Dopo oltre 20 anni di felice convivenza sotto lo stesso tetto, Red Bull Racing ha deciso di mettere alla porta Christian Horner: il manager inglese, Team Principal della scuderia dal gennaio 2005, è stato licenziato.

Che a Milton Keynes si respirasse da tempo un’aria sempre più pesante era noto a molti, ma probabilmente quasi nessuno avrebbe potuto pensare a un simile epilogo per una delle storie di maggior successo della Formula 1 dei tempi moderni e non. Christian Horner, storico Team Principal di Red Bull Racing, questa mattina è stato licenziato con effetto immediato dalla scuderia austriaca.
Difficile parlare di un vero e proprio “fulmine a ciel sereno”, dato che le voci su un costante e inesorabile deterioramento dei rapporti tra il manager britannico e la proprietà del team si susseguivano con una certa insistenza da mesi, ma le modalità con cui si è consumato il divorzio tra due entità che per anni hanno agito come un unicum colpiscono non poco. Horner, un breve passato da pilota alle spalle, ha tenuto saldamente tra le mani il timone di Red Bull Racing sin dalla genesi dell’allora neonata scuderia anglo-austriaca. Accompagnandone la gestazione dalle ceneri della Jaguar, il manager nato nel 1973 a Lemington Spa è stato motore di molte delle manovre che hanno contribuito a rendere la scuderia di Milton Keynes ciò che conosciamo ora, assunzione di Adrian Newey in primis.
La frattura con la proprietà, che nella sua parte thailandese tanto lo aveva appoggiato nella turbolenta stagione 2024 confermandolo nel suo ruolo nonostante lo scandalo che lo aveva coinvolto alla vigilia del campionato, è andata allargandosi sempre più durante gli ultimi mesi. A detta di molte voci nel paddock, Red Bull Racing si era trasformata in tempi recenti in una sorta di “monarchia” marchiata Christian Horner, un qualcosa che la proprietà – anche in virtù degli inevitabili giochi di potere che si innescano in realtà così grandi e importanti – difficilmente poteva accettare.
Il licenziamento dell’inglese innescherà ora una serie di movimenti e trasformazioni difficili da prevedere. Ci si chiede sin da ora, per esempio, come questo allontanamento con effetto immediato influenzerà le decisioni di Max Verstappen, figlio di quel Jos che proprio con Christian Horner era entrato molto in contrasto a inizio 2024. E pure ci si domanda in quale modo impatterà una simile trasformazione sulle – poche – residue speranze iridate dell’olandese, nuovamente alle prese con una monoposto figlia di una scuderia che naviga in acque tumultuose. Ciò che è certo è che il ruolo del manager inglese verrà ricoperto sin dal prossimo Gran Premio del Belgio da Laurent Mekies, ormai ex Team Principal di Racing Bulls e a sua volta sostituito da Alan Permane, mentre il manager britannico comparirà improvvisamente sul mercato, a disposizione di chi potrebbe essere alla ricerca di una figura del suo stampo. Vi viene in mente qualcuno in particolare?
