netta controtendenza rispetto agli anni cannibalizzati con la Honda RC213V, sempre di traverso e portata al limite in ogni staccata. Alla domanda di un possibile ritorno di un Marc acrobata ed aggressivo, lo spagnolo fa intendere di aver lavorato duramente nella direzione più congeniale alla Ducati e all’inevitabile età che avanza, con un occhio di riguardo al calvario patito con l’infortunio al braccio rimediato a Jerez 2020: “La pulizia di guida è uno degli aspetti su cui ho più lavorato quest’inverno: non ho più vent’anni, devo gestire le cadute e preservare il fisico, senza eccedere nel dispendio di energie richieste per guidare la moto a livelli competitivi. Prima non era per niente così e capisco che era molto più divertente da vedere, ma già dall’anno scorso ho compreso che dovevo cambiare sotto questi aspetti. Forse mi manca un po’ di aggressività in qualifica, ma piano piano ci arriveremo”. Il lavoro in inverno di Marquez si è concentrato anche sulla percorrenza delle curve destrorse ed in Thailandia ha trovato due ottimi riferimenti per migliorare: “Mi sono preso come riferimento Pecco ed Alex, che qui in Thailandia giravano molto forte: ho guardato i loro video e i loro dati, per capire cosa fanno con il corpo, come gestiscono la frenata; perdo comunque ancora dei decimi, ma rispetto all’anno scorso la differenza è diminuita: devo ancora lavorare per applicare costantemente la tecnica di guida giusta e non farmi sopraffare dall’istinto”.

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Francesco Frati

Classe 1996, appassionato di due ruote e musica: il riassunto perfetto di questi due valori si concretizza nell' eccezionale sigla di Grand Prix. Su Fuori Traiettoria vi racconto il mondiale MotoGP e WorldSBK.

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