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MotoGP 2021: che aria tira in casa Yamaha?

Tante novità portate da Yamaha nei test di Losail, soprattutto aerodinamiche, con l’obiettivo di rendere più omogeneo il rendimento della YZR M1 che useranno Vinales, Quartararo e Rossi. Tangibile il passo avanti in termini di riduzione del drag, come dimostrano velocità massime più elevate del solito per la MotoGP di Iwata. Poco o nulla di nuovo per…

20 Marzo 2021
5 min read

Tante novità portate da Yamaha nei test di Losail, soprattutto aerodinamiche, con l’obiettivo di rendere più omogeneo il rendimento della YZR M1 che useranno Vinales, Quartararo e Rossi. Tangibile il passo avanti in termini di riduzione del drag, come dimostrano velocità massime più elevate del solito per la MotoGP di Iwata. Poco o nulla di nuovo per Morbidelli, la cui Spec-A ricalca ancora la M1 Factory del 2019.

Nel corso delle ultime stagioni le M1 Factory hanno avuto problemi nella gestione dello pneumatico anteriore, con una costante tendenza al surriscaldamento ed al superamento della pressione limite. Le Michelin utilizzate in MotoGP hanno dei range di funzionamento ristretti, soprattutto l’anteriore è maggiormente sensibile alle variazioni di questi valori e Yamaha non è mai riuscita ad adattare davvero la M1, la cui caratteristica intrinseca di spingere tanto sull’anteriore non è facile da mitigare. Al contrario questa caratteristica rendeva questa moto perfetta per le Bridgestone, le cui mescole all’anteriore richiedevano stress davvero elevati per essere innescate.

La M1 nel 2020 si è rivelata tanto veloce quanto incostante, soprattutto quando i piloti della Blu Cru si sono trovati nella mischia. Per rendere più omogeneo il rendimento della propria MotoGP, indipendentemente dalle piste e dai piloti, a Iwata hanno fatto quanto potevano in primis per ridurre lo stress sulla carcassa anteriore. La prima novità provata è stato un telaio evoluzione, che ricalca quote e saldature di quello 2020 per quanto riguarda le piastre del pivot e la parte posteriore delle travi. La novità sta nella parte iniziale delle travi, vicino al cannotto di sterzo, dove è stata ricercata una maggiore flessibilità laterale utile anche a migliorare il ‘turning’ nelle curve più lente. Si può notare come il telaio 2021 sia molto simile al telaio 2019, riutilizzato da Morbidelli sulla cosiddetta Spec-A nel corso del 2020 ed anche in questi test.

Non potendo aumentare la potenza con un evoluzione del motore, i progettisti di Iwata hanno cercato di recuperare velocità di percorrenza così che i piloti possano immettersi nei rettilinei con una velocità iniziale maggiore. Gli aggiornamenti fatti al telaio hanno lasciato leggermente interdetto Vinales, mentre sono piaciuti a Quartararo e Rossi che dovrebbero utilizzare il telaio 2020 Evo nel primo GP stagionale. Per quanto riguarda il Top Gun, è difficile ma possibile che continui col telaio 2020 standard. Nessuna novità ciclistica per Morbidelli, 

Yamaha ha cercato di ridurre lo stress sulle Michelin anteriori anche per mezzo dell’aerodinamica, introducendo un parafango di nuova concezione e dato in uso solo ai tre piloti che gareggeranno con le M1 2021 Factory. Più esteso e meno curvo nella parte anteriore, non va a coprire la parte superiore dello pneumatico migliorando lo smaltimento termico. L’apertura superiore non è una novità assoluta anzi una soluzione del genere era già stata vista nel corso del 2020, sulle KTM del team Factory, ma il design concepito a Iwata è maggiormente indirizzato verso l’efficienza aerodinamica. Infatti questo nuovo parafango integra delle coperture degli steli forcella, soluzione in questo caso ripresa da Ducati, che puliscono i flussi attorno alle forcelle in modo che l’aria arrivi al radiatore in modo più fluido e veloce.

Lavorando sul parafango anteriore, Yamaha ha cercato benefici nella gestione dello pneumatico, nel rendimento del motore e anche nell’efficientamento aerodinamico. Infatti, anche se in minima parte, questo design impatta meno sui flussi d’aria, che mantengono una velocità maggiore riducendo la resistenza all’avanzamento. Il nuovo parafango è un esempio di come Yamaha abbia lavorato su tanti dettagli aerodinamici, per migliorare la velocità massima e l’allungo in quinta e sesta marcia nonostante la potenza massima sia invariata.

Un altro esempio di questo affinamento sono dei nuovi deflettori ai lati del cupolino, posti davanti alle mani dei pioti e concessi anche a Morbidelli, che permettono un’ulteriore riduzione della resistenza all’avanzamento. State testate anche una carenatura rivista nelle pance, con sfoghi dell’aria modificati e due prese NACA al lato del cupolino, e delle nuove cover per i freni a ridotta resistenza all’avanzamento, dotate di quattro fori squadrati all’anteriore per poter regolare il flusso d’aria semplicemente con del nastro americano.

Tra i piloti Yamaha, il più veloce sul giro secco è stato Maverick Vinales, il Top Gun è stato in grado di firmare un ottimo 1’53”244 che gli ha garantito la seconda posizione nella classifica combinata dei test. Vinales è stato autore anche dei long run più interessanti, tra i piloti in sella ad una M1. Nel secondo giorno di test, con la pista ancora relativamente sporca, ha completato due long run consecutivi per comparare le due opzioni di telaio a disposizione: il primo di nove giri su gomme usate con un 1’55”8 di ritmo medio, il secondo sempre su gomme usate lungo 12 giri con un 1’55”4 di ritmo medio.

Nel corso del terzo e quarto giorno, quando la pista si è dimostrata estremamente veloce, Vinales ha eseguito altri due long run ma con gomme nuove, entrambi di otto giri con un 1’54”6 di ritmo medio. Quartararo e Morbidelli sono stati molto vicini ai tempi dello spagnolo, pur non avendo mai fatto run più lunghi di cinque giri, come anche Valentino Rossi a cui è solo mancato il guizzo del time attack per portarsi a ridosso dei compari nella classifica generale.


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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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