È un Andrea Iannone decisamente insoddisfatto al termine della Gara-1 dell’Italian Round a Cremona. Il #29 ha spiegato che quarto posto gli sta stretto e raccontato le difficoltà riscontrate in sella, con una moto che non voleva saperne di fare quello che voleva lui. Il pilota di Vasto ha anche indirettamente ammesso che ormai gareggiare per un team indipendente, Go Eleven, con ambizioni limitate, inizia a starli stretto.
Dopo una Gara 1 chiusa rocciosamente in quarta posizione, è un Andrea Iannone scalfito nel fisico, dall’allergia stagionale, e nel morale a parlare con i giornalisti a Cremona. “Scusate, ho l’allergia e mi sono dimenticato l’antistaminico” ha esordito l’italiano del team Go Eleven al termine di Gara 1 dell’Italian Round, chiusa in quarta posizione risultando non solo il primo degli indipendenti, ma anche il primo degli ‘altri’. A segnare la giornata odierna sono state in particolare le elevate temperature, a detta di The Maniac: “Oggi è stato caldissimo, sempre, e fare quello che dovevamo non è stato semplice ma faccio quello che più mi piace ed appassiona quindi ce l’ho messa tutta per lottare.”

Il #29 nativo di Vasto ha occupato la quarta posizione per quasi tutta la gara, in sella alla capitanando un trenino di quasi una dozzina di piloti. Una situazione che ha fatto sembrare Iannone quasi un ‘tappo’, anche se forse è stata la sua guida pulita a dare questo effetto visivo. “Sapevo di avere tanti piloti alle mie spalle ma quello davanti ero io. La gente più veloce ti arriva davanti e gli altri dietro, è sempre così” ha detto Iannone. Che però ambiva a un risultato migliore: “Purtroppo non sono riuscito a chiudere il gap coi tre che mi sono arrivati davanti perché sin dai primi giri sono stato al limite con lo pneumatico anteriore. L’ho sfruttato tantissimo soprattutto nelle curve a sinistra.”
Iannone ha così spiegato i probelmi che lo hanno limitato in questa Gara 1 a Cremona: “Ho fatto tanta fatica in generale nelle curve, mi mancava velocità di percorrenza rispetto ai piloti davanti. Sin dall’inizio ho provato a riprendere Alvaro, ma la gomma anteriore era già al limite. Ho provato ad aspettare, ma giro dopo giro la gomma anteriore mi dava sempre meno grip quindi mi sono ritrovato a mantenere il mio passo senza poter spingere di più. Se avessi spinto di più avrei fatto la fine di Lecuona, che mi ha passato e poco dopo è caduto.”
L’abruzzese ha quindi spiegato di non sapere che modifiche provare a chiedere per le due gare di domani, risultando profondamente per alcune dinamiche all’interno del proprio Box: “Per domani non saprei cosa fare per migliorare. Sono sincero: è davvero difficile la situazione nel nostro box, stiamo faticando molto“. Iannoen ha così iniziato a spiegare che qualcosa all’interno del team Go Eleven non sta funzionando e il problema potrebbe essere la mancanza di una comunione d’intenti tra pilota e team: “Rispetto a ieri abbiamo fatto un gran passo avanti perché abbiamo copiato il set up di Alvaro, dal punto di vista elettronico, a partire dalle Qualifiche perché l’ho voluto io. Solo così sono migliorato di mezzo secondo, immediatamente, ma questo non è il mio mestiere. Io faccio sempre del mio meglio ma così… mi serve maggior supporto. Certamente tutti si stanno impegnando al 100%, ma o sei capace o…non so.”
“Se c’è una cosa positiva oggi rispetto a ieri? Beh, può essere anche tutto positivo, dipende da cosa ambisci nella vita” ha proseguito Iannone. “Da team privato arrivi primo degli indipendenti, che è un campionato che fanno questi team, e va bene ma io vorrei fare un altro campionato. Io corro per fare altro. Chiaramente sono contento per questo quarto posto, ma non ambisco al quarto posto. Vedo i dati, vedo cosa posso fare e cosa mi manca e così mi faccio un’idea. E un pilota in moto vede anche chi gli sta davanti e capisce se è capace o meno.”
Iannone ha quindi continuato in quello che è stato un vero e proprio sfogo personale, non tanto contro la squadra per cui corre, team Go Eleven, quanto per le differenti ambizioni delle due parti: “Il motociclismo è uno sport complesso, il livello è molto alto e bisogna avere un metodo come nella vita: sempre, ti poni un obiettivo e cresci passo dopo passo per arrivarci. Al momento noi abbiamo fatto dei passetti indietro rispetto all’anno scorso, e questo non dipende solo da me perché è un lavoro di squadra. Mi dicono che devo essere contento, loro nel garage sono contenti ma io non sono contento.”
Pungolato su cosa rivedrebbe, Iannone ha ricondotto tutto alle sensazioni: “Il metodo di lavoro fa tanto, ma c’è anche il feeling che conta. Nella telemetria ci sono tante linee ma la linea del feeling non c’è. Come quando conosci una persona e a pelle riesci subito ad avere un rapporto immediato mentre con un’altra stenti e fai fatica. Se tu quando sali su una moto le devi dare sempre del lei, fai fatica. Io qui ho fatto fatica anche se sono uno che si adatta a tutto. Qui magari tutti hanno faticato con l’anteriore ma io proprio non riesco a fermare la moto. Sono un pilota che fa tanta percorrenza ma non riesco a fare niente di quello che vorrei e dovrei. Però siamo arrivati quarti: contenta la squadra, contento anche io. Ho fatto contento qualcuno.”
