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Al termine di una lotta serrata con Vettel, a Barcellona la spunta Hamilton! 3° Ricciardo

Voleva dimenticare in fretta il deludente weekend russo Lewis Hamilton, e con il GP di Spagna ci è riuscito in pieno. Il #44 trionfa meritatamente dopo una gara combattutissima, che ha visto l’inglese e Sebastian Vettel ai ferri corti in più di un’occasione e che ha premiato una scelta strategica differente – e rivelatasi poi…

14 Maggio 2017
4 min read

Voleva dimenticare in fretta il deludente weekend russo Lewis Hamilton, e con il GP di Spagna ci è riuscito in pieno. Il #44 trionfa meritatamente dopo una gara combattutissima, che ha visto l’inglese e Sebastian Vettel ai ferri corti in più di un’occasione e che ha premiato una scelta strategica differente – e rivelatasi poi più efficace – del box Mercedes, aiutato nell’intento di riportare Hamilton in testa dalla VSC e da…Bottas.

© Wolfgang Wilhelm
© Wolfgang Wilhelm

Sì, perché nelle prime fasi della gara la testa della corsa era sfuggita dalle mani di Hamilton. Il buonissimo scatto di Vettel ha portato infatti la SF70-H davanti a tutti già sin dalla staccata di Curva 1, lì dove Bottas, Raikkonen e Verstappen entravano in collisione con questi ultimi due costretti al ritiro. E’ stata la scelta della mescola da montare con la prima sosta la svolta della gara: lì la Ferrari ha optato per riutilizzare le Soft con Vettel, mentre in Mercedes hanno scelto di usare le Medium. In teoria Vettel avrebbe dovuto creare un ampio margine su Hamilton in quella fase, ma l’ingombrante presenza di Bottas – tenuto fuori dal muretto del team di Stoccarda proprio per fare da “tappo” al tedesco della Ferrari – ha fatto non solo perdere secondi preziosi alla Rossa, ma ha finito per far svanire il vantaggio prestazionale che una mescola morbida ha rispetto ad una mescola più dura nei primi giri di utilizzo. La VSC che ha fatto seguito al contatto tra Vandoorne e Massa ha poi fatto il resto: rientrando durante il regime di neutralizzazione virtuale, Hamilton ha dimezzato il tempo perso durante la sosta visto che chi era in pista non poteva spingere, ed è riuscito in questo modo a farsi sotto a Vettel, che una volta rientrato ai box per montare le Medium si è trovato braccato dal #44, che invece a quel punto della corsa montava le più performanti Soft. E’ stata quindi questione di giri per l’inglese, che nonostante la strenua difesa del tedesco si è involato verso la vittoria dopo un sorpasso sul rettilineo principale, andandosi anche a prendere il giro più veloce in gara nel corso del 65° passaggio.

Chiude poi il podio, visto il ritiro di Bottas, Daniel Ricciardo: una gara anonima la sua, con la RB13 che è ancora troppo lenta per stare con Mercedes e Ferrari ma già troppo veloce per sfuggire agli inseguitori. Inseguitori che oggi assumono la rosea forma delle due Force India, con Perez ed Ocon autori di una gara eccezionale che li ha portati fino alla quarta e quinta piazza, permettendo alla scuderia di VJ Mallya di incamerare ben 22 punti in classifica costruttori. Buona gara anche quella di Hulkenberg, 6° al traguardo davanti a Sainz e ad uno splendido Wehrlein, la cui gara monstre non è stata rovinata neppure dai 5″ di penalità comminatigli per aver commesso un errore durante la procedura di partenza. La top ten è infine chiusa da Kvyat, autore di un bel duello con Magnussen – conclusosi peraltro con una foratura del danese – che si è tenuto dietro Romain Grosjean, ultimo pilota a conseguire punti iridati.

Sfiora l’impresa con la Sauber anche Ericsson, 11° ma comunque davanti a Fernando Alonso: l’asturiano, che partiva 7°, è piombato in mezzo al gruppone dopo un’escursione in Curva 2 nel corso del primo giro, quando Massa ha allargato la propria traiettoria spingendo involontariamente verso l’esterno il #14. Alonso ha provato a rimontare, ma la velocità della sua McLaren non gli ha permesso di andare oltre la 12esima piazza. Appena dietro la MCL32 troviamo poi la deludente Williams di Massa, che ha preceduto Magnussen – la cui Haas prima della foratura durante gli ultimi giri era saldamente in zona punti -, e due delle delusioni di giornata, ovvero Palmer e Stroll, entrambi lontanissimi dai compagni di squadra.

4 sono infine i piloti ritirati. I primi due piloti ad abbandonare la corsa sono Kimi Raikkonen e Max Verstappen, entrati a contatto in Curva 1 nelle concitatissime fasi del primo giro: il #7 della Ferrari, mentre attaccava all’esterno Bottas, è stato a sua volta affiancato all’esterno da Verstappen e, una volta colpito leggermente al retrotreno dal #77 della Mercedes, ha allargato la propria traiettoria centrando con la propria anteriore sinistra l’anteriore destra di Verstappen, sancendo il ritiro per entrambi a causa della rottura delle rispettive sospensioni. E’ in duello con Felipe Massa che invece alza bandiera bianca Stoffel Vandoorne, che alla staccata della prima curva cerca improvvidamente di chiudere la porta al brasiliano, ormai già ampiamente al suo fianco: il contatto tra la McLaren e la Williams è inevitabile, e ad avere la peggio è la MCL32, che finisce la sua corsa nella via di fuga con la sospensione anteriore destra rotta. L’ultimo pilota a ritirarsi è, come anticipato più sopra, Valtteri Bottas: la sua corsa finisce con il retrotreno della sua W08 Hybrid avvolto dal fumo della Power Unit Mercedes, che ha tradito il finlandese in gara.

Ecco l’ordine di arrivo del GP di Spagna:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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