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Petrucci gioisce per il podio in Gara-1: “Ci voleva il primo podio a Misano in Superbike”

Petrucci, felice dopo il podio in Gara-1 a Misano, è stato un vero e proprio fiume in piena nel dopogara. Ha parlato a ruota libera delle sportellate che ha dovuto fare oggi, perché il fisico da pilota gli manca ma per fare a spinte è perfetto, della penalità ingiusta a Bulega, di quanto Nicolò e…

14 Giugno 2025
4 min read

Petrucci, felice dopo il podio in Gara-1 a Misano, è stato un vero e proprio fiume in piena nel dopogara. Ha parlato a ruota libera delle sportellate che ha dovuto fare oggi, perché il fisico da pilota gli manca ma per fare a spinte è perfetto, della penalità ingiusta a Bulega, di quanto Nicolò e Toprak siano di un altro livello e pure di futuro.

© WorldSBK

Si chiude con un meritato podio in Gara-1 il sabato dell’Emilia Romagna Round per Petrucci, che proprio a Misano l’anno scorso rientrava dal brutto infortunio in allenamento. Può quindi sorridere il ternano del team Barni. “Sorridente e sofferente perché è comunque molto caldo, molto molto caldo e sto sudando come una bestia. Secondo me non si asciuga la tuta per domani, ne devo usare un’altra” ha esordito ridendo Petrucci nell’incontro coi media.

Il #9 appare veramente sereno è felice per il podio, raccontando divertito uno degli episodi che lo hanno portato dall’ottava alla terza posizione: “Questa è stata una bella gara. Ho preso una spallata, una ruotata, non so da chi alla seconda curva. Ho visto uno che mi è entrato dentro, però quando ho sentito la gomma ho dato più forte e ho detto vediamo se vinco io o la gomma. La tuta ci ha rimesso, però almeno ce l’ho fatta. Ho visto sta ruota, allora che mi veniva addosso, allora gli ho dato più forte. E quindi… Magari non sono più leggero, non sono il più adatto per fare il pilota, ma per fare spinte… per quello lì sì vado bene! Però sono sempre per la pace io. Sono contento di questo podio, ci voleva il primo podio a Misano in Superbike. C’ero riuscito una volta con la MotoGP, potevo anche vincere ma Marquez mi ha fregato all’ultimo giro. Sono contentissimo per il lavoro che ho fatto a casa e per il lavoro che abbiamo fatto qua. Ai test eravamo veramente messi male, invece ora siamo riusciti a raddrizzare la giornata di oggi, domani però è un altro giorno.”

Petrucci ha comunque chiuso a quasi 17 secondi da Razgatlioglu e Bulega, segno di un livello nettamente superiore dei primi due su tutti gli altri in gara. “Sentirmi dire che sono il primo degli umani è un complimento, però come ho detto tante volte preferirei essere il terzo di tre piuttosto che il primo degli altri” ha detto Petrux, sull’argomento. “Va bene come risultato, perché mi confermo terzo, però gli altri due stanno facendo un altro sport e io non sono con loro. Mi piacerebbe perdere sempre da loro, però perdere così non è partita contro Toprak e Nicolò. Hanno due moto ufficiali, ma la differenza la stanno facendo loro e io penso che tra la mia moto e la loro ci sia poca differenza, tutto il resto la fanno loro due. Giù il cappello di fronte a loro sono due piloti eccezionali. Come ho detto, mi piacerebbe essere il terzo di tre, non il primo degli altri.”

Petrucci ha quindi parlato della penalità di tre posizioni inflitta a Bulega, per impeding ai suai danni. Il #9 ha quindi confermato quanto già detto da Bulega: “Nicolò non mi ha dato fastidio, infatti sono stato molto dispiaciuto che sia stato penalizzato. Non avrei voluto assolutamente andasse così, lui mi aveva visto ed era un po’ più avanti. Il problema è che c’era Iannone“. Petrucci ha quindi spiegato l’accaduto dal suo punto di vista: “Secondo me Iannone è stato un po’ esagerato stamattina nel comportamento perché mi sta bene trovare una scia, però proprio aspettare, cercare, proprio attaccarsi in quella maniera… Più che altro dalla Quercia in poi, dalla metà pista in poi, hanno cominciato a guardarmi. Io ero veloce e quindi ero anche abbastanza tranquillo, visto che mi avevano visto, che si spostassero. Nicolò effettivamente stava andando abbastanza veloce, però Andrea per rimanergli attaccato dietro è rimasto lì nel mezzo. Io stavo migliorando il mio tempo, non avrei fatto la pole position, però ogni decimo conta. Quando ti migliori in tre settori e poi nell’ultimo settore trovi qualcuno in mezzo non è che ci rimani proprio bene. Specialmente in un format come questo che in un quarto d’ora ti giochi tutto il weekend. Perché sostanzialmente ogni giro può valere la qualifica perché con le bandiere gialle, con i piloti in mezzo… con la gomma da qualifica hai due giri buoni. Se te ne rovinano uno hai veramente poche chance. Quando ho visto Nicolò che all’inizio gara era in testa ho pensato che tutto sommato non gli ho dato così fastidio, mi è spiaciuto che abbiano penalizzato Nicolò.

Nei giorni scorsi è emerso che Ducati non proseguirà con Bautista anche nel 2026, facendo valere una clausola presente nel biennale siglato l’anno scorso. Immancabile quindi l’argomento, riportando le parole di Bulega che poco prima aveva detto aver piacere nel trovarsi Petrucci come compagno. “Anche a me piacerebbe!” ha detto ridendo Petrucci. “Ma sinceramente non so se in questo momento posso guardare il loro team, Nicolò chiaramente si gioca il mondiale quest’anno. Probabilmente partirà per vincere anche l’anno prossimo, non so se magari la Ducati cerca qualcuno per la continuità. Non so se cercano magari di provare qualcun altro, e magari pensano che più di terzo io non posso fare. Però sinceramente nemmeno ci spero più di tanto, perché so che probabilmente non sono tra i primi della lista per quel posto. Magari da altre parti sì, ma per quel posto lì non sono il primo della lista. Ci sono altre moto Factory oltre a Ducati, però per il momento posso solo continuare così e poi magari trovo qualche altro lido. Nel frattempo, come ho detto tante volte, anche se non ci riuscissi sto molto bene da Barni e so che posso far bene. Quindi al momento sono più preoccupato per il grande gap che c’è con Nicolò, che è più o meno con la mia stessa moto. Quindi probabilmente è proprio questo che non convince Ducati, cioè che probabilmente con una moto non uguale ma simile non riesco a stare con lui. Oppure… chiedetelo a loro.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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