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SBK | Lecuona: “L’aderenza con le SCQ è pazzesca! E la 8 Ore di Suzuka…”

Iker ci ha raccontato com’è stato passare da una MotoGP a una SBK, spiegandoci come mai con le Pirelli è migliorato molto. E su Suzuka…

10 Giugno 2022
5 min read

Nel paddock di Misano, in occasione del quarto round stagionale del World SBK, abbiamo avuto la possibilità di trascorrere del tempo con Iker Lecuona. Lo spagnolo, ora in sella alla Honda del team HRC SBK dopo due stagioni positive con KTM nel Motomondiale, ci ha raccontato le differenze tra una MotoGP e una Superbike, di come sia migliore per lui l’anteriore di Pirelli e di quanto si senta migliorato come pilota e persona. Iker ci ha anche detto che spera di correre la 8 Ore di Suzuka, dopo i test fatti qualche giorno fa col compagno Vierge.

© Honda HRC

Fuoritraiettoria – In questo primo anno nel World Superbike, hai la fortuna di gareggiare in molte piste che già conosci. Tra le quali anche questa di Misano. Ti piace?
Iker Lecuona #7 – Questo è un circuito che normalmente mi piace, dove riesco ad essere veloce ma devo vedere come mi ci troverò con questa moto. Preferisco di gran lunga la parte finale, la più veloce. Questa è comunque una pista che conosco dal 2016, ci ho corso in Moto2 e MotoGP, ora vediamo come va con la Fireblade.

FT – A proposito, com’è stato scendere da una MotoGP e salire su una Superbike?
IL #7 – Tra una Superbike e una MotoGP cambia moltissimo, hanno un comportamento molto diverso. La MotoGP ha molta più potenza ed è anche molto più aggressiva in frenata, per via dei freni in carbonio, e l’elettronica è molto più evoluta. Nella guida a poi la differenza tra pneumatici si fa sentire, quelli di Michelin sono molto più duri nel complesso, sia per mescola che struttura. La Superbike è più morbida di telaio, ha meno potenza e frena con meno intensità, poi gli pneumatici sono più morbidi quindi cambia davvero tutto. Io ho dovuto fare un reset per approcciare questa moto, per cambiare il mio stile di guida e le linee riapprendendo tutto da zero. Si tratta di un altro mondo per moto, guida. Anche per approccio alle gare, che qui sono addirittura tre.

FT – Una costante tra le due serie è l’aerodinamica, anche se in Superbike è meno esasperata derivando dalla serie.
IL #7 – Sì lo sfruttamento dell’aerodinamica c’è in entrambe ma in MotoGP si è andati oltre. Per esempio sulla KTM quando seguivo altre moto prendendo la scia, soprattutto Ducati, bisognava stare attenti: la moto si muoveva molto ed era pericoloso. In MotoGP fra ali e ride height devices si è arrivati a un punto che si va tanto veloci ma in un modo pericoloso. Qui in SBK siamo lontani da quel punto, con la Honda stando in scia agli altri sul rettilineo non si perde stabilità, puoi lottare con senza preoccupazioni.


FT – Prima parlavi di un approccio diverso al fine settimana, com’è cambiato il tuo? E come ti sei trovato ad affrontare una gara sprint come la Superpole Race?
IL #7 – Qui in Superbike il fine settimana di gare va approcciato in un altro modo, diverso. Per esempio anche il modo in cui si affrontano le qualifiche è diverso, c’è da preparare la moto per il giro secco sfruttando le gomme da qualifica ma il focus resta sempre la gara. Poi la Superpole Race mi ha colpito molto all’inizio, ho guardato molte gare lo scorso anno per capire meglio questo campionato perché io sono sempre stato abituato ad averne una sola la domenica: se cadi vai a casa, e la finisci pure. Invece qui ci sono più opportunità e appunto la Superpole Race ti permette di giocartela un po’ di più, valendo meno punti ed essendo abbastanza corta da farti dimenticare il consumo delle gomme e della benzina. Sono 10 giri in cui puoi dare il meglio che puoi. Mi piace. Poi il paddock e tutto l’ambiente è più umano, mi piace.

FT – Hai dovuto cambiare anche il tuo metodo di allenamento?
IL #7 – No, per ora non ho cambiato allenamento e proseguo con le stesse persone. Continuo lo stesso piano, solo abbiamo aumentato un pelo l’intensità.

FT – Tornando sugli pneumatici, che differenze hai trovato passando dal monogomma Michelin a quello marchiato Pirelli?
IL #7 – Con Pirelli mi trovo bene soprattutto con l’anteriore. Il Pirelli anteriore mi trasmette molto quindi ho un bel feedback. In MotoGP cadevo molto perché con le Michelin non avevo feedback, non trovavo il feeling con l’anteriore. Così ora anche quando ho avuto problemi di chattering, come in Gara-2 di Aragon o Gara-1 a Estoril, posso gestire la situazione e portare a termine la corsa. Per quanto riguarda le posteriori, sono diverse. La posteriore di Pirelli offre tanto grip ma cala di più. Bisogna gestirla così noi piloti dobbiamo lavorare molto di più sull’elettronica in gara per performare al massimo dall’inizio alla fine. Invece con Michelin mi è capitato spesso di portare a termine delle gare senza dover andare a modificare i settaggi. Sicuramente la posteriore che c’è qui in SBK garantisce gare più piacevoli. Quindi nel complesso mi sto trovando molto bene con Pirelli.

FT – Ora hai anche degli pneumatici fatti apposta per la qualifica.
IL #7 – Questo sì mi ha sorpreso molto, il grip che hai a disposizione e la velocità che puoi avere con le SCQ è pazzesca. La vertà è che la prima volta che li ho provati, nel primo test, non riuscivo proprio a sfruttarli, guadagnavo solo 2 decimi contro il secondo degli altri. Adesso ho capito un po’ il trucco per sfruttarlo, riesco a limare anche 7 decimi e posso migliorare. Queste SCQ sono avvero gustose e hanno davvero un gran potenziale.

FT – Quando hai accettato la proposta di Honda per correre in questo campionato, ti aspettavi di essere già a questo livello dopo tre gare?
IL #7 – Da un lato mi aspettavo di essere coi migliori, però devo essere realista. La moto in sé non ha il potenziale per vincere, ed il motivo per cui stiamo lavorando. Io credo di avere il potenziale per stare coi primi tre, di essere veloce. Ora il limite è la moto però sono con costanza quarto o quinto e porto a termine tutte le gare, si tratta di un bel passo in avanti per me come pilota e persona. In questo miglioramento mi ha aiutato tanto questa squadra. Comunque sono quinto in campionato e ho fatto podio ad Assen, non mi potevo aspettare un inizio migliore.

FT – Parlando di futuro, la 8 Ore di Suzuka è molto importante per Honda. Potremmo vederti prendere parte all’edizione di quest’anno?
IL #7 – Mi piacerebbe moltissimo correrla, in generale le gare di durata mi appassionano e sì è una gara importante per Honda. Sarebbe una bella esperienza e posso dire che intanto io e Iker (Lecuona nda) abbiamo fatto un test, tra 2-3 settimane sapremo se parteciperemo o no. Io spero davvero di correrla.

FT – Tornando a questo fine settimana, cosa ti aspetti dal Round di Misano?
IL #7 – Come posizionamento, mi aspetto di mantenere la linea che abbiamo tenuto fino a ora, non troppo indietro ma neanche così lontani dai migliori, continuando a lavorare per migliorare la moto. A oggi per me l’obiettivo è lottare costantemente per la quarta o quinta posizione. Ci stiamo avvicinando al podio, ma per il momento il target è la quarta posizione.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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