Il breve Prologo e i suoi soli 23 km cronometrati hanno ufficialmente dato il via al Rally Dakar 2026, 48ª edizione del rally raid più duro e famoso del mondo. Mattias Ekström ed Edgar Canet sugli scudi nel percorso ad anello attorno a Yanbu, ma la vera gara inizierà solamente domani.

A Yanbu, in Arabia Saudita, si è aperto quest’oggi il sipario sull’edizione 2026 del Rally Dakar. Il rally raid più famoso del mondo, per la settima volta nella sua storia pronto ad andare interamente in scena nel Paese arabo, è iniziato con un breve e succinto Prologo, una leggera sgambata lunga una manciata di km attorno al bivacco di Yanbu. Un modo per rompere il ghiaccio con il suolo saudita dunque, ma anche la prima chance di tessere trame strategiche in vista della prima vera giornata di gara: i piloti più veloci del Prologo potranno infatti scegliere la propria posizione di partenza nella Stage 1, ritrovandosi così tra le mani un vantaggio non indifferente per la prima prova speciale di questa Dakar 2026.
AUTO
Tenendo bene a mente ciò, non deve quindi stupire che Mattias Ekström abbia deciso di pigiare con decisione sul pedale dell’acceleratore. Lo svedese e il suo Ford Raptor hanno completato i 23 km cronometrati previsti nel Prologo in 10’49”, staccando per 7” la MINI di Guillaume de Mevius e il Raptor di Mitch Guthrie, 3° al traguardo di questo primo assaggio di Dakar. Ai piedi del podio – e a 8” dalla vetta – si è fermato Nasser Al-Attiyah, primo tra le Dacia Sandrider, mentre il vincitore dell’edizione 2025 Yazeed Al Rajhi si è accontentato del 5° posto a 13” di ritardo dal crono di Ekström. 6ª posizione per Seth Quintero, che con la sua Hilux ha preceduto la vettura gemella di Erik Goczal, mentre Mathieu Serradori ha condotto il suo Century fino all’8ª piazza accumulando 15” di distacco dal Ford Raptor #226 dello svedese. Se l’è presa con relativa calma Carlos Sainz, 9° a 15” dalla vetta, mentre Saood Variawa ha provveduto a chiudere una top ten in cui si fa notare l’assenza di alcuni nomi illustri: Nani Roma ha infatti concluso il Prologo in 11ª posizione, Toby Price ha tagliato il traguardo al 16° posto e Sebastien Loeb, uno dei grandi favoriti per la vittoria finale, ha trotterellato fino alla 17ª piazza accumulando 33” di distacco dalla vetta.
Menzione d’onore poi per Daniel Schroder, protagonista suo malgrado in negativo di questo primissimo riscaldamento dakariano: il tedesco, in un Prologo lungo appena 23 km, ha infatti capottato il suo Volkswagen Amarok in una sezione ad alta velocità riportando parecchi danni sul suo veicolo. Il rischio – molto concreto – è che Schroder possa dover dire addio alla Dakar 2026 prima ancora di averla davvero iniziata.
MOTO
A essere partito a razzo nella Dakar 2026 è stato invece Edgar Canet, che ha impiegato solamente 23 km per riscrivere il primo record di questa edizione del rally raid. Lo spagnolo, classe 2005, con il successo ottenuto nel Prologo è diventato infatti il più giovane pilota di moto della storia ad avere vinto una speciale della Dakar: Canet, a 20 anni, 9 mesi e 18 giorni, ha battuto per poco più di tre mesi il precedente primato fatto segnare da Mason Klein nel 2023.

Canet ha impiegato 11’32” a completare la sezione cronometrata del Prologo, con Daniel Sanders – vincitore dell’edizione 2025 – che ha chiuso staccato di soli 3” dalla vetta. Sul podio di giornata è salito anche Ricky Brabec con la prima delle Honda, mentre Luciano Benavides – 4° a 11” da Canet – ha preceduto la Hero di Ross Branch. Michael Docherty e Tosha Schareina, rispettivamente 6° e 7° al traguardo, si sono messi dietro le Honda di Adrien van Beveren e Skyler Howes, con Martin Michek che ha completato la top ten centrando il 10° posto in sella alla Hoto, moto cinese al debutto assoluto alla Dakar.
Domani, con la Stage 1, la Dakar 2026 entrerà definitivamente nel vivo. Uomini e mezzi saranno chiamati ad affrontare un’altra prova speciale ad anello attorno a Yanbu, ma il kilometraggio sarà ben diverso da quello odierno: la carovana della corsa dovrà percorrere infatti 518 km complessivi, con una sezione cronometrata di 305 km. Roba da far sembrare il Prologo nient’altro che una breve e indolore corsetta nel parco.