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Iannone, 4° nei test a Phillip Island: “Sono tornato a fare la cosa che più amo”

Iannone chiude i test pre-stagionali della Superbike a Phillip Island col sorriso, migliorando anche il proprio tempo del 2019 con la MotoGP

20 Febbraio 2024
3 min read

Iannone chiude i test pre-stagionali della Superbike a Phillip Island col sorriso, migliorando anche il proprio tempo del 2019 con la MotoGP.

Non mi sono ancora visto in video, ma spero di fare una gara davanti per potermi rivedere” dice sorridendo Andrea Iannone al termine dell’ultima giornata di test della Superbike a Phillip Island. Dove tra qualche giorno inizierà ufficialmente a stagione col Round Australiano. L’abruzzese può essere felice, e lo è, del risultato conseguito oggi in Australia, quarto tempo a mezzo secondo dal doppio record di Razgatlioglu e Bulega. Ma soprattutto Andrea ci tiene a confermare una cosa: “Io non ho seguito nessun altro pilota, ma ho visto gli altri seguire me“. Perché alla fine vedere Iannone girare a Phillip Island è sempre uno spettacolo.

© WorldSBK

Iannone è estremamente soddisfatto dei test invernali svolti con la Panigale V4 R del team Go Eleven. Il #29 si definisce addirittura “elettrizzato” per il livello raggiunto, un percorso di adattamento alla superbike che lo rende orgoglioso di sè. Di strada ne ha ancora da fare The Maniac, e sa già dove concentrarsi per progredire ancora: “Sento che mi mancano ancora delle cose, ma guardando il cronometro non siamo così lontani e questo mi fa ben sperare per il futuro. Faccio ancora fatica soprattutto con la gomma morbida, con cui sono più lento che con quella da gara. Questo è il grosso problema perché usiamo la soft sia in qualifica che nella gara breve. L’aspetto positivo è che in questi test invernali siamo sempre stati tra i primi tre con la SC1, ma la morbida mi preoccupa. Parlando con Danilo sembra che abbiamo gli stessi problemi con le gomme morbide. Non riesco per niente a sfruttarle infatti ho un ideal time di 28″7 con gomma dura, mentre con la morbida faccio 29″4″. Comunque continueremo a lavorare e proveremo a fare del nostro meglio a partire da questo venerdì“.


Poi ad attirare l’attenzione è proprio il miglior tempo messo a referto da Iannone. Girando in 1’29”001, Andrea è stato mezzo secondo più veloce di quanto non sia stato nel 2019, nella sua ultima qualifica disputata con una MotoGP a Phillip Island. Sono più vecchio e più veloce! Non tutti sono più veloci quando sono più giovani” ha risposto ridendo a chi gli ha fatto notare questo miglioramento, che mette anche in luce quanto siano evolute le moderne Superbike da Mondiale. “Non so spiegare come mai io sia andato subito cosi veloce, non me lo spiego nemmeno io. È strano ma preferisco certamente che sia andata in questa maniera. Sono contento perché mi è venuto tutto naturale, ma come ho detto siamo
ancora lontani con le gomme morbide. Essere veloci con gli pneumatici da gara è certamente più importante del giro secco, ma quella è un’area sulla quale devo ancora lavorare
.”


Quindi Iannone si è aperto sul ritorno alle corse. “Mi trovo bene e sono contento di essere qua. È sicuramente un campionato bello tosto, è tutto molto bello e sono tornato a fare la cosa che più amo nella mia vita. Sono felice, mi trovo bene, ho belle sensazioni e mi diverto. Questo è quello che volevo: tornare a divertirmi e non sentire la mancanza della moto” ha spiegato Andrea. Che però non vuole ‘bruciarsi’: “Quando torni a divertirti e vedi che le cose vanno benino poi vuoi sempre un po’ di più, ma bisogna tenere i piedi per terra e avere la pazienza e il realismo per capire che sono tornato adesso, guido la moto da poco, non ho i chilometri degli altri e io e la squadra ci conosciamo ancora poco. Anche se stiamo lavorando bene e abbiamo una buona base

Infine, Iannone ha ammesso di non essersi posto un obiettivo dal punto di vista del risultato per L’Australian Round: “È normale che un pilota voglia sempre migliorare e anch’io voglio farlo e stare davanti. Questo è il mio obiettivo, ma ritengo che sia importante volare bassi perché questa è solo la prima gara. Mi piacerebbe dire che vorrei vincere, ma sono realista: sono stato lontano dalle gare per cinque anni e non so cosa aspettarmi. Storicamente sono più le gare che ho vinto delle pole che ho fatto, ma non so come sarà adesso. Se riuscissimo a chiudere nei primi 10, dopo tutti questi anni, non sarebbe un risultato banale.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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