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Da Hockenheim a Spa e ritorno. L’assurdo weekend di Loic Duval

Sabato, ore 13.30 italiane. Scattano in contemporanea i semafori verdi per WEC e DTM, rispettivamente a Spa (Belgio) e Hockenheim (Germania). Dopo un’ora complessiva di gara, il DTM chiude il proprio Season Opener e, mentre sul podio Paffett, Auer e Glock stanno ancora festeggiando il risultato ottenuto, un elicottero si alza tra i cieli di…

6 Maggio 2018
2 min read

Sabato, ore 13.30 italiane. Scattano in contemporanea i semafori verdi per WEC e DTM, rispettivamente a Spa (Belgio) e Hockenheim (Germania).
Dopo un’ora complessiva di gara, il DTM chiude il proprio Season Opener e, mentre sul podio Paffett, Auer e Glock stanno ancora festeggiando il risultato ottenuto, un elicottero si alza tra i cieli di Hockenheim in direzione del confine. A bordo c’è il decimo classificato (secondo tra le Audi) che, con una manovra evasiva degna di un film thriller, si accinge a indossare nuvovamente casco, guanti e tuta. Il suo nome è Duval, Loic Duval.

DUVAL LoÔc (fra) AUDI R18 lmp1 team Audi sport Joest ambiance portrait during the 2016 FIA WEC World Endurance Championship, 6 Hours of Bahrain from November 17 to 19 at International Circuit of Sakhir - Photo Francois Flamand / DPPI

Il campione del mondo endurance, infatti, è pronto a salire a bordo della LMP2 #28 di TDS Racing per il suo stint nella gara inaugurale della Super Season del WEC. Sull’asfalto delle Ardenne, insieme al suo team, conquista l’undicesimo posto overall e quinto di categoria. Se già questo non fosse sufficientemente incredibile, appena terminata la 6 ore vola nuovamente verso lidi tedeschi: domenica mattina dovrà infatti indossare ancora una volta i panni di pilota della casa dei quattro anelli.
Disputa nuovamente prove libere e qualifiche e alle 13.30 si appresta nuovamente a scattare una volta che i semafori di gara 2 del DTM diventeranno verdi. In questo frangente riesce a costruire una bellissima rimonta fino a un ottimo quinto posto, messo in ombra solo che dagli incredibili duelli per il podio davanti a sé.

Solo un pilota del suo calibro sarebbe riuscito a fare un coast-to-coast del genere, tra due categorie così differenti. Noi quindi non possiamo fare altro che toglierci il cappello e congratularci con questo… eroe dei due mondi.

duvalelicottero

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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