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SBK | SuperMonday: di pesi, giri e moto volanti

Un SuperMonday un po’ riflessivo per il Portuguese Round, più orientato verso ciò che sarà e non ciò che è stato, tra pesi e rpm.

10 Ottobre 2022
3 min read

Un SuperMonday un po’ riflessivo per il Portuguese Round, più orientato verso ciò che sarà e non ciò che è stato. Cosa? Come? Leggete dopo Toprak volante. Ma anche un minuto di ammirazione verso Toprak volante va bene lo stesso.

WorldSBK

Cosa c’è stato – Un gran bel weekend, come c’era da aspettarsi che fosse in quel di Portimao, sul fantastico circuito dell’Algarve. I podi se li sono divisi, come quasi sempre, i Fantastici Tre Alvaro Bautista, Toprak Razgatliolgu e Jonathan Rea, scambiandosi solo le posizioni tra Gara-1 ( il cui arrivo è stato poi fotocopiato per la Superpole Race) e Gara-2. Non sono certamente mancata i duelli e i salti nel vuoto – grazie Toprak, che sei passato dagli stoppie ai voli aerei – come non sono mancati baci e abbracci all’arrivo, come vuole la passione motociclistica che accomuna questi ragazzi. Una cosa è mancata, però, una vittoria del nordirlandese, che è salito sul gradino più alto del podio per l’ultima volta in stagione proprio in Portogallo, ma all’Estoril, nell’ormai lontano Round di maggio. Toprak e Johnny cercano di limitare i danni in campionato, ma è Alvaro che allunga le mani sempre di più verso il tanto agognato Titolo Mondiale, portandosi a 448 punti, ben 56 lunghezze sopra il turco. Ancora poche per le sei gare a disposizione, vero, ma manca sempre meno per mettere fine, purtroppo, anche alla stagione 2022. Inizia a vedere sempre più lontano il successo proprio il Rea digiuno di vittorie da troppo tempo per i suoi standard, il quale vede i suoi punti di distacco diventare ben 82.

Si allega diapositiva di Bautista messo alla prova dalla sua bestiolina che forse voleva imitare Razgaltioglu, ma nel momento meno opportuno del weekend:

Cosa ci sarà – Ancora avvolto nel mistero il futuro della WorldSBK per quanto riguarda limitazioni, decisioni tecniche e… peso dei piloti. Partiamo proprio da quest’ultimo punto: mentre la stazza minuta di Alvaro Bautista ferma l’ago della bilancia sui 68kg, il peso dei suoi concorrenti diretti è decisamente maggiore, con Toprak che arriva a 78kg e Jonathan che, nonostante sia un pochino più basso del turco, arriva a pesare ben 20kg più dello spagnolo. Una differenza non indifferente, che ha portato più di qualcuno a chiedersi se sia il caso di aggiungere delle zavorre per bilanciare e andare quasi a uniformare il peso dei piloti. No, non vedremo Alvaro con uno zainetto pieno di sassi, ma l’idea di mettere qualche peso sulla sua Ducati non pare dispiacere a molti. Ma ne vale la pena? Sono molti i fattori in gioco in una situazione del genere, dallo stile di guida dei piloti, alla loro sicurezza. Ma soprattutto, vale la pena andare a forzare delle cose così “naturali”, quando è altro che potrebbe essere cambiato in futuro?

Tipo cosa? Tipo lasciare alle moto di tutti gli rpm con cui sono nate. Yamaha e soprattutto Kawasaki, si trovano in difficoltà a causa… della potenza della Panigale V4R. I loro piloti sono costretti a tenersi tantissimo per evitare di disintegrare le loro gomme, che vanno a logorarsi dopo tre quarti di gara, poiché sono costretti a compensare con la guida i cavalli in meno, soprattutto in curva. Kasawaki, principalmente, risente di quella limitazione imposta dai piani alti che è andata in vigore lo scorso anno e ha posto il Rev-Limit a 14600, al di sotto dei 14950 della Yamaha e mooolto lontano dai 16100 di cui gode la Ducati. Una lotta che a colpo d’occhio si capisce essere abbastanza impari, che stando ai complotti sembra essere più che altro un freno al dominio della coppia Kawasaki-Rea e che, a come stanno le cose, potrebbe essere risolta come aveva pensato Yoda durante la stagione 2019.

Cosa troveremo nel regolamento del 2023 non è dato saperlo, ma lasciamo ancora un po’ le polemiche e le congetture da parte perché la lotta verso il Titolo è ancora aperta e ha preso il volo verso l’Argentina.

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Maria Grazia Spinelli

Classe 1994, molisana. Da piccola vedevo mio padre seguire la Formula 1 e mi chiedevo cosa lo appassionasse così tanto, poi ho avuto un colpo di fulmine con le due ruote in un pomeriggio d'estate ed ho capito. Qui vi racconto la MotoGP e il Mondiale Superbike.

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