Orgoglio Yamaha: per Viñales “Mai così bene”. Rossi:”Meglio che a febbraio, ottime sensazioni in sella!”
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Orgoglio Yamaha: per Viñales “Mai così bene”. Rossi:”Meglio che a febbraio, ottime sensazioni in sella!”

Cauto ottimismo in casa Yamaha, la buona prestazione di Vinales condita dalla voglia di fare bene di Valentino Rossi. Qui (link) come sono andate FP1 e FP2. Qui (link) le dichiarazioni del leader Aleix Espargaro, dal grande orgoglio noalino Buon inizio di week end per Maverick Viñales, solo due decimi lo separano da Marquez,  con un…

20 Ottobre 2017
3 min read

Cauto ottimismo in casa Yamaha, la buona prestazione di Vinales condita dalla voglia di fare bene di Valentino Rossi.

Qui (link) come sono andate FP1 e FP2.
Qui (link) le dichiarazioni del leader Aleix Espargaro, dal grande orgoglio noalino

Buon inizio di week end per Maverick Viñales, solo due decimi lo separano da Marquez,  con un passo quasi identico: “Nei test riuscivo a girare sull’1’28” alto, 1’29” basso (con temperature più basse sono peggiorati tutti ndr) adesso ho lo stesso ritmo di Marc e sono vicino a lui. Anche Aleix e Dovi non sono distanti, la lotta è molto aperta.” Il Top Gun prova ad analizzare la situazione, confrontandola coi test di febbraio: “Se dovessi fare un confronto con quelle prove le sensazioni sono diverse per quanto riguarda gli pneumatici: con la carcassa più rigida serve infatti maggiore aderenza con l’anteriore. Dovremo quindi lavorare sull’elettronica (se il posteriore spinge troppo toglie aderenza all’anteriore ndr) ma siamo sulla giusta strada. Questa è una pista dove mi sono sempre trovato bene– ha aggiunto – anche se rimane da compiere in passo avanti nell’ultimo settore.”

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Per il #25 le sensazioni sono positive: “E’ senza dubbio il miglior inizio di questa stagione. Durante questa giornata sono sì emersi alcuni piccoli problemi, però sappiamo come muoverci e lavorando li risolveremo. Sono comunque molto felice per la prestazione.” Anche se non è mancata una caduta:

Purtroppo ho spinto più del dovuto con gomma non ancora in temperatura – ha ricordato -volevo seguire Lorenzo, ma sono finito a terra. Fortunatamente non mi sono fatto nulla.”

Per Valentino, il suo potenziale “è migliore della mia posizione”. Solo 12°, più lento di mezzo secondo sul giro secco e di quasi un secondo sul passo rispetto al compagno. Con la quasi totalità del distacco accusata nell’ultimo settore. Fuori dalla Top10 quindi, con il rischio pioggia di domani che potrebbe spingerlo in Q1. “La mia posizione non è fantastica, ma non sono lontano dai migliori, solo 7 decimi dal primo. Purtroppo -ammette il dottore- quando ho montato la gomma morbida per fare il tempo ho anche provato una modifica sulla moto che non mi è piaciuta, sarei potuto essere veloce. Se sistemeremo alcune cose potrò migliorare –continua ottimista-. Non ho ancora il bilanciamento che voglio e devo migliorare l’anteriore in modo da essere più rapido nelle curve veloci. Inoltre oggi ho lavorato sulla gomma media, ma sembra che la morbida abbia un grande potenziale e possa essere un’opzione per la gara”

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Non mancano uno sguardo al passato ed uno al futuro:

“Quello di febbraio era stato uno dei test peggiori di tutta la mia carriera in Yamaha. È stato frustrante ed ero stato molto lento, invece anche se la situazione non è stata fantastica oggi ho provato delle belle sensazioni in sella.” I problemi non sono però risolti.

Si lavora per il 2018, cercando una continuità con il modello attuale, che ha molto potenziale inespresso. Per Rossi si dovrà lavorare su due fronti, ciclistica ed elettronica: L’origine del problema non credo sia il motore, che ha punti deboli ma anche di forza e una configurazione che usiamo da tempo. Semmai credo che dovremo concentrarci sull’elettronica, in quell’area siamo indietro rispetto a Ducati e Honda. Soprattutto in accelerazione, loro fanno meno fatica a uscire dalle curve. E ritrovare equilibro tra anteriore e posteriore.

Qui (link) come sono andate FP1 e FP2.
Qui (link) le dichiarazioni del leader Aleix Espargaro, dal grande orgoglio noalino

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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