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Al-Attiyah VS Audi, atto II: “Le tre forature di Sainz nella Stage 1? Non sono vere!”

Nasser Al-Attiyah non crede a Carlos Sainz: secondo il qatariota, il madrileno non avrebbe subito tre forature nella Stage 1 della Dakar 2024

7 Gennaio 2024
4 min read
al-attiyah sainz

I 405 km cronometrati che nel corso della Stage 1 hanno condotto la carovana della Dakar 2024 da AlUla fino ad Al Henakiyah sono stati tutt’altro che privi di sorprese. A stupire, oltre a delle top ten inattese, è stata soprattutto la mostruosa prestazione di Carlos Sainz: lo spagnolo è infatti riuscito a chiudere al 2° posto tra le Auto nonostante tre forature. Alle quali, però, Nasser Al-Attiyah ha deciso di non credere affatto…

al-attiyah sainz
© A.S.O.

È stato pressoché impossibile rimanere impassibili davanti a ciò che è riuscito a fare Carlos Sainz nel corso della Stage 1 della Dakar 2024. “El Matador”, anche quest’anno alfiere dello squadrone Audi Sport, è stato capace di conquistare la 2ª posizione – per di più con appena 1’44” di ritardo dalla vetta della classifica – nonostante sia incappato nel corso della Speciale in ben tre forature. Va da sé che il ritmo mantenuto dallo spagnolo nei tratti in cui non se l’è dovuta vedere con problemi agli pneumatici sia stato assolutamente forsennato: Sainz infatti non solo si è dovuto fermare in tre occasioni per sostituire la gomma bucata, ma addirittura in una di queste soste è stato costretto a perdere ulteriore tempo per riparare uno degli pneumatici precedentemente danneggiati dato che le Auto di classe Ultimate possono portare per regolamento solamente due gomme di scorta.

“Sono davvero soddisfatto” – ha dichiarato “El Matador” ai media presenti al bivacco di Al Henakiyah – “Il risultato alla fine è stato positivo, ma credevo che avremmo perso tantissimo tempo. Nella parte iniziale della Stage 1 c’era solamente polvere e polvere. Abbiamo perso minuti preziosi a causa della visibilità scarsa ma poi, poco a poco, la situazione è migliorata e abbiamo iniziato a recuperare terreno. Tuttavia, più o meno all’altezza dell’inizio della sezione rocciosa, sono incappato in alcune forature lente”. “Lì per lì non stavo perdendo troppo tempo e quindi ho deciso di proseguire, ma dopo circa 15-20 km le pietre hanno avuto la meglio e ho definitivamente forato due gomme – ha proseguito Sainz – “Una volta effettuate le sostituzioni ho ripreso la corsa, dopodiché ho bucato un’altra volta. A quel punto non avevo più pneumatici nuovi a disposizione, quindi non ho potuto fare altro che tentare di rigonfiare la ruota che avevo forato lentamente in precedenza. Pensavo che avrei perso attorno ai 15’, 20’, ma invece non è stato così. Abbiamo fatto una buona Stage, ma siamo stati molto stressati perché sapevamo che un’altra foratura ci avrebbe messo davvero in seria difficoltà”.

al-attiyah sainz
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

Mentre l’intero bivacco di Al Henakiyah rimaneva a bocca aperta per via di una simile prestazione, qualcuno – che nei giorni scorsi aveva peraltro già avuto modo di attaccare Audi – sollevava il proprio sopracciglio e qualche obiezione. Nasser Al-Attiyah, campione in carica della Dakar giunto 22° al termine della Stage 1 dopo essere incappato a sua volta in due forature, non ha infatti dato mostra di credere al racconto del pilota madrileno. “Non è vero che Sainz ha forato tre volte: se avesse avuto tre forature sarebbe ancora lì, nel mezzo della Stage” – ha esordito il qatariota – “Non è vero, ma andiamo oltre. Noi sappiamo chi ha davvero bucato e chi no”. “Non importa se gli sia davvero successo ciò che racconta, domani (oggi, ndr) è in programma un’altra tappa lunga e dobbiamo pensare a quella. C’è molto lavoro da fare, e quello che posso dire è che Carlos Sainz ha disputato davvero un’ottima Stage”. “Dopo i primi cinquanta km abbiamo forato – ha risposto Al-Attiyah a chi chiedeva un commento sulla difficile Stage 1 – “Abbiamo ripreso a viaggiare a ritmo sostenuto, ma dopo 80 km abbiamo forato di nuovo: una cosa piuttosto strana per me. Non avevamo altri pneumatici di scorta a disposizione per tutto il resto della Speciale, e dato che mancavano ancora 300 km all’arrivo abbiamo deciso di andare molto piano per essere sicuri di chiudere la tappa. Negli ultimi 15 km abbiamo accelerato cambiando passo, e in quel settore abbiamo fatto segnare un ottimo tempo”. “In questa Stage molti piloti sono stati sfortunati, altri invece hanno invece avuto fortuna” – ha concluso Al-Attiyah – “Tutti eravamo convinti che dopo 200 km avremmo incontrato solamente pietre nere e visibili, invece ci siamo ben presto resi conto che molte di loro erano nascoste sotto la sabbia. Questa, almeno personalmente, è stato davvero una sorpresa”. 

La personalissima lotta del qatariota contro tutto ciò che orbita attorno all’universo Audi Sport, dunque, non accenna a calare di intensità: chi sarà a spuntarla nel corso dei quasi 8.000 km complessivi di questa Dakar 2024?

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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