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24 Ore di Spa: incredibile vittoria della Porsche #98 di Rowe Racing

Un finale tirato ed imprevedibile, sorpassi da manuale, tante interruzioni e la attesa pioggia a condizionare il decisivo finale. E’ successo davvero di tutto nella edizione autunnale della 24 Ore di Spa 2020, che ha visto il trionfo della Porsche #98 del team Rowe condotta da Tandy-Bamber-Vanthoor. Back to back confermato per la casa di…

26 Ottobre 2020
4 min read
24 Ore di Spa

Un finale tirato ed imprevedibile, sorpassi da manuale, tante interruzioni e la attesa pioggia a condizionare il decisivo finale. E’ successo davvero di tutto nella edizione autunnale della 24 Ore di Spa 2020, che ha visto il trionfo della Porsche #98 del team Rowe condotta da Tandy-Bamber-Vanthoor. Back to back confermato per la casa di Stoccarda, che aveva fatto sua anche la scorsa edizione, anche se il successo appena ottenuto nelle Ardenne ha il vero sapore dell’impresa.

24 Ore di Spa
© Porsche

Prima delle ultime due ore, la giallo-nera 911 non aveva infatti mai occupato la leadership, cosa che è riuscita a fare nel complesso finale caratterizzato da una pioggia battente. Complici le tante interruzioni ed un ritmo indiavolato di Nick Tandy, la vettura #98 è riuscita ad accaparrarsi un buon vantaggio nelle strategie di gara nel duello con le due Audi di Attempto e Sainteloc e le Ferrari di AF ed SMP. Sì, perché oltre ad una buona tattica di squadra, il pilota inglese ha fatto tutta la differenza del mondo nel suo stint conclusivo condizionato dalla pioggia battente. Il tutto condito da uno spavento enorme ad Eau Rouge, in seguito ad un errore che avrebbe potuto compromettere tutto. Come se non bastasse, la vettura tedesca ha addirittura rischiato di non vedere il traguardo per un problema al cambio manifestatosi nel giro finale, che con calma, nervi saldi ed anche un pizzico di fortuna è stato gestito al meglio. Una vittoria di squadra quindi quella del team Rowe, che ha trovato anche in Earl Bamber e Laurens Vanthoor due validi piloti per il completamento di questo percorso.

© Audi Media Center
© Audi Media Center

Chi ci è arrivato molto vicino a coronarlo è stato il team Attempto, con la sua Audi #66, condotta dal nostro Mattia Drudi con Frederic Vervisch e Patric Niederhauser. I tre sono stati protagonisti sia nella parte iniziale della corsa che in quella conclusiva e poi decisiva, arrivando a cogliere un secondo posto che sa tanto di soddisfazione ma che porta un pizzico di inevitabile rammarico. Anche perché prima dell’arrivo della pioggia sembravano proprio loro i favoriti assoluti. Niederhauser le ha provate tutte nel finale, tallonando la Porsche #98 ma senza ottenere il risultato sperato. E’ solo da incorniciare invece la prestazione del team Dinamic, terzo al traguardo con la Porsche #54. Artefice di questo risultato è stato principalmente Matteo Cairoli, che nel suo stint conclusivo si è esibito in un sorpasso da vero manuale sulla Ferrari #51 di Pier Guidi. Insieme a Engelhart e Muller, il pilota comasco ha quindi ottenuto un risultato di rilievo dopo una gara iniziata non in modo troppo brillante.

A proposito di Ferrari, il finale per le vetture italiane è stato da dimenticare. La #51, oltre a perdere il podio dopo essere stata in lizza anche per la vittoria, ha perso anche il quarto posto a favore della Porsche di Gpx condotta da Campbell-Pilet-Jaminet. Peggio è andata alla 488 gemella del team SMP, con Sirotkin finito a muro dopo un contatto proprio con la 911 #12 prima di Pouhoun. Sesta quindi l’Audi #25 di Sainteloc con Haase-Winckelhock-Boccolacci, davanti alla prima delle Mercedes, ovvero la #4 di Engel-Stolz-Abril.

24 Ore di Spa
© Daimler

Un risultato che non soddisfa la casa a tre punte in questa 24 Ore di Spa, che eppure ha avuto la sua chance ad inizio corsa. Le prime ore sono state infatti appannaggio della AMG #88 condotta magistralmente da Marciello e Fraga. Un problema ai freni ha poi tolto da giochi la vettura del team Akka, stessa sorte che è accaduta ad altri due portacolori italiani. Stiamo parlando di Andrea Caldarelli e Marco Mapelli, anch’essi in lotta per la vittoria per buona parte della gara. Almeno fino alle sette del mattino, quando il loro coequipier, Dennis Lind ha commesso un errore andando a sbattere ad Eau Rouge. Sogni di gloria infranti per l’equipaggio Lamborghini, a cui non resta che consolarsi con i punti conquistati ai traguardi intermedi. Da segnalare il nono posto assoluto della Honda Nsx di Van der Zande-Cameron-Farnbacher, davanti all’unica Bentley in top ten, ovvero quella di Pepper-Gounon-Soulet.

Nelle altre classi di questa 24 Ore di Spa, successi in Silver per la Mercedes #5 di Hrt che ha visto al volante anche Michele Beretta insieme a Afanasiev, Piana e Haupt. Unica gioia per Lamborghini è stato il successo in Pro-Am con la #77 della Barwell di Collard-Collard-Machitski-Mitchell. In Am è invece Bentley a fare festa con la #108 di Matheu-Ricci-Tribaudini-Lemeret.

Qui la classifica finale della 24 Ore di Spa 2020.

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Alessio Sambruna

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