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Bautista dopo Gara-2: “Non sono felice. In moto non mi sento come vorrei”

Misano amara per Bautista, che fatica a essere felice per il gran terzo posto in Gara-2, ottenuto partendo dall’11^ posizione

16 Giugno 2024
3 min read

Misano amara per Bautista, che fatica a essere felice per il gran terzo posto in Gara-2, ottenuto partendo dall’11^ posizione. Il #1 non riconosce più la sua V4 R, trovando sempre difficoltà in frenata e inserimento dopo i 6 kg che gli hanno rifilato FIM e Dorna. Alvaro però si dice sempre pronto a lavorare sodo per tornare al top, spiegando di essere concentrato solo su questo e non al futuro.

© FuoriTraiettoria

Oggi in Gara-2 Bautista ha replicato la terza posizione di ieri in Gara-1, nonostante partisse 11° per via della caduta in Superpole Race. Nonostante la rimonta questo risultato non dà troppo piacere al #1. “Oggi è stata dura, come ieri infine. In sella alla moto non mi sento come vorrei, mi manca un po’ di confidenza” ha detto Bautista in sala stampa. “In questo week end abbiamo fatto più cambiamenti del normale sulla moto, penso che abbiamo fatto più cambiamenti in questi giorni che rispetto a tutta la passata stagione, ma finché non troveremo qualcosa che mi permetterà di avere la confidenza per guidare nuovamente come voglio sarà difficile” ha poi ammesso.

Bautista ha trovato nella caduta di stamattina l’esempio perfetto di cosa significhi guidare un amot che non si riconosce più: “La caduta nella SPR è figlia proprio di questa condizione, ho anche provato ma non sono riuscito a evitare la scivolata d’anteriore. Quando non hai la moto a posto sono cose che succedono. Purtroppo questo mi ha messo nelle retrovie in griglia, per la gara di oggi“. Inoltre, secondo Alvaro, il podio in Gara-2 è il massimo risultato a cui poteva ambire: “Penso che anche partendo in prima fila non sarei andato oltre il terzo posto che ho comuqnue raggiunto“. E in questa situazione, Alvaro non riesce proprio a trovare il bicchiere mezzo pieno: “Non sono felice, perché non siamo al nostro meglio, oggi di più non potevo fare. Ora dobbiamo capire la situazione e provare a trovare qualcosa che ci permetta di essere più performanti. Il nostro livello è più basso dello scorso anno mentre quello dei rivali è più alto, la situazione è cambiata.”

Mentre Bautista si trova in queste difficoltà, Razgatlioglu vola in sella alla sua nuova BMW. Ma per il #1 al momento bisogna “restare concentrati su noi stessi, capire bene la moto ed estrarre il massimo del nostro potenziale. Faccio tanta fatica a frenare la moto e inserirmi in curva, dobbiamo risolvere questo problema, perché di conseguenza fatico anche in uscita dalle curve. Solo allora, arrivati al nostro meglio, potremo pensare ai rivali. Per ora, sinceramente, non sento di dover capire dove Toprak e BMW siano migliori di noi.”

Chiaramente a rendere la vita difficile a Bautista in questo 2024 sono i 6 kg con FIM e Dorna lo hanno appesantito, per rallentarlo come fecero con Rea qualche anno fa. Alcuni pensano che, vista la velocità di Razgatlioglu al di là dei risultati delle altre BMW, questa regolamentazione vada rivista. “Ma io non sono la FIM, non faccio le regole” dice Bautista. “Io devo solo fare del mio meglio con quello che ho. Non posso aspettare che fermino gli altri, devo migliorare io. Per me non è giusto che se io sono lento debbano rallentare gli altri. Noi abbiamo molti problemi, li risolveremo. A livello mentale, in questa situazione, mi fa bene pensare che sia un handicap per me ma una regola per bilanciare il campionatodice Alvaro, provando a nascondere una certa amarezza. Intanto Bautista si ritorva terzo in classifica iridata dopo questo Round emiliano-romagnolo del World SBK, a 24 punti da Razgatlioglu.

Bautista ha anche parlato di futuro, spiegando che nelle prossime settimane inizierà a pensarci. Ma intanto la sua priorità è capire come ritrovare la confidenza che aveva con la Panigale V4 R l’anno scorso. “Per il momento Ducati né Aruba mi hanno chiesto cosa voglio fare in futuro, forse ne parleremo a Donington perché per il momento resto concentrato sulla pista, per ritrovare confidenza con la moto” ha detto Bautista. “Molti piloti aspettano di sapere il mio futuro, mi dispiace per loro ma per il momento sono qui. Sento di essere nel miglior team che ci sia, non solo a livello di performance ma anche per le persone che lo compongono. Sono davvero felice di dove mi trovo, quindi posso pensare al futuro con calma.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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