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Al-Attiyah a tutta forza contro Audi: “Dureranno tre giorni, poi andranno a casa”

Nasser Al-Attiyah, in un’intervista rilasciata prima del via della Dakar 2024, non ha risparmiato una frecciatina ad Audi Sport

4 Gennaio 2024
3 min read
al-attiyah audi

Le novità e le insidie attese e previste lungo il percorso, il cambiamento di marchio che per la prima volta dopo anni lo condurrà lontano dal volante della Toyota Hilux e le… solite bordate nei confronti di Audi Sport: Nasser Al-Attiyah, alla vigilia della Dakar 2024, ha rilasciato un’intervista a Motorsport.com il cui contenuto è tutt’altro che banale.

al-attiyah audi
©Kin Marcin / Red Bull Content Pool

Al netto dei cambiamenti nel percorso e dell’introduzione della 48 H Crono, è forse lui una delle più grandi novità di questa Dakar 2024 ormai pronta a partire. Stiamo parlando di Nasser Al-Attiyah, qatariota vincitore di cinque edizioni del più celebre dei rally raid, che si presenta ai blocchi di partenza vestendo non più i colori del Toyota Gazoo Racing Team bensì quelli di Prodrive, pronto a mettergli a disposizione lo stesso Hunter che guiderà Sebastien Loeb.

Al-Attiyah, che già negli anni passati si era mediaticamente messo in mostra grazie alla sua assoluta schiettezza, non ha cambiato atteggiamento neppure nell’appena iniziato 2024. Il pilota del Qatar si è infatti concesso per un’intervista a Motorsport.com e, tra un commento e l’altro sulle grandi e tante novità della Dakar 2024, non ha disdegnato di rifilare una serie di frecciatine ad Audi Sport.

“Questa edizione sarà completamente diversa rispetto alle precedenti” – ha esordito Al-Attiyah – “Le prime tappe saranno difficili, con centinai di km pieni di difficoltà, ma sono felice di essere qui con la mia nuova macchina, l’Hunter della Prodrive. Spero di riuscire a difendere il titolo conquistato un anno fa e di vincere così tre Dakar consecutive”. “Rispetto al 2023 ho cambiato marchio, e l’ho fatto perché… ho un contratto con Dacia [che sarà supportata proprio da Prodrive, ndr] per il prossimo anno” – ha proseguito il qatariota – “Correrò per tre stagioni con loro. Avevo bisogno di feedback, di iniziare a conoscere le persone che compongono il team e dunque ho deciso di cambiare”.

La decisione di Al-Attiyah, sensata in ottica futura, ha fatto sollevare qualche sopracciglio in vista del presente: il campione in carica della Dakar nel corso degli anni passati ha infatti potuto fare affidamento sull’affidabilità – o meglio, sull’indistruttibilità – della sua Toyota Hilux, mentre ora dovrà affrontare un’edizione particolarmente dura del celebre rally raid al volante di quel buggy Prodrive che in più di un’occasione ha prestato il fianco a guasti tecnici di vario tipo. “In realtà, guardando con attenzione quanto successo nelle precedenti edizioni noterete che tutte le auto di Toyota hanno accusato dei problemi. Tutte, tranne la mia – ha detto Al-Attiyah – La Dakar ha i suoi trucchi, e tutte le macchine sono uguali. Se ogni giorno pretendi di andare al massimo avrai certamente un problema: hai bisogno di pensare a tutto ciò che stai portando al limite. Non è una questione legata al fatto che si guidi una Toyota o un Hunter. Guardiamo la storia della Toyota: in ogni edizione ci sono state più di 15 auto al via, e solo la mia non ha accusato particolari problemi. È il mio segreto, non posso svelare come riesca a fare ciò: posso solo dire che è molto importante avere cura della propria macchina, preoccupandosi sì di avere una buona posizione e un buon ritmo ma non arrivando mai a esagerare davvero. Altrimenti la macchina si rompe e tutto il lavoro viene vanificato”.

Stuzzicato sull’argomento affidabilità, Al-Attiyah non ha resistito alla tentazione di lanciare una bordata qualche frecciatina allo squadrone Audi Sport. Tra il qatariota e la Casa di Ingolstadt, lo ricordo ai più, non scorre il proverbiale buon sangue: quando difendeva i colori di Toyota Al-Attiyah in ben più di un’occasione aveva attaccato frontalmente i Quattro Anelli, a suo dire aiutati da modifiche e aggiustamenti regolamentari volti sempre più a favorire il costoso prototipo “elettrico” RS Q e-tron. “Audi? Do loro solamente tre giorni, dopodiché andranno a casa. L’avete visto anche in Marocco e ad Aragon dopo un centinaio di km” – ha detto il qatariota, al quale è stato chiesto di commentare anche i 21 CV di potenza in più di cui disporranno le vetture tedesche – “Non è una mia decisione, quindi non possiamo fare altro che accettarla perché la FIA ha un’altra visione. Non sappiamo cosa aspettarci, se non che Audi sarà veloce… nei primi tre giorni”.

La palla passa ora tra le mani di Carlos Sainz, Stephane Peterhansel e Mattias Ekström: saranno loro, in qualità di alfieri di Audi Sport, a dover smentire le parole di Nasser Al-Attiyah. Un compito, visto il recente passato, che potrebbe rivelarsi decisamente più complesso del previsto. 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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