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Brad Binder: “Per me le moto sono una passione prima che un lavoro”

Un appassionato di moto a 360°, Brad Binder, non “solo” un pilota di MotoGP. Dalla gioia per la prima vittoria portata alla KTM, ai suoi inizi sui kart, passando per le modifiche tecniche e lo sviluppo della RC16. Di questo e altro ci ha parlato il pilota sudafricano in occasione del GP di San Marino…

2 Settembre 2022
4 min read

Un appassionato di moto a 360°, Brad Binder, non “solo” un pilota di MotoGP. Dalla gioia per la prima vittoria portata alla KTM, ai suoi inizi sui kart, passando per le modifiche tecniche e lo sviluppo della RC16. Di questo e altro ci ha parlato il pilota sudafricano in occasione del GP di San Marino e della Riviera di Rimini.

© MotoGP

FUORI TRAIETTORIA: Brad, come ti trovi a Misano?
BRAD BINDER:
Misano per me è una pista incredibile, sia per il disegno che per il supporto dei fans. È sempre incredibile venire qui. L’ultima parte, dal Tramonto in poi, è davvero speciale. Un po’ spaventosa, perché molto veloce, ma se dovessi scegliere è quella che preferisco… anche se pure il primo settore è molto bello. Mi piace venire qui e spero in un buon risultato.

FT: Questa pista può aiutarti a raggiungere il podio?
BB: Negli ultimi anni ha sempre fatto bene, nel 2020 ero anche terzo, ma sono caduto. Sono sempre andato bene, ma per vari motivi non ho mai fatto bei risultati. Spero che questa sia la volta buona, proviamo a invertire la tendenza.

FT: Guardando al tuo percorso in MotoGP, nel 2020 hai iniziato alla grande. Nella prima gara a Jerez eri andato davvero forte e, nonostante la caduta, hai tenuto il passo dei primi fino alla fine. Poi, due gare dopo, il trionfo di Brno. Ti aspettavi di cominciare così bene in MotoGP?
BB: No, davvero non mi aspettavo di essere così veloce. È stata una bella sensazione trovarmi subito vicino ai migliori e la cosa ha emozionato tutti, non solo me. Penso anche ai ragazzi di KTM, non avevano mai lottato per certi risultati e sono orgoglioso di aver firmato la loro prima vittoria in MotoGP.

FT: Dopo tre anni su una MotoGP, dove senti di avere ancora margine di miglioramento e dove invece ti senti ad un buon livello?
BB
: Io posso ancora migliorare tanto nella costanza, nel ritmo. I primi tempi ero veloce ma cadevo spesso, nel frattempo sono migliorato sotto questo aspetto, ma commetto ancora errori. Spero di migliorare con l’età, diventando anche più veloce… che non basta mai!

FT: Quest’anno, invece, che difficoltà state incontrando?
BB:
La moto è migliorata in generale, anche se in alcune aree abbiamo perso qualcosa. Quando siamo perfetti riusciamo ad essere molto vicini ai primi cinque, ma spesso lottiamo per la decima posizione e magari riusciamo a lottare e risalire fino alla sesta. Dobbiamo fare un grande passo in avanti, sia io che la moto, per arrivare costantemente vicini ai primi. Ci stiamo lavorando, spero succeda presto.

FT: Settimana prossima avrete due giorni di test qui. Volevamo sapere come ti trovi ad avere un tester della caratura di Pedrosa.
BB:
Dani è un ragazzo speciale e una vera leggenda del Motorsport. Lavorare con lui è fantastico. In sella alla RC16, Dani riesce a spingere al limite così da avere le stesse sensazioni mie e di Miguel, questo permette al nostro progetto di migliorare. Siamo fortunati ad averlo con noi.

FT: Dal prossimo anno Michelin vi permetterà di ridurre ulteriormente la pressione delle anteriori, fino a 1,8 bar. Questa novità potrebbe aiutarvi?
BB:
Credo non cambierà niente, è quasi la stessa cosa. Questi pneumatici anteriori hanno la tendenza a surriscaldarsi e non sarà di certo un decimo di bar a cambiare la situazione, è certamente qualcosa ma non abbastanza.

FT: E tra due anni arriveranno delle anteriori tutte nuove.
BB: Beh alla fine le gomme sono uguali per tutti, non c’è margine e ci dovremo adattare. Sicuramente saranno migliori delle attuali in ogni area, almeno mi aspetto che sia così con tutte le nuove tecnologie a disposizione di Michelin oltre all’esperienza che stanno accumulando.

FT: Abbiamo scoperto che non hai cominciato a gareggiare con le moto, ma con i kart quando avevi 8 anni. Quand’è scoccata la tua passione per le moto?
BB: Le moto mi piacciono da sempre, ho avuto moto sin da quando ho iniziato a camminare. Le adoravo. Ma non ci potevo gareggiare, in Sud Africa bisogna avere almeno 10 anni per la licenza motociclistica e così ho iniziato coi kart, dove l’età minima è sei anni. Andavo molto bene, ma appena possibile ho iniziato a correre anche in moto e per un paio d’anni ho gareggiato sia con due che con quattro ruote. Gareggiare contemporaneamente nei due mondi era troppo impegnativo, così coi miei genitori decidemmo di continuare in quello che mi piaceva di più. Adoro le moto.

FT: Quindi in moto ci vai spesso, anche lontano dalle piste.
BB:
Sì sì, faccio sempre qualche giro su strada, anche con dei motard. Poi mi piace andare in fuoristrada. Mi piacciono tutte le moto, anche le classiche. E ho anche pianificato dei viaggi da fare. Mi piace passare il tempo con le moto, dal metterci le mani al guidarle… mi fa stare bene.

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Maria Grazia Spinelli

Classe 1994, molisana. Da piccola vedevo mio padre seguire la Formula 1 e mi chiedevo cosa lo appassionasse così tanto, poi ho avuto un colpo di fulmine con le due ruote in un pomeriggio d'estate ed ho capito. Qui vi racconto la MotoGP e il Mondiale Superbike.

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