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Vinales vola nel pomeriggio olandese! Iannone secondo, Marquez passo super nelle FP2

23°C nell’aria, 42°C sull’asfalto: il meteo si è confermato favorevole a tutti anche nel corso delle libere pomeridiane. Il primo giro veloce lo fa segnare Vinales in 1’35”3, ma si è mostrato implacabile sin da subito Marc Marquez, capace di stampare un 1’34”0 al secondo giro lanciato, con una coppia di Hard fresche fresche. Il duo Yamaha…

29 Giugno 2018
3 min read

23°C nell’aria, 42°C sull’asfalto: il meteo si è confermato favorevole a tutti anche nel corso delle libere pomeridiane. Il primo giro veloce lo fa segnare Vinales in 1’35”3, ma si è mostrato implacabile sin da subito Marc Marquez, capace di stampare un 1’34”0 al secondo giro lanciato, con una coppia di Hard fresche fresche. Il duo Yamaha ha inziato il turno con Hard al posteriore e Medium all’anteriore, nuova per Vinales ed usata per Rossi, prolungando più degli altri team il primo run scendendo in pista col pieno di benzina.

Il Dottore ed il Top Gun hanno simulato, visto anche l’orario, la prima parte di gara ottenendo riscontri cronometrici interessanti. I due hanno girato con estrema regolarità sul 34”5, proseguendo lo stesso lavoro anche nel secondo run.

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Nella seconda fase delle libere Andrea Dovizioso lima i due decimi che lo separavano da Marc Marquez, salendo in prima posizione per 2 millesimi. Ottimo lavoro dal punto di vista velocistico anche per Rins, che sale in terza posizione ad 8 millesimi da Dovizioso. A quindici minuti dal termine la classifica è cortissima, con i primi 10 in mezzo secondo. Mentre Rossi e Vinales continuano a martellare sul 34”5, Zarco cade alle curva 9 provando a schiodarsi dalla decima posizione. Caduta fortunatamente senza conseguenze per il pilota.

Negli ultimi 10 minuti iniziano a fioccare gomme Soft nuove un po’ per tutti, tranne che per Marquez: il #93 ha deciso di arrivare sino al termine della sessione con la coppia di Hard con cui ha iniziato, portando a sfinimento il set di gomme. Il risultato è stato ottimo, con gli ultimi tre giri della sessione -il 20°, 21° e 22°- completati tra il 34”2 ed il 34”4 in una perfetta simulazione di gara.

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A guadagnarsi la prima posizione è stato Maverick Vinales, capace di far fruttare al meglio la Soft nuova al posteriore: 1’33’378 il suo tempo. Seconda posizione per Andrea Iannone, staccato di 121 millesimi dal #25; il pilota di Vasto non ha entusiasmato per il passo gara, sul 35”0. Terza posizione per Danilo Petrucci, mantenutosi in Top5 per tutta la sessione. Il ‘gorilla’ ha svelato un gran feeling soprattuto con gomme usurate, con un passo appena più lento e meno costante rispetto a quello del duo yamahista.

In quarta posizione troviamo Valentino Rossi, che paga quattro decimi a Vinales nel finale, non riuscendo a sfruttare la Soft posteriore nuova come il compagno. La quinta posizione è di Cal Crutchlow (+0”434) che solo nel finale riesce a portasi tra i primi 10, grazzie ad una coppia di Soft nuove. L’inglese ha girato per quasi tutta la sessione con una coppia di Hard, faticando a trovare sia il ritmo che la velocità.

Sesta e settima posizione per Dovizioso e Lorenzo. Lo spagnolo è stato vittima di un turno travagliato, con soli 7 giri veloci completati e senza vere indicazioni sul passo gara. Per Dovizioso invece c’è stata una fase centrale molto lunga, con un buon ritmo sul 34”2, con Medium all’anteriore e hard al posteriore come le Yamaha. Ottavo Marc Marquez, il cui best lap resta il secondo giro lanciato nei primissimi minuti: quell’1’34”041 gli è bastato per non rischiare l’esclusione dalla Q2 momentanea, concludendo alla perfezione il lavoro sulla tenuta delle gomme.
Rins è nono, mentre Zarco chiude la Top10 a meno di 8 decimi da Vinales.

11° Pedrosa, fuori dalla Top10 per appena 34 millesimi, davanti a Syahrin ed all’Aprilia di Espargaro. Tutti i piloti hanno fatto registrare il proprio miglior giro in questa sessione, tranne Morbidelli, che scende fino al 19° posto della classifica combinata.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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