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Se per Rossi la Ducati “è la migliore”, Marquez ammette di non aver cercato il limite

Tra il record di Lorenzo e le proprie sensazioni in sella, Marc Marquez e Valentino Rossi dicono la loro dopo i test di Sepang Nei pensieri di Marc c’è soprattutto la nuova carenatura, essa pone “diversi dubbi e qualche punto di domanda ai quali rispondere. Andremo a provarla su altre piste -preannuncia il #93- la nuova carena è…

31 Gennaio 2018
3 min read

Tra il record di Lorenzo e le proprie sensazioni in sella, Marc Marquez e Valentino Rossi dicono la loro dopo i test di Sepang

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Nei pensieri di Marc c’è soprattutto la nuova carenatura, essa pone “diversi dubbi e qualche punto di domanda ai quali rispondere. Andremo a provarla su altre piste -preannuncia il #93- la nuova carena è abbastanza estrema, al limite del regolamento tecnico, e non abbiamo ancora molto tempo per decidere come omologarla. Utilizzarla o meno cambia molto in termini di setup”
A proposito del nuovo motore, Marc si è detto positivo, anche se “non è ancora al 100% del suo potenziale, però io, Dani e Cal stiamo lavorando in tre differenti vie per svilupparlo e capire più cose possibili. Qui a Sepang l’erogazione della potenza si è rivelata ancora troppo brusca ed aggressiva, abbiamo provato e lavoreremo ancora per avere una potenza che sia più regolare possibile: l’obiettivo è che i cavalli arrivino in maniera dolce e progressiva.” Se tre piloti così diversi per stile di guida troveranno una via d’intesa, potrebbe rivelarsi tutto in discesa per Honda.

Ed oltretutto già ora la moto sembra estremamente competitiva. “Non abbiamo cercato la prestazione assoluta -ha ammesso- preferendo invece provare tante novità sulla RC 213V. Ho fatto un long run con la temperatura giornaliera più alta, ed il mio ritmo era buono” decisamente buono, visto che il#93 in grado di rifilare mezzo secondo sul passo a tutti.
A proposito del giro record di Lorenzo, Marquez ritiene che “ciò che conta è porre le giuste basi in vista del primo Gran Premio in Qatar e delle restanti gare in calendario. La cosa più importante di tutte è il passo gara che si riesce ad esprimere.” Per Marc insomma i record nei test sono solo proclami, inutili al fine della vittoria del titolo.

Il Campione del Mondo fa poi una digressione personale, in cui spiega come sia cambiato il suo approccio ai test, dopo il 2015. “Prima guardavo sempre il monitor dei cronologici e tentavo l’attacco in ogni situazioneammette Marc– poi, negli anni, ho modificato la mia strategia, dedicando più tempo alla ricerca dell’assetto ideale, percorrendo molti long run. Prima rischiavo di più. Sono cambiato, ora rischio solo quando mi sento pronto per farloOvviamente, tutti voi guardate il mio tempo di oggi (ieri ndr) ma io vi dico che non abbiamo cercato la prestazione assoluta, non ci interessava. Sono contento di come è iniziata la stagione di test, ora andremo in Thailandia per vedere a che punto siamo.”

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Per Rossi la giornata di ieri è stata una delusione, cronometro alla mano: “Mi aspettavo di migliorare il mio tempo, invece non ci sono riuscito. Non sappiamo con esattezza cosa sia successo ma non è la prima volta che ci capita. Nei test di novembre a Valencia per esempio, senza cambiare nulla da un giorno all’altro era cambiato tutto.” Il campione di Tavullia confessa di non essere preoccupato, ma di voler capire perché a volte succedano certe cose: “Non possono essere due gradi di in più a cambiare tutto.” Nonostante ciò, con la M1 2018 il feeling è molto positivo “La nuova moto continua a piacermi, oggi non mi sono migliorato nella prestazione assoluta ma il passo non è cambiato, e con le gomme usurate non soffriamo.”

Secondo il Dottore, la Ducati GP18 “è la moto migliore, Jorge ha fatto un grande lavoro e sarà sicuramente competitivo grazie a lei. Però vedo soprattutto una situazione molto equilibrata sul passo gara, i primi 7, 8 piloti hanno un ritmo simile. Se la gara fosse domani, al comando ci sarebbe un gruppone in stile Moto3, ma la cosa più importante è che ci saremmo anche noi a lottare”.
Per quanto riguarda la condizione fisica, Vale sente il peso deglin anni: A venticinque anni è forse più facile recuperare. Sicuramente devo allenarmi bene, ma in questo sport credo che conti un può di più la testa che in altri. Certamente non sono più giovane ma è da sei o sette anni che sento che la mia condizione fisica resta costantemente allo stesso livello.”

Il #46 ha parlato anche del futuro: “Ho parlato con Lin (Jarvis ndr) la scorsa settimana e mi ha detto che Maverick aveva chiuso l’accordo. Ci sono state volte che ho firmato prima del mio compagno di scuderia, altre dopo; ma voglio aspettare e vedere quello che succede. Mi sento abbastanza pronto per chiudere l’accordo ma non so quando, ad ogni modo ho fiducia e siamo ottimisti.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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