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Motogp Test Qatar, Day&Night 2: tre Yamaha davanti a tutti, anche Ducati ha bevuto Red Bull

Conclusa anche questa seconda giornata di test sul circuito di Losail. A svettare davanti a tutti è stato Maverick Vinales, seguito dal compagno Valentino Rossi, staccato di 277 millesimi. Jonas Folger chiude il “podio” tutto Yamaha. Ducati ha finalmente svelato la carena con cui recuperare il carico aerodinamico anti-impennata, con Dovizioso molto meno rocket-man di ieri che si…

11 Marzo 2017
4 min read

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Conclusa anche questa seconda giornata di test sul circuito di Losail. A svettare davanti a tutti è stato Maverick Vinales, seguito dal compagno Valentino Rossi, staccato di 277 millesimi. Jonas Folger chiude il “podio” tutto Yamaha. Ducati ha finalmente svelato la carena con cui recuperare il carico aerodinamico anti-impennata, con Dovizioso molto meno rocket-man di ieri che si è piazzato in 13esima posizione ed il compagno Lorenzo in ottava. Prima caduta per il maiorchino in Ducati, nulla di grave. Caduta innocua anche per Rossi alla 2, che gli ha recato una lieve escoriazione al gomito. Ancora attardate le HRC ufficiali. Ottimo 5° posto per A.Espargaro su Aprilia.

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Un’altra questione è stata risolta, finalmente tutti i tasselli sono andati al loro posto. In questa seconda sessione di test, penultima prima del campionato, la Ducati ha mostrato le carte, svelando la sua nuova carenatura. La ricerca spasmodica al carico perduto ha caratterizzato tutto questo inverno, con ipotesi tra le più varie che mano a mano sono andate scemando con questi test pre-campionato. Ora il quadro è completo tra i team che ambiscono al titolo. La Ducati ha portato qualcosa di molto diverso dalle altre, una soluzione che a prima vista è molto più semplice e legata alle soluzioni degli anni precedenti. Potrebbero sembrare due semplici superfici alari per lato sul cupolino, collegate da una bandella verticale che le ingloba alla carena. Ma non è così semplice.

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Come si può ben vedere, il musetto è stato rastremato, per andare ad aumentare la zona di passaggio dei flussi, mentre la zona centrale di esso è stata allungata, andando a creare quasi una proboscide. Proboscide sulla quale trova posto la bocca che fa respirare l’air box. Una forma che mi ricorda molto un tapiro. Questa soluzione adottata da Ducati è davvero interessante, e ricorda moltissimo un alettone anteriore di Formula 1, rimembrando certi fotomontaggi dello scorso anno. Come sulla Aprilia, queste strutture aerodinamiche sono poste più in alto rispetto alle giapponesi, zona in cui si riesce ad avere maggiore pressione dell’aria sulla carenatura. Ma veniamo alla classifica di giornata.

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A issarsi davanti a tutti sono le due Yamaha ufficiali e quella clienti del team Tech 3, con Jonas Folger. Vinales si conferma velocissimo e pronto ad affrontare al meglio la nuova stagione, chiudendo in prima posizione. 1’54,455 il suo tempo, trovato al giro n° 44 di 49. Lo segue Valentino Rossi, con un tempo di 1’54,732. Il dottore, autore di una innocua scivolata alla curva 2 ad un’ora dal termine, sembra aver risolto i problemi di set up e posizione in sella che lo avevano afflitto ieri. Troviamo quindi Folger.Il Rookie, viste le ultime prestazioni, sembra aver ultimato il suo apprendistato; 1’54, 917 il suo tempo. I tre della Yamaha sono stati anche gli unici a scendere sotto il muro del ’55.

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Quindi troviamo Cal Crutchlow, primo su Honda, con un tempo di 1’55,032. In quinta posizione c’è Aleix Espargaro su Aprilia, un risultato davvero positivo per il team di Noale, che lascia ben sperare. Alle sue spalle si piazza Marc Marquez, staccato di 741 millesimi dalla vetta, mentre Pedrosa è solo 16°. Molto indietro Dovizioso, che molto probabilmente non ha cercato il tempo concentrandosi a raccogliere dati sulla nuova carenatura. Il Dovi ha chiuso il tredicesima piazza, staccato di oltre un secondo. Chiude invece ottavo Lorenzo (1’55,344) che ha saggiato per la prima volta l’amarezza della scivolata (innocua anche in questo caso) a bordo della Desmosedici.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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