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Blancpain: doppietta Porsche in una piovosa 24 ore di Spa

Si potesse cambiarle nome, 18 Ore di Spa sarebbe quello più azzeccato per l’edizione 2019 della maratona belga. Pioggia, condizioni complicate ed interruzioni sono state all’ordine del giorno nel weekend di Spa-Frachorchamps, con la classica corsa di durata interrotta dalle cinque fino alle undici del mattino. Alla fine a fare festa è stata Porsche, con…

28 Luglio 2019
3 min read

Si potesse cambiarle nome, 18 Ore di Spa sarebbe quello più azzeccato per l’edizione 2019 della maratona belga. Pioggia, condizioni complicate ed interruzioni sono state all’ordine del giorno nel weekend di Spa-Frachorchamps, con la classica corsa di durata interrotta dalle cinque fino alle undici del mattino. Alla fine a fare festa è stata Porsche, con la doppietta del team Gpx davanti alla Rowe.

Gpx

Una gara che ha vissuto una seconda parte che potrebbe tranquillamente essere definita sprint nella sua fase dopo la ripartenza, con i principali candidati alla vittoria venuti fuori sulla distanza dopo una fase di confusione. La Porsche #20 di Estre-Christensen-Lietz è stata tra essi, nonostante una prima fase complicata dovuta ad un drive through. Il pilota francese è stato assoluto protagonista nelle fasi cruciali della corsa, soprattutto nelle ultime due ore quando dalla terza piazza ha scavalcato due ossi duri quali Engel (Mercedes #4) e Muller (Audi #1). La vittoria dell’equipaggio è stata quindi costruita per gran parte dal coriaceo transalpino, grande protagonista nel finale insieme ai compagni di marca del team Rowe. Makowiecki-Pilet-Tand hanno anch’essi fatto la differenza nelle ultime ore, con il britannico bravo a scavalcare l’Audi #1.

Proprio l’auto dei quattro anelli messa meglio in classifica ha avuto un epilogo drammatico, sportivamente parlando. Dapprima un errore di Muller a Les Combes ha fatto traballare le chance di podio, compromesse definitivamente da un successivo contatto con la Porsche di Dinamic. Il podio assoluto è stato quindi completato dalla Mercedes #4 di Engel-Buurman-Stolz che, dopo aver fatto la voce grossa nelle prove, nulla hanno potuto nei confronti dello strapotere delle vetture di Stoccarda. L’onore di Audi è stato parzialmente salvato dal team Sainteloc, quarto con la R8 #25 di Winchelhock-Vervisch-Haase. Merita una menzione anche l’ottimo sesto posto della Honda Nsx Gt3 condotta da Farnbacher-van der Zande-Baguette. 

Passando ai nostri colori, grande protagonista nelle prima metà di gara è stata la Ferrari #72 del team Smp. Con il supporto di Rigon, la 488 del team russo ha conquistato i punti ai “traguardi intermedi” delle 6 e 12 ore di gara, tenendo aperto il discorso titolo nonostante un epilogo non proprio fortunato. Aleshin ha infatti rovinato la propria gara per via di un contatto con una Nissan doppiata. Meglio, ma non troppo, è andata a Caldarelli e Mapelli, in gara con la Lamborghini #563 insieme a Dennis Lind. La loro corsa è stata condizionata da una moltitudine di penalità rivelatesi irrimediabili in termini di classifica, che alla fine li ha visti ottavi al traguardo. 13° e 16° invece Marciello (con Abril e Schiller sulla Mercedes #88) e Bortolotti (Lamborghini #63 insieme ad Engelhart ed Ineichen). L’imprevedibilità della corsa belga ha colto di sorpresa l’equipaggio del team Akka, mentre la Lambo di Grt ha anche condotto nelle fasi prima dell’interruzione prima di scivolare indietro per via una strategia differente. Venturini (Lamborghini #519) non è andato oltre il 21° piazzamento. Gara complessa anche per due delle favorite alla vigilia, Bmw e Bentley. I vincitori dello scorso anno non sono andati oltre il dodicesimo posto come miglior risultato dopo una qualifica disastrosa, mentre i colleghi britannici tornano a casa con le pive nel sacco. Delle quattro Continental portate a Spa per festeggiare al meglio il centenario, nessuna è riuscita ad entrare nella lotta alle prime posizioni, restando tutte nelle retrovie.

Tanta amarezza invece per Mattia Drudi. Dopo una spettacolare qualifica, il nostro portacolori è stato fermato da un problema tecnico sulla sua Audi #55, condotta insieme ai fratelli Schothorst in classe Silver. Una categoria nella quale avrebbero potuto tranquillamente puntare alla vittoria, essendo stati anche in lizza per la top ten assoluta nelle prime fasi. Il successo di classe è quindi andato alla Lamborghini #78 del team Black Bull, condotta da Pull-Witt-Mitchell. In Pro-Am vittoria per l’Aston Martin #97 do Yoluc-Al Harthy-Eastwood-Thiim, che ha parzialmente riscattato una gara negativa degli equipaggi Pro. Tra i gentleman trionfo per la Ferrari #33 di Hook-Matschull-Lauck-Still.

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Alessio Sambruna

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