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Saroléa ManX7: coppia da V8 e peso da ‘millona’ direttamente dal TT

La Sarolea ha svelato la versione Street legal della SP7, con cui corre il Tourist Trophy nella categoria TT Zero. Una moto elettrica che fa stropicciare gli occhi: linea retrofuturistica, telaio monoscocca in fibra di carbonio e coppia mostruosa, con peso ed autonomia al livello delle attuali sportive da 1000cc.   Saroléa è un marchio storico del…

18 Luglio 2018
3 min read

La Sarolea ha svelato la versione Street legal della SP7, con cui corre il Tourist Trophy nella categoria TT Zero. Una moto elettrica che fa stropicciare gli occhi: linea retrofuturistica, telaio monoscocca in fibra di carbonio e coppia mostruosa, con peso ed autonomia al livello delle attuali sportive da 1000cc.

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Saroléa è un marchio storico del motociclismo, un’azienda belga nata nel 1850 per produrre armi ma che nel 1892 iniziò a realizzare motociclette. Fu una delle prime case motociclistiche al mondo, era l’epoca dei pionieri della velocità su due ruote. Cessò di esistere nel 1963, dopo un breve periodo di crisi.
Quattro anni fa, era il 2014, venne riportata in vita
, per realizzare una superbike elettrica dalla linea retrò, che fosse la più performante motocicletta elettrica al mondo. Nacque la SP7 da 174 cv e 570 Nm per 190 kg, da far gareggiare nel TT Zero che si corre a Man. Da questa motocicletta e dai sui stagionali miglioramenti, deriva la ManX7.

Il motore è un brushless trifase, raffreddato ad aria, collegato direttamente alla ruota posteriore tramite una catena. La coppia mostruosa di questa power unit ha reso inutile la presenza di un cambio: si parla di 450 Nm erogati già a zero giri. La potenza sviluppata è pari a 163cv (120Kw) garantendo un’accelerazione 0-100km/h in 2,8 secondi, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 240 km/h. Di serie ha un set di batterie da 14 kWh per un autonomia di 230 km, estendibili fino a 330 km con il set di batterie da 22 kWh. Disponibile pure un set intermedio, da 18 kWh per 280 km. Le batterie sono agli ioni di litio, e si ricaricano dell’80% in 20 minuti attraverso un sistema Quick Change a corrente diretta.

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A tenere unita la ManX7 ci pensa un telaio monoscocca in fibra di carbonio lavorato a mano, stesso materiale usato per forcellone e carenatura. Una soluzione tecnica molto sofisticata, che non pochi grattacapi diede a Ducati ma che Saroléa è riuscita a sviluppare in maniera più incisiva. Il resto della componentistica e della minuteria è realizzato in titanio o alluminio, in collaborazione con le aziende Pro-Bolt, Rizoma ed OZ. Tutti questi materiali pregiati hanno limitato il peso a 217 kg, equamente distribuiti tra anteriore e posteriore, e sostanzialmente alla pari delle attuali Superbike termiche col pieno di benzina.
Ohlins le sospensioni, una forcella FGRT-200 all’anteriore ed un mono TTX36 al posteriore.

La linea e l’aspetto sono un rivisitazione in chiave avanguardista degli anni ’70, evoluzione di quella della SP7 da corsa, in uno sviluppo parallelo a quello fatto da Honda per le nuove CB125, 300 e 1000 seguendo i canoni del NeoSportsCafé. Un retro-futurismo fatto di perfetta fusione tra angoli e curve che rende estremamente piacevole agli occhi questa moto. Troppo spesso le linee di auto e moto elettriche propongono design controversi, quasi da cartoni animati. un errore che Saroléa non ha compiuto.

La Sarolea Motorcycles ManX7 sarà realizzata in soli 20 esemplari per questo 2018, e viene proposta ad un prezzo a partire da € 43’000 per la versione 14kWh, che diventano € 49’000 per la più autonoma versione da 22kWh. Nel mezzo la versione da 18 kWh a € 46’000.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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